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Entroterra: attenti alle vipere

 LUMARZO – Attenti alle vipere. Il ritorno del bel tempo e del sole ha favorito la presenza dei pericolosi rettili che hanno fatto la loro comparsa dopo il lungo letargo invernale. Nella giornata del primo maggio un’aspide di grosse dimensioni è stato catturato a Pannesi. Segnalazioni di avvistamento vengono segnalati da diverse località . In mezzo alle pietre del sentiero che dal passo della Spinarola porta al santuario di Caravaggio per non parlare dei boschi sulle alture di Neirone. Molto spesso gli escursionisti meno esperti scambiano una tranquilla ed inoffensiva biscia per una vipera ma in molti casi le segnalazioni son lasciano dubbi: le vipere sono in aumento in tutto il territorio della Fontanabuona. Con l’approssimarsi dell’estate si raccomanda la massima prudenza.varie-506Nel caso di Pannesi, episodio assai raro, il grosso aspide non ha esitato ad attaccare, facendosi annunciare dal tradizionale “sibilo”. Il continuo abbandono dei boschi contribuisce al proliferare dei pericolosi rettili sempre più diffusi nel nostro entroterra. Una presenza che deve indurre a chi frequenta i boschi alla massima prudenza. In primo luogo bsogna porre attenzione circa l’abbigliamento. D’obbligo: scarponcini, pantaloni lunghi in tela pesante e l’immancabile bastone. Grande attenzione anche a poggiare le mani sul terreno. Insomma bisogna usare molta prudenza ed evitare che una scampagnata sui prati finisca per trasformarsi in una possibile tragedia.

Come comportarsi in caso di morso da vipera. In primo luogo non bisogna farsi prendere dal panico. La puntura provoca subito un acuto dolore seguito dal gonfiore della parte colpita. I primi sintomi sono: vomito, diarrea, sudorazione, abbattimento, torpore e sete intensa. Fortunatamente il veleno non va direttamente nel sangue ma passa prima nella linfa. Passaggio che viene facilitato da eventuali movimenti del corpo. E’ bene inoltre cercare di raffreddare la parte colpita con ghiaccio oppure immergendola nell’ acqua fresca. Il freddo infatti oltre a rallentare la circolazione sembra contribuisca a rendere meno dannoso il veleno. Circa il 20% dei morsi di serpente sono “secchi” in cui non vi è alcuna inoculazione di veleno. Questi è infatti indispensabile per la vita del rettile che pertanto tende a non sprecarlo. Il siero antivipera una volta si portava per precauzione. Ora, a parte il problema della conservazione, che imponeva il rinnovo ad ogni stagione, il siero antiofidico è diventato irreperibile. Proveniva dalla Jugoslavia da cavalli immunizzati con il morso di vipera, ma dopo gli stravolgimenti politici e sociali che hanno attraversato quella regione, la disponibilità è appena sufficiente per coprire i fabbisogni ospedalieri. Il numero delle persone morsicate da rettili è in crescente aumento.