Fontanabuona: torna "portare maggio" - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Fontanabuona: torna “portare maggio”

FONTANABUONA – “Portare maggio” una tradizione che continua, anche se i fasti del passato sono irrimediabilmente terminati. Sino alla fine del secolo scorso la notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio era vissuta con “terrore” da quanti abitavano in valle. San Colombano, Monleone, Cicagna e Gattorna le località maggiormente prese di mira dai squadre di giovani buontemponi decisi ad indispettire i propri concittadini. A Monleone, in piazza, veniva radunato ogni genere di oggetti razziati nei vari giardini: vasi, statue, insegne, attrezzi da lavoro.

varie-4852

Un anno, addirittura: un carro. La mattina del 1 maggio chi non trovava la propria roba sotto casa sapeva come comportarsi. Non rimaneva altro che recarsi in piazza. I titolari del distributore di benzina lungo la strada provinciale che porta a Favale ne ricordano di tutti i colori: <Una tradizione scomparsa – racconta la signora – i giovani non hanno più voglia di perdere tempo nel fare questo genere di scherzi>. Identica sorte nella piazza di Cicagna dove, a dissuadere eventuali nottambuli, ci pensa il sistema di videosorveglianza installato dall’amministrazione comunale. A Gattorna invece il passaggio dei “portatori di maggio” continua a lasciare segni inequivocabili. In piazza Basso bidoni della spazzatura sopra la fontana e scatole di cartone adoperate per ricoprire i giochi dei bambini. Come sempre preso di mira lo storico bar gelateria Beneitin in via del Commercio. Sono comparsi una seria di pesanti vasi che sino alla sera prima stazionavano dalla parte opposta della strada. L’unico tassista del paese, costretto a spostare un contenitore della nettezza urbana posizionato dove solitamente stazione il suo datato Mercedes.

varie-491<Ho dovuto girare tutta la mattina – racconta la pasticciera – per recuperare i miei vasi da fiori posti davanti al negozio>. Gli anziani sorridono. In passato hanno assistito a scherzi ben più atroci. Statue spostate, porte murate, insegne sparite, Il “portare maggio” voleva dire tutto questo. In tanti rimanevano svegli tutta la notte a controllare l’uscio di casa ed in modo particolare i giardini. Poi sono cominciati i primi guai. Ad arrivare in piazza per recuperare il maltolto non erano i proprietari, bensì ladri in cerca di facili razzie. Qualche antica statua rotta ha costretto i proprietari all’inevitabile denuncia ai carabinieri. Insomma sono rimasti soltanto bidoni della spazzatura da muovere, i vasi e qualche scala arrugginita da appoggiare ai muri delle case.