ELEZIONI: SI TAGLIANO I NASTRI - LevanteNews
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ELEZIONI: SI TAGLIANO I NASTRI

FONTANABUONA – Elezioni ogni sei mesi. Può sembrare una battuta ma mai come in periodo preelettorale nei vari paesi prolificano le inaugurazioni e tagli del nastro. L’apertura delle urne aguzza l’ingegno degli amministratori che non vedono l’ora di poter dimostrare ai propri concittadini di aver portato a termine un’opera quasi sempre ritenuta:<indispensabile per lo sviluppo del territorio>. Dalla piazza di Uscio per non parlare della palestra di Carasco passando attraverso la “Casa Dipinta” di Favale ed ahimè qualche loculo realizzato in sperduti cimiteri se ne vedono di tutti i colori (la casa dipinta rimane l’esempio più eclatante).

SILVANO DONDERO ALESSANDRO REPETTO

Prima del fatidico 6 e 7 giugno ne vedremo ancora delle belle. Il sindaco di Tribogna Corrado Bacigalupo intende inaugurare la Residenza protetta e centro diurno del capoluogo e gli impianti sportivi nei Bassi.. Guido Guelfo primo cittadino di Lumarzo non sarà da meno pensa di tagliare il nastro nei locali destinati ad ospitare una serie di attività ed associazioni nel capoluogo. Giuseppe Tassi ad Avegno intende portare all’onore del mondo la nuova piazza di Testana. Chi più ne ha ne metta. I soliti maligni assicurano che il presidente della Comunità Montana Fontanabuona Stefano Sudermania medita una possibile “preinaugurazione” del tratto parzialmente realizzato della pista ciclabile. Alcune voci parlano addirittura della possibile apertura dell’ostello della gioventù di Ferrada di Moconesi. Guarda caso era stato inaugurato un paio di anni fa un mese prima delle elezioni provinciali per poi chiudere repentinamente i battenti il giorno dopo. Addirittura il mitico Gabibbo sembra interessato a capire per quale motivo una struttura costata molti quattrini pubblici ed inaugurata nel maggio del 2007 ad oggi non sia ancora entrata in funzione. Insomma gli amministratori che non hanno nulla di nuovo da mettere in vetrina almeno, prima delle elezioni, cercano di mettere mano alle “magagne” fatte in passato, sempre meglio che niente.