LA BANCA DEL TEMPO - LevanteNews
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LA BANCA DEL TEMPO

In campagna esiste e non grava sulla spesa pubblica. Si tratta della così detta “banca del tempo”. Ossia io rifaccio il tetto alla tua stalla e tu mi dai una mano a rifare il muro a secco che mi è franato. Da qualche tempo si riparla di creare anche in città una banca del tempo. Ma tutto appare più complesso e spunta un ufficio pubblico ed un impiegato che diriga la nuova banca del tempo che fruisce naturalmente per questo di soldi pubblici.. Una trovata che serve in pratica a creare posti di lavoro sulle spalle di volontari. Poniamo che tizio decida di mettere a disposizione dieci ore per tinteggiare una ringhiera e ne chieda in cambio dieci per farsi assistere la nonna malata. Naturalmente chi gestisce questa contabilità non sarà un volontario, ma uno sttipendiato, sia pure part time. Sorge anche un altro problema: questo baratto (vietato dalla legge) di ore andrà a scapito di chi il lavoro lo fa per vivere? Del problema si è parlato recentemente a Camogli su proposta del Comune. Non sembra che l’idea abbia suscitato particolare entusiasmo. Già si scopre che il volontariato e le associazioni Onlus incassano in Italia miluioni di euro e che gkli interessati preferiscono tenere per sé anziché devolverli ai terremotati di Abruzzo.. C’è anche chi teme che la “banca del tempo” ricalchi gli schemi di certe banche che non danno una lira di interesse, ma pretendono il 13% se in caso di prestito. Non per niente il mondo del volontariato appare in crisi. Sono sempre meno le persome disposte a offrire la loro professionalità gratis quando altri sul loro lavoro traggono utili (più o meno consistenti, in denaro o in potere).

Marco Massa