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Sori: ancora macerie della guerra

 SORI – Rovine della seconda guerra mondiale nel cuore del paese. Incredibile ma questa è la triste realtà che si presenta agli occhi di quanto vogliono dare un’occhiata a quella fetta del centro storico di Sori posta sulla sponda sinistra dell’omonimo torrente in prossimità della chiesa di Santa Margherita. Da quando nel giugno del 1944 l’ennesimo bombardamento rase al suol ben ventitré appartamenti, nulla è cambiato. O meglio in tutti questi anni sono cresciuti rovi di ogni genere che in parte hanno nascosto le macerie.

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 Un borgo incantevole composto da case dell’ottocento a picco sul mare abitate soprattutto da pescatori. La vecchia e cara Sori ormai riconoscibile osservando ingiallite fotografie oppure percorrendo le caratteristiche viuzze fortunatamente rimaste illese dai bombardamenti degli aerei angloamericani. Una storia complessa che merita di essere raccontata. In tanti, finita la guerra, decisero di emigrare senza pensare alla ricostruzione e non usufruendo neppure dei finanziamenti erogati a quei tempi per i danni di guerra. Tra l’altro ventitré appartamenti, corrispondono a molte “teste”.

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Difficile trovare un accordo. Così mentre i rovi prosperavano e si continuava a discutere, sono passati oltre sessant’anni. Come se non bastasse anche il “demanio” ha voluto dire la sua. Una lunga diatriba per stabilire il confine tra le case e la battigia sul mare. Visto il passare del tempo, a sbrogliare la matassa sono rimasti gli eredi: figli e nipoti dei vecchi proprietari. Edificare oggi in quel tratto non è cosa da poco. A fianco è stato realizzato un palazzo, diventa quindi indispensabile e di conseguenza costoso effettuare lo sbancamento. Ormai il progetto è pronto, tutto dovrebbe decollare quanto prima per riavere i ventitré appartamenti distrutti dalle bombe del giugno ’44.