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PORTOFINO: CASTELLO BROWN TUTTO DA RIFARE

PORTOFINO – Tutto da rifare per la concessione del castello Brown. Il Tar della Liguria ha infatti annullato il provvedimento di aggiudicazione della gara relativa alla gestione nei prossimi sei anni dello storico maniero. A ottenere la vittoria del bando, a dicembre, il raggruppamento temporaneo d’impresa formato da Manus e Mosaico di Roma. Le aziende capitoline avevano avuto la meglio nei confronti della Società Gestione Eventi dell’agente marittimo Giulio Schenone gestore sino alla fine dello scorso anno. A sancire il successo, un’offerta economica superiore a quella dei rivali, si partiva da una base minima di 80 mila euro annui, ma soprattutto il progetto di management presentato da Manus e Mosaico. In seguito l’apposita Commissione nominata dal comune di Portofino aveva provveduto all’aggiudicazione provvisoria.

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Decisione assunta in attesa di ricevere dagli enti preposti le attestazioni che le autocertificazioni presentate dai vincitori, al momento della domanda, corrispondevano a quanto dichiarato. La decorrenza della convenzione prevedeva l’inizio dell’attività dal 1 gennaio al fine di garantire la continuità, con la gestione precedente, nell’apertura del castello. Purtroppo i tempi hanno cominciato ad allungarsi, le documentazioni richieste tardavano ad arrivare, pertanto la fortezza è rimasta irrimediabilmente chiusa sino a marzo. Nel contempo sono partiti i ricorsi della Gestione Eventi che riscontrava presunte irregolarità nella domanda inviata dai concorrenti romani. La società presieduta da Giulio Schenone dava pertanto incarico ai legali genovesi Luigi Cocchi e Silvio Quaglia di presentare appello al Tar. Il primo decreto emesso dal Tribunale amministrativo il 2 marzo sanciva che: <sussiste una situazione di estrema gravita ed urgenza tale da non consentire neppure la dilazione sino alla prossima camera di consiglio. Accoglie l’istanza di misure cautelari provvisorie e per l’effetto sospende l’esecuzione del provvedimento impegnato fino alla decisione collegiale dell’istanza cautelare>. Quattro giorni dopo la camera di consiglio ad un primo sommario esame riconosceva come il ricorso presentato dalla Gestione Eventi fosse assistito da sufficienti profili di “fumus boni juris”, validi elementi circa la mancata allegazione della dichiarazione del responsabile organizzativo dell’ Associazione Temporanea di Impresa Munus e la Mosaico relativa ad assumere l’incarico, così come richiesto dall’art. 13 del bando a pena l’esclusione. I magistrati presenti evidenziavano inoltre: <La sussistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile>. I giudici ritenevano però di non dover assumere l’adozione delle richieste misure cautelari in quanto di per se le stesse non sono preclusive di una tutela “pienamente satisfattiva” degli interessi del ricorrente. La decisione del Tar consentiva così a Manus e Mosaico, che intanto avevano fatto pervenire tutti gli attestati richiesti, di firmare il relativo contratto con il Comune e di riaprire il castello in attesa della sentenza definitiva arrivata giovedì. Verdetto che non lascia dubbi di sorta: annullato il provvedimento di aggiudicazione della gara il Comune deve iniziare tutto da capo. Un brutto colpo all’immagine turistica del Borgo. Il maniero, dove tra l’altro sono in corso lavori al fine di spostare nei fondi apparecchiature di telefonia mobile che occupavano i vani superiori, rischia di rimanere chiuso per molti mesi. Predisporre in tempi brevi il nuovo bando di gara con alle porte le elezioni amministrative sembra un’impresa assai ardua. Esiste il rischio concreto che la visita della fortezza resti preclusa ai turisti per buona parte dell’estate. Una situazione di “stallo” che finisce per danneggiare Portofino, infatti, i possibili fruitori per iniziative culturali o commerciali non sanno a chi rivolgersi. Ieri il sito ufficiale della Munus tra i beni culturali gestiti segnalava ancora il castello Brown indicazione che dovrà essere rimossa dopo la decisione del Tar della Liguria.