Regione: Forza Italia no alla prostitute - LevanteNews
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Regione: Forza Italia no alla prostitute

L’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali del Pdl  circa il presunto accordo che il Comune di Genova starebbe per sottoscrivere un accordo con le prostitute storiche e la rappresentanza genovese del Comitato di difesa dei diritti civili delle prostitute arriva senza ombra di dubbio nel momento meno indicato.  Non si sono ancora spenti gli echi circa “L’utilizzatore finale” ed  seguaci di Berlusconi lanciano il loro anatema contro le povere prostitute genovesi non certo abituate dai loro clienti a ricevere in regalo pietre preziose, monili d’oro oppure migliaia di euro. Inizia così l’ordine del giorno presentato da Forza Italia: Considerato che, già nel gennaio scorso, era stato annunciata la sottoscrizione di un accordo tra le medesime parti, che avrebbe portato le prostitute “libere” a svolgere la funzione di “sentinella” dei vicoli del centro storico genovese, segnalando alle forze dell’ordine i traffici della microcriminalità.

Considerato che tale accordo venne fortunatamente sospeso a causa della inopportunità, già denunciata a gran voce dal centrodestra, di affidare la sorveglianza del centro storico alle prostitute

 Considerato che il nuovo preannunciato accordo tra la Giunta comunale genovese e le prostitute avrebbe ad oggetto l’affidamento a queste ultime, unitamente a residenti e commercianti, della funzione di riqualificazione del centro storico

 Considerato che è quanto meno discutibile che le prostitute “libere” possano contribuire a riqualificare (e da quale punto di vista: di sicurezza, architettonica, ambientale, morale?) il centro storico genovese

 Considerato che è, altresì, miope e ipocrita la visione di gran parte del centrosinistra che considera che l’attività esercitata dalle prostitute definite “libere” possa avvenire per una loro effettiva libera scelta, posto che la mercificazione del corpo della donna è sempre, a ogni livello, degradante, umiliante e sintomatico di scarso e/o nullo riconoscimento della dignità femminile

 Considerato che non si comprende per quale motivo la Sindaco Vincenzi avrebbe rifiutato l’invio dei militari da parte del Governo per presidiare e assicurare la sicurezza del centro storico, considerando, invece, idonee ad assicurare la riqualificazione, anche in termini di sicurezza, dei vicoli genovesi le prostitute “libere”

Considerato che è stato più volte espresso dalle cariche istituzionali del Consiglio regionale la necessità di conformare il proprio operato e le proprie scelte ai principi della legalità e del rispetto delle leggi

  

IMPEGNANO

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E L’ASSESSORE COMPETENTE

 Ad intervenire presso il Comune di Genova affinché venga impedita la sottoscrizione del preannunciato accordo.

 

 Chissà se nel predisporre l’ordine del giorno  hanno chiesto consiglio al Cavaliere?