Sori: sarà abbattuto l'ecomostro di Cornua - LevanteNews
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Sori: sarà abbattuto l’ecomostro di Cornua

SORI – Dopo lo scheletrone dell’isola di Palmaria rimane da abbattere l’ecomostro di Cornua. Una storia vecchia di quarantanni alla quale ha posto la parola fine un decreto di demolizione emesso dal comune di Sori. <Con i detriti – spiega il sindaco Luigi Castagnola – sulle ceneri dell’edificio sarà realizzata un’area verde attrezzata per il pic-nic>.

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Lo scheletro si trova lungo la strada provinciale del monte Cornua dove Sori confina con Lumarzo. L’edificio composto di quattro piani non è mai stato completato ed ora sarà raso al suolo. Tutto ha inizio nel lontano 1968 quando un noto imprenditore di Recco, Mario Baghino, decide di edificare lungo la strada del monte Fasce, terminata da pochi anni, un albergo. Il Comune concede l’autorizzazione a costruire, ma appena ultimate le strutture portanti, iniziano i primi guai. Le “Belle  Arti” (negli anni sessanta i nomi degli enti erano un po meno pomposi di quelli odierni) decretano lo stop. L’ edificio supera di 80 centimetri l’altezza consentita e di conseguenza ostruisce il panorama dalla strada che passa a pochi metri. Inizia cosi una “querelle” i cui risultati sono tutt’oggi sotto gli occhi di tutti.

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Baghino vince il ricorso in Cassazione ma a causa di una terribile disgrazia dove perdono la vita la moglie ed i due figli  non ha certo più l’entusiasmo per costruire l’albergo. Negli anni novanta ci prova un imprenditore di Sori. Acquista l’area e deposita presso il Comune un nuovo progetto per realizzare nell’edificio ben 27 miniappartamenti. In Cornua arriva anche una gru, vengono rinforzate le fondamenta, sembra la volta buona. Purtroppo non è cosi. Sorgono dei problemi relativi alle fondamenta ed il Comune decreta l’abbattimento.