I fiori non si mangiano - LevanteNews
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I fiori non si mangiano

“I fiori no’ se mangian”, è un proverbio pubblicato in una rara raccolta datata 1975, firmata da Eugenio Pedemonte, noto commercialista genovese, che aveva fatto un’attenta ricerca tra gli antichi modi di dire usati nella nostra campagna.

Più che un proverbio era un monito, perché le donne sapessero che coltivare petunie e garofani portava via tempo prezioso alla cura del pollaio, dell’orto, alla preparzione delle conserve, all’essicazione della frutta e delle faccende di casa. Nella vecchia economia contadina ligure nulla si poteva sprecare, neppure il poco tempo necessario ad adornare i davanzali con qualche vaso di fiori.

Oggi, anche in senso materiale, alcuni fiori costituiscono un ingrediente di insalate servite in sfiziosi ristoranti della nostra riviera. E i fiori, coltivati  o commercializzati in serra, costituisco oggi, anche nella nostra riviera, una fonte di reddito per il moltiplicarsi di giardini, terrazzi,  ornamenti floreali giudicati, a differenza del passato, un elemento essenziale.

“I fiori no’ se mangian” è quindi uno dei proverbi che indicano i costanti mutamenti della società.