Entroterra: allarme cinghiali - LevanteNews
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Entroterra: allarme cinghiali

Emergenza cinghiali: i problemi per gli abitanti delle vallate continuano. Ne sanno qualcosa a Costafinale piccola frazione del comune di Lorsica ad oltre mille metri d’altezza sulle pendici del monte Caucaso. <Ormai da diversi anni – spiega Grazia Adamowska Cavagnaro – cinghiali in numero esponenziale continuano a creare ingenti danni alle colture sia ortive che prative rendendo impossibile la sopravvivenza per chi vive della coltivazione della terra e dell’allevamento del bestiame>. Oltre il danno la beffa, la signora infatti lamenta pesanti ritardi da parte della Provincia nel provvedere alla liquidazione dei rimborsi. <Ho presentato la domanda di risarcimento – conclude la Adamowska – circa un anno fa, ma sino ad oggi non ho ancora ottenuto nulla>. Insomma i contadini non sanno più a che santo votarsi: <Chiediamo agli enti preposti di salvaguardare i diritti non solo dei cacciatori ma anche di chi vive sul territorio, che, con il proprio duro lavoro e non con sterili parole,contribuisce alla tutela dell’ambiente>.

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Di valle in valle le preoccupazioni sono sempre le stesse. <Nel mio paese – incalza il sindaco di Lumarzo Guido Guelfo – non passa giorno senza che gli ungulati non rechino grossi danni alle culture. Gli abitanti sono esasperati e delusi. Non si può continuare di questo passo chiediamo maggiore tutela>. Identiche preoccupazione arrivano da Neirone. <Oltre i cinghiali – rincara la dose il vicesindaco Stefano Sudermania – bisogna mettere in conto il costante aumento di caprioli e daini pronti a saltare ogni tipo di steccato e sterminare il raccolto>. Una vera e propria emergenza con conseguenze incalcolabili anche per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. A fare le spese della presenza di cinghiali non solo le cultura ma soprattutto i muretti a secco. Opere vecchie di secoli devastate da mandrie di ungulati pronte a demolire quanto capita a tiro. <Una protesta continua – afferma il primo cittadino di Cicagna Marco Limoncini – sul mio tavolo petizioni di decine di persone>. I sindaci sono stufi di ottenere solo assicurazioni da parte della Provincia, la gente vuole dei fatti. <Siamo intenzionati ad organizzare un’assemblea pubblica in vallata – conclude Limoncini – chiedendo la presenza del prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri, dell’ assessore regionale Giancarlo Cassini e la collega della Provincia di Genova Renata Briano. Devono sentire con le proprie orecchie cosa succede in Fontanabuona>.

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Culture allo sfascio, recinti divelti, il lavoro e la fatica di mesi, reso vano nel breve spazio di una notte. Per non parlare di quanto accade sulla strada. Lo scorso anno un ragazzo in località Boasi, a causa di un cinghiale, è finito fuori dalla carreggiata. La macchina completamente distrutta ed un braccio rotto il bilancio dell’incontro. Lungo la strada provinciale 333 nel comune di Avegno i daini passeggiano indisturbati nella notte. Una situazione insostenibile che deve cessare al più presto. Mai come in questa occasione i sindaci sono compatti nel chiedere interventi mirati alla tutela dei propri cittadini

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