Da Enrico Rovegno, presidente di ”Ultreia!”, riceviamo e pubblichiamo
Sabato 19 maggio, alle ore 17.00, a Chiavari, nell’Auditorium San Francesco di Piazza Matteotti, Enrico Rovegna presenterà il libro di Susanna Bo, “La buona battaglia” (Chirico ed.) con l’aiuto di un “lettore” di eccezione, Don Pino De Bernardis. Naturalmente sarà presente anche l’autrice. La buona battaglia, sua opera prima, è un romanzo appassionante e ben scritto, che credo valga proprio la pena di conoscere e far conoscere. Le letture di pagine del libro saranno accompagnate da Fabio Biasotti alla chitarra.
Di seguito la prefazione al romanzo a firma di Enrico Rovegno:
“C’è una diffusa tendenza a usare il termine “edificante” come sinonimo di “consolatorio”, e questa tendenza porta a presentare come “edificanti” certi libri, che di fatto si potrebbero classificare in quella categoria un po’ tinta di rosa e imbevuta di melassa, cui appartengono le storie di buoni sentimenti, rassicuranti ma in realtà incapaci di edificare alcunché, al massimo buone per “consolare”, appunto, il lettore (o lo spettatore, ché la stessa operazione avviene con film e spettacoli televisivi): consolarlo, sì, ma di che cosa? forse “dell’esser nato”, come con un crudo e fin provocatorio realismo, tacciato poi invariabilmente di “pessimismo”, denunciava a suo tempo Giacomo Leopardi: «Nasce l’uomo a fatica, / ed è rischio di morte il nascimento. / Prova pena e tormento / per prima cosa; e in sul principio stesso / la madre e il genitore / il prende a consolar dell’esser nato» (cfr. il Canto notturno).
Questo non è un libro edificante. O meglio, non lo è secondo l’accezione che abbiamo appena descritto. Perché quella di Luigi e di sua moglie Susi, che ci viene raccontata dalla protagonista, è una storia straziante e allegra, di “amore e morte”, non secondo il cliché romantico e fuori da ogni alone decadente, ma veramente edificante, come sanno esserlo le testimonianze che non pretendono di imporre un punto di vista, ma si affermano con l’urgenza di una verità che qualcuno ha vissuto e vuole comunicare agli altri. E la nostra autrice lo ha voluto con tutte le sue forze, tanto da vincere quel dolore che mentre tu racconti rialza la testa per morderti ancora, perché sentiva che la “storia vera” che ha vissuto è quella di tanti altri, e che raccontandola poteva costruire (edificare) un abbraccio di parole per stringere chi, dopo aver vissuto direttamente o indirettamente una esperienza analoga, si scopra più solo, più indifeso, più disperato. E in questa apertura alle storie e alla possibile com-passione altrui, manifesta la sua distanza dai libri che si presentano come l’edificazione di un monumento funebre nell’esclusiva memoria di un personaggio: alla Jacopo Ortis, per intenderci.
Ecco, questo è un libro sulla morte che, paradossalmente, può dare speranza a tanti, e può far capire come la “fede” non possa confondersi con una ideologia, meno che mai una ideologia ottimistica, oppure con una dottrina cui adeguarsi in nome dell’ortodossia: ma è lotta dura e fiato corto e gioia e dolore insieme: un’avventura per la vita, insomma. Perché alla fine questo libro è un canto alla vita, che è breve eppure eterna, nel segno di quello che è il contraddittorio e splendido destino dell’uomo (Ungaretti lo esprimeva in una celebre sintesi lirica: «Chiuso fra cose mortali / (anche il cielo stellato finirà) / perché bramo Dio?»).
È la stessa contraddizione, lo stesso “scandalo” della croce sulla quale è inchiodato Gesù, «vero Dio e vero uomo». Scandalo che Susanna Bo soffre e vive in prima persona, e poi racconta con una efficacissima alternanza di toni, equivalente espressivo dell’oscillazione fra disperazione e speranza, ribellione e accettazione. Passando dal sarcasmo più acuto («No, mamma. Non dirmi su con la vita. Io non ce l’ho più una vita. Non ce l’ho più. Ho una bambina piccola, sono incinta di quattro mesi e stanotte mio marito si è svegliato con la bocca storta perché gli è venuto il settimo tumore al cervello. La mia non è una vita. È una telenovela brasiliana») alla tenerezza più lancinante («Ed ecco, Luigi era nato, era venuto al mondo. E aveva imparato a camminare aggrappato al cane di suo zio. E a sei anni aveva disegnato un maiale sulla tappezzeria del salotto, prima che sua madre vedendolo gli tirasse una ciabatta. Poi era cresciuto [...] e una volta era andato in biblioteca per cercare un libro e ci aveva incontrato sua moglie, che conosceva già ma non l’aveva mai considerata quella ragazza con gli occhiali. E non perché avesse gli occhiali, a lui le ragazze con gli occhiali lo avevano sempre affascinato. E poi aveva stretto fra le braccia la sua prima figlia appena nata, e dopo un anno e mezzo la seconda. E poi gli avevano detto che doveva morire, e lui aveva chiesto un gelato. Perché un gelato non si nega a nessuno, aveva detto a sua moglie. Figuriamoci a uno che sta per morire»). Dal grido di ribellione («Vedova, pensai, sono troppo giovane per diventare vedova. Sono troppo giovane. Ho trent’anni, ma potrei dimostrarne tranquillamente venticinque. Non posso diventare vedova alla mia età. Per chi mi vestirò così dopo? Per chi? Che senso avrà truccarsi, vestirsi, essere bella, essere brutta, ridere, piangere, vivere, che senso avrà tutto quanto dopo? Che ne sarà di me dopo? E perché sta succedendo a noi? Perché sono venuta qui, per sentirmi dire che a noi deve andare così, che non ci meritiamo un miracolo? Che siamo di quelli che devono rassegnarsi? Con che diritto ci stanno dicendo questo?») al mormorio della preghiera che nasce come un quieto zampillare interno («Non riuscivo a smettere di guardarti. La vestaglia blu e verde scuro. Le mani sulle ginocchia. Le ciabatte di pelle. E poi di nuovo il tuo volto, le linee della bocca. Gli occhi velati dalla stanchezza. Fissavi l’orizzonte, in silenzio. Sentii dentro di me le parole di quel salmo che dice Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? E seppi che avrei ricordato quel momento per tutta la vita. Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra»).
E credo utile sottolineare che, nell’esemplificazione volutamente scarna, e volutamente polarizzata su alcuni estremi, il tono sarcastico della prima citazione non è che la variazione più acuta di quel basso continuo dell’ironia, che della scrittura di questo libro costituisce forse il carattere più spiccato, la figura cui l’autrice ricorre non solo per una quasi istintiva diminutio quando parla di sé e fa agire il suo personaggio, ma anche per un desiderio di attenuazione antifrastica e antiretorica di tutta la vicenda. Nella consapevolezza che la storia che ha vissuto e che racconta è forte e straordinaria di per sé, Susanna Bo la sottopone continuamente a quel giogo dell’ironia, con punte di sarcasmo, come a esortare chi la legge a guardare oltre, a non rimanere vittima di una troppo facile commozione.
Sarebbe inutile pedanteria, qui, approfondire questi cenni in una vera analisi: desidero solo far capire a chi si trova sul limitare del libro che Susanna non è soltanto autrice di una storia autobiografica come tante, ma che è, a differenza di molti che raccontano se stessi in versi o in prosa, una scrittrice con un suo stile e una vocazione narrativa molto forte, grazie a cui sa ben dosare gli elementi del racconto per spingere il lettore alle risa e alle lacrime, a volte nello stesso tempo, e ad alzare lo sguardo.
Insomma, questa è una “storia vera”, e però è allo stesso tempo un “romanzo”, con una struttura che man mano si è imposta alla spontaneità diaristica e ubbidisce allo statuto narrativo proprio del genere letterario, grazie a una scansione degli avvenimenti non solo cronologica. Al suo interno campeggiano i due protagonisti: Susi, la brava ragazza tutta casa e chiesa ma insofferente degli stereotipi, inguaribilmente ironica e autoironica; Luigi, “l’ateo”, più esperto di discoteche che di chiese, l’ingegnere di poche parole che diventerà l’amore della sua vita e la guida, anche per lei, nel condurre la sua personale, e la loro, “buona battaglia”; intorno si muovono altri personaggi reali, l’amico di infanzia, le giovani coppie, i genitori: e lo sfondo è – per quanto volutamente sfumato – una piccola città di provincia a forte vocazione turistica, Sestri Levante, inquadrata con la sua riviera da un obiettivo che non è quello del turista.
Sempre sullo sfondo, ma determinante nella sua funzione catalizzatrice, nel promuovere anche gli incontri fra le persone e nel sostenerle attraverso la condivisione fraterna, c’è una piccola comunità che vive nella parrocchia un itinerario di formazione cristiana, condiviso da molti degli “attori” che a vario titolo hanno un ruolo nella storia di Luigi e Susi, ognuno però con una sua connotazione anche letteraria: Carlone, l’amico catechista «tanto grosso quanto ammaccato», con il suo registro stilistico fatto di citazioni sapienziali e motti romaneschi; la moglie Mariangela, «impeccabile anche in vestaglia», di poche parole eppure decisiva nel momento estremo; il neurochirurgo Massimo, che coniuga il rigore professionale del linguaggio con la pietas fraterna nei confronti dei suoi pazienti, e di quel paziente così fuori dal comune …
Ma questa è anche, si diceva, una storia di tutti e per tutti, quindi “universale” nonostante la sua eccezionalità e la sua connotazione realistica: perché il dolore ha una voce riconoscibile da tutti e perché – in un momento in cui sotto il velo eufemistico delle parole “buona morte” si celano sempre più spesso le posizioni ideologiche e politiche di una lotta contro la cultura della vita e contro la tradizione cattolica e cristiana –, questo libro potrebbe costituire un buon antidoto proprio in quanto non ideologico. E portatore di una visione della realtà riappacificata e riappacificante, che consenta ai suoi lettori, credenti e non credenti, di alzare lo sguardo dal loro orizzonte umano così spesso incrinato e visitato dalla sofferenza. Di amare la vita, la loro vita, così com’è, senza alienazioni e fughe, e di nutrire una speranza che non deluda: quella di cui tutti abbiamo bisogno”.
Allenamento congiunto Vasas Pro Recco questa sera a Oradea nell’impianto natatorio della città romena alle 18. La squadra di Porzio è giunta in vasca con mezz’ora circa di ritardo, sfruttando lo spazio-acqua dalle 18.30 alle 20, con un piccolo supplemento d’acqua concesso dal Primorje che ,impegnato nel turno successivo, ha ritardato il proprio allenamento. Palleggi, nuoto e tiri in porta sciogli-muscoli hanno caratterizzato la seduta. Dei 16 atleti portati in F4, Porzio con ogni probabilità sceglierà la stessa formazione esibita a Sori martedì sera in allenamento, con ,di conseguenza, Pastorino, Giorgetti e Figlioli, in tribuna, se tutto procederà senza ulteriori intoppi.Il principale di questa giornata è stato il ritardo di un’ora e mezza cumulato dal ‘charter ‘,partito dal Colombo, con destinazione Debrecen , in Ungheria, a causa di problemi burocratici.
La Pro Recco femminile ,intanto, a Catania, in occasione dell’incontro fra GMG e Venosan Orizzonte ha inteso premiare con un’iniziativa societaria caldeggiata da Eraldo Pizzo, le atlete catanesi Rosaria Aiello e Tania Di Mario per il contributo dato alla Nazionale in occasione degli Europei di Eindhoven dove fra catanesi e reccheline erano presenti 9 giocatrici. La targa è stata consegnata dal responsabile della squadra femminile Pro Recco, Alessandro Martini.
Dalla pro Loco di Zoagli riceviamo e pubblichiamo
Una serata magica, tra poesia, canzone d’autore e alcuni dei grandi strumentisti della scuola genovese. Grande protagonista, sabato 12 maggio alle 21.15 al Teatro Parrocchiale di San Martino in Zoagli, sarà Marco Cambri, cantautore genovese che con le sue poesie in musica riesce a toccare cuore di chi le ascolta. Il recital sarà dedicato al suo ultimo album, intitolato “Vivo”. Cambri, infatti, canta in dialetto e le sue canzoni, a metà fra realtà e favola, evocano un mondo sospeso fra la terra e il mare, fra il profumo dell’erba tagliata e quello del sale. In questo concerto l’attenzione é incentrata su terra e mare, sui tempi della vita contadina, sul rapporto con il mare, la terra, il lavoro con la terra e la pietra.
Ogni canzone è una storia, come quando ci s’incammina nel silenzio di un bosco «incantou da-a galaverna» (incantato dalla galaverna), oppure si percorre il bosco all’alba, «che no gh’ea ancon o sô a sciugaghe a rozâ sotta i pê» (quando non c’era ancora il sole ad asciugargli la rugiada sotto ai piedi).
Ritratti di luoghi, persone, ambienti, da cui però Marco Cambri distilla il tratto “poetico”, distintivo. Strofe piene di una travolgente magia, quella dei sentimenti, per scolpire gli uomini, le donne e gli ambienti del mondo contadino, liberando ricordi e immagini sospesi tra spazio e tempo, modulate sui ritmi e la musicalità del vernacolo.
Le canzoni non hanno nulla di elegiaco o d’idillico, il dialetto è un dialetto reale e carnale. Dopo il geniale “Creuza de ma” di De André la strada del dialetto è stata percorsa in tutta Italia sia in chiave lirica ed esistenziale da nuovi cantautori, sia in chiave identitaria da gruppi, band, posse, anche su ritmi reggae e hip hop. L’itinerario di Cambri è autonomo rispetto a questi filoni, non c’è né contrapposizione alla cultura in lingua né sterile nostalgia o sogno di un passato lontano nel tempo e nello spazio e il suo dialetto non risponde a una moda: è, semplicemente, la voce degli ultimi, dei dimenticati, di chi non appare.
Dallo Yacht Club di Chiavari riceviamo e pubblichiamo
Trofeo Marina Yachting 2012: sabato al via la regata con il record di imbarcaziomni partecipanti. Dopo le prove in mare grande festa al Porto Turistico e la sera cena con i grandi dello sport velico e con Lady Marina Yachting 2012
Per le prime prove della 9ª edizione del Trofeo Marina Yachting, che si svolgeranno sabato 12 maggio 2012 nelle acque del Golfo Tigullio, più di sessanta imbarcazioni dagli 8 ai 15 metri sono pronte al via, con un totale di più di 500 velisti a bordo, che metteranno a dura prova le loro capacità veliche e tattiche per aggiudicarsi il Trofeo Marina Yachting nelle Classi ORC, IRC, Libera e J80, il Trofeo Challenge Giorgio Gavino, assegnato alla prima imbarcazione Overall in Classe ORC e il Trofeo StelMilit, messo in palio dalla Scuola Telecomunicazioni FF.AA di Chiavari per l’imbarcazione prima classificata in Classe Libera.
E proprio nell’ambito delle celebrazioni per il 60° anniversario di fondazione della Scuola Telecomunicazioni FF.AA di Chiavari parteciperanno alla competizione anche Sestante e Fomalhaut, un Grand Soleil 34.3 e un First 36.7 della Marina Militare Italiana.
Quest’anno all’evento, sponsorizzato già da 9 anni dal prestigiosi marchio d’abbigliamento Marina Yachting, sarà anche presente Jaguar Italia, che per l’intero week end offrirà ai velisti la possibilità di provare due tra le sue auto di gamma.
E sabato sera, al Porto Turistico di Chiavari, dopo le fatiche della regata, armatori ed equipaggi festeggeranno insieme ad organizzatori e sponsor, vivendo piacevoli momenti di convivialità: happy hours, cena e l’attesa degli ospiti, i grandi della vela e della nautica che saranno premiati per la loro passione e i loro successi.
Verrà consegnato un riconoscimento a un giovanissimo sportivo, promessa della vela italiana: Francesco Marrai, figlio d’arte, in quanto suo padre è un noto velista detentore di numerosi titoli mondiali sui maxi yachts e attualmente team manager di Luna Rossa. Il nostro campione frequenta il 5° anno del Liceo Scientifico e, appena sedicenne, cioè 3 anni fa, ha vinto il Campionato italiano di Laser Radial nelle categorie “Assoluto” e “Under 19” e ha partecipato ai Mondiali in Brasile classificandosi primo degli Under 17 e 5° assoluto.
Negli anni 2010 e 2011 i successi sono stati sempre più numerosi e prestigiosi, sia a livello nazionale che internazionale: ha vinto il Campionato Europeo Juniores nella Classe Laser Standard, il Campionato Mondiale Juniores in Gran Bretagna, sempre nella categoria Laser Standard, e il Campionato Italiano Classi Olimpiche a Formia.
Nel 2011 in Francia a La Rochelle si è laureato campione europeo juniores e campione mondiale Juniores, oltre ad essersi aggiudicato il titolo di Campione Assoluto e Campione Under 21 nel Campionato Italiano Classi Olimpiche a Riva del Garda.
Come tutti i giovani, Francesco ha grandi progetti e sogni sia per la vita sia per lo sport: finito il Liceo si iscriverà alla Facoltà di Ingegneria Nautica e cercherà di realizzare il suo sogno più ambito, ossia partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio.
Durante la serata verrà anche consegnato un riconoscimento a Lorenzo Bortolotti, considerato ancora oggi uno dei migliori skipper italiani ed uno dei manager sportivi di maggior successo della Vela d’altura italiana ed internazionale.
Da adolescente inizia a fare regate sul Moby Dick, imbarcazione di famiglia e il grande talento e la spiccata sensibilità lo portano presto a brillanti successi come skipper. E’ per ben 5 volte campione mondiale dal 1984 al 1993, su Victory, Longobarda, La Rouge e Challenge 93. Come skipper del team italiano partecipa 7 volte all’Admiral’s Cup; 10 volte al Campionato del Mondo Maxi Yachts; 2 volte all’ America’s Cup come skipper di Italia e di Azzurra.
Le esperienze veliche maturate a livello internazionale e la sua innata capacità organizzativa lo portano a ricoprire, parallelamente all’attività agonistica, vari incarichi in qualità di direttore tecnico e project manager. Nel 1978 fonda la Norht Sails Italia e nel 1987, oltre che skipper, è anche general manager nel Consorzio prima di Italia e poi di Azzurra nell’America’s Cup.
Coordina la realizzazione e la gestione di progetti di rilievo internazionali, quali Consorzio Italia, Consorzio Azzurra, Almagores, Longobarda, la Rouge, Bribon VII, Bribon IX di Re Juan Carlos di Spagna e Azur de Puig dell’Infanta Cristina. Dal 1998 si occupa della Nautor Swan Italy and Monaco.
Sarà anche presente alla serata la giovane ed audace velista Susanne Beyer, che è stata Lady Marina Yachting 2010 e che nel 2011 ha partecipato con la sua Penelope alla Mini Transat, mitica regata in solitario che attraversa le insidiose acque dell’Oceano da La Rochelle, in Francia, fino a Salvador de Bahia, in Brasile. Susanne, nella Mini Transat 2011, è stata la prima italiana a tagliare il traguardo e proprio lei farà le congratulazioni a Lady Marina Yachting 2012:
Rosanna Barbato Borrini. La Lady Marina Yachting 2012, sportiva e volitiva, per oltre 30 anni ha navigato per tutto il Mediterraneo partecipando con grinta e passione alle più importanti regate.
Ha tenuto a bada con simpatia e signorilità un equipaggio di una dozzina di velisti e ha svolto con capacità e spirito di competizione il suo ruolo di drizzista. Il suo giudizio e le sue considerazioni di fine regata erano molto ascoltate. Con ironia suo marito, armatore della plurivincitrice Despeinada, afferma: “Ci distruggeva quando perdevamo e ci criticava quando vincevamo”, ma forse proprio per questo le innumerevoli regate quali i vari Campionati Invernali ed Italiani, le numerose Coppe del Re a Palma de Maiorca, le Giraglie, le Voiles de S. Tropez, oltre che meravigliose avventure sono state per più volte brillanti vittorie.
Nell’arco degli anni l’amore per il mare e per le barche è sempre aumentato, tanto che, come lei stessa afferma, ogni barca venduta “rappresentava una tragedia”. E oggi, abbandonata l’attività agonistica, naviga senza la meta di una boa di arrivo, in tutta tranquillità, insieme alla famiglia.
Programma:
Venerdì 11 maggio: ore 19:00, presso lo Yacht Club Chiavari, skipper meeting e previsioni meteo per il week end di regata a cura del centro NaviMeteo. Incontro di aggiornamento sulle regole di regata con un esperto Ufficiale di Regata. Aperitivo di benvenuto.
Sabato 12 maggio: ore 11:30, una o più regate sulle boe o, in alternativa, triangolo nel Golfo. Happy hour dopo regata per tutti gli equipaggi.
ore 20:30, Ristorante Yacht Club Chiavari: cena per armatori ed ospiti.
Domenica 13 maggio: regate sulle boe o, in alternativa, triangolo nel Golfo.
Al termine, presso lo Yacht Club Chiavari, premiazione con cocktail.
A Borzonasca, domenica 13 maggio alle 15.00 presso la chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, nell’ambito di “In hoc signo vinces” (progetto mirato alla riscoperta e alla valorizzazione dei luoghi storico-religiosi della Diocesi di Chiavari, con particolare attenzione alla struttura architettonica, alle opere d’arte e agli arredi in esse conservati), conferenza su “Il Santissimo Crocifisso a 200 anni dalla Traslazione”. Ingresso libero.
Successivi appuntamenti
Domenica 3 giugno, ore 15.00: conferenza su “La vera reliquia della Croce”, Basilica di S. Salvatore di Cogorno
Domenica 17 giugno, ore 15.30, Museo Diocesano di Chiavari: “Sanctae Crocis Inventio. Tesori riscoperti”, esposizione Straordinaria di tesori della Diocesi.
Domenica 13 maggio a Leivi si svolgerà il “Memorial Bacci”: raduno Mtb non competitivo con 2 percorsi (corto: 20km – semplice; lungo: 30km più tecnico) organizzato dall’Associazione “Leviinvita”. Al termine della pedalata pranzo con possibilità di lavare bici e doccia. Inoltre è stato predisposto un percorso per bambini fino a 10 anni, nel luogo di ritrovo, a partire dalle 11 fino alle 16 (mappa del percorso maps.google.it/maps/ms). Ritrovo ore 8.30 presso il campo sportivo di Leivi – San Bartolomeo; partenza ore 9. Info: tel. 334 7254829
Campionati giovanili; i calendari
Campionati maschili
Under 15
Termine della fase regionale: 8 luglio
Semifinali: 19-21 luglio
Finali: 12-15 settembre
Under 17 B
Termine della fase regionale: 17 giugno
Semifinali: 29 giugno-1 luglio
Finali: 12-15 luglio
Under 17 A
Termine della prima fase: 8 luglio
Spareggi: 23-24 luglio
Semifinali: 3-4 agosto
Finali: 20-23 settembre
Under 20
Termine della fase regionale: 27 maggio
Quarti: 4-6 giugno
Semifinali: 27-28 luglio
Final Four: 17-18 settembre
Campionati femminili
Under 15
Termine della fase regionale: 1 luglio
Semifinali: 14-15 luglio
Finali: 8-11 agosto
Under 17
Termine della fase regionale: 3 giugno
Semifinali: 15-16 giugno
Finali: 5-8 luglio
Under 19
Termine della fase regionale: 20 maggio
Semifinali: 4-5 giugno
Finali: 26-29 luglio
Dal Parco dell’Aveto riceviamo e pubblichiamo
Nel Parco dell’Aveto, in località Lago delle Lame (Rezzoaglio), giovedì 24 maggio verrà inaugurato il Museo del bosco: esposizione permanente dedicata alle foreste del Parco, alla loro storia antica e recente, al loro futuro.
Programma
10.00 saluti autorità
10.30 inaugurazione museo e visita agli allestimenti
12.00 attività con le scolaresche locali in collaborazione con Centro Formazione Professionale Villaggio del Ragazzo.
12.30 appuntamento al Robinwood Plus Corner presentazione del progetto europeo per incentivare l’utilizzo del legno di produzione locale: materia prima ecologica e risorsa economica per l’edilizia, la falegnameria e l’artigianato d’eccellenza del territorio. A cura di Parco dell’Aveto, Parco naturale regionale Périgord-Limousin (F), Comune di Siculeni (Ro), Parco di Portofino.
13.00 sottoscrizione delle intese tra Parco dell’Aveto e artigiani locali per la valorizzazione del legno locale e lo sviluppo sostenibile delle foreste.
13.00 buffet a base di prodotti tipici e a km 0 (chef David Macchioni dell’Albergo Lago delle Lame).
Nel corso della mattinata il Museo del Bosco sarà animato da operatori forestali, artigiani ed artisti al lavoro con dimostrazioni di strumenti antichi e macchinari moderni.
L’inaugurazione del “Museo del bosco”, le attività di animazione, l’incontro con i partner internazionali di progetto, l’organizzazione dell’evento e il coinvolgimento di tanti operatori, artigiani, professionisti e amministratori sono tutte attività rese possibili dal progetto europeo Robinwoods Plus.
A pochi anni dall’affidamento in gestione dell’importante patrimonio delle foreste regionali Lame, Penna e Zatta, prosegue l’obiettivo del Parco dell’Aveto di abbinare alla tutela dei boschi pubblici un loro utilizzo sostenibile e durevole, che preveda anche lavori di miglioramento e riqualificazione ambientale, sperimentazioni di pratiche innovative di lavoro in bosco, e recupero di attività e saperi del passato per la riscoperta di un materiale, il legno, ecologico, rinnovabile e fonte di eccellenza anche in campo artistico e artigianale.
È nato così il proposito di concentrare e sviluppare alcune idee e molti materiali in un vero e proprio “Museo del bosco”, riutilizzando a tal fine una casermetta forestale in disuso, di facile accesso e immersa nello splendido scenario del Lago delle Lame, ai piedi della foresta omonima: una struttura unica nel suo genere, dove illustrare la straordinaria storia dei nostri boschi, esporre manufatti, reperti, cimeli e attrezzi forestali, celebrare il lavoro e l’identità locale di una popolazione valligiana legata al bosco in maniera determinante, educare alla comprensione del bosco e del suo sistema ecologico.
di Guido Ghersi
Domenica 13 maggio, a Carro, in frazione Castello, in Alta Val di Vara, si terrà l’annuale raduno diocesano delle Confraternite della Diocesi della Spezia-Sarzana e Brugnato. Ad ospitare la manifestazione religiosa, sarà la locale Confraternita di Santa Maria Assunta”. Alle 9 le confraternite giungeranno da tutta la diocesi nel piccolo borgo sito lungo l’antica strada che si snoda dalla vallata del Fiume Vara al Tigullio. Alle 9,30 mons. Giorgio Rebecchi, amministratore diocesano, guiderà l’assemblea. Seguirà la Messa solenne presieduta dal parroco mons. Luigi Lavagnino che con i suoi 97 anni, è certamente il decano dei parroci liguri e che sarà festeggiato in questa cerimonia. A seguire, processione, con alcuni grandi “Cristi” lungo le strade della frazione. Presterà servizio il gruppo corale “Monsignor Campodonico” del vicino paese di Maissana.
A Rapallo sabato 12 maggio, alle 16.00 presso Villa Queirolo (Via Aurelia Ponente, 1), nuovo appuntamento del corso “Estetica come cura dell’anima” organizzato dall’Accademia Estetica.Massimo Bacigalupo parlerà di “William Wordsworth: poetica come autoterapia nel Romanticismo inglese”. Info: tel. 0185 62182 – 392 9393169 – direzaccestetica@alice.it.
Massimo Bacigalupo, professore ordinario di letteratura anglo-americana presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Genova. Direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione Linguistica e Culturale. Egli si è occupato soprattutto di letteratura inglese e americana fra ’800 e ’900, pubblicando saggi e traduzioni, fra cui L’ultimo Pound (1981) e Grotta Byron (2001). Insieme a Franco Nasi ha curato di William Wordsworth Sul sublime e sulla poesia. Saggi di estetica e di poetica (Firenze, 1993). Sempre di Wordsworth ha tradotto e curato il poema Il preludio, per il quale gli è stato conferito il Premio Monselice per la traduzione letteraria 1992. Collabora a riviste e periodici fra cui L’Indice e fa parte dei comitati redazionali delle riviste “Poesia”, “Paideuma” e “Leviathan”.
Dall’Associazione “Spazio Aperto di Via dell’Arco” riceviamo e pubblichiamo
Domani presso l’Associazione “Spazio Aperto di Via dell’Arco” di Santa Margherita Ligure (Via dell’Arco, 38), alle 17.00, Patrizia Lupino (funzionario anagrafe del Comune) tratterà il tema “Rispettare il proprio corpo, per sempre. Sepoltura o cremazione? Come fare una scelta consapevole”.
8 maggio 1963: la Chiesa cattolica, con decreto del Santo Uffizio, riconosce la legittimità della cremazione purché “non scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana”. 29 ottobre 1987: la legge n. 440 qualifica la cremazione come un diritto della persona. 30 marzo 2001: la legge 130 stabilisce che “non costituisce reato la dispersione delle ceneri autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile sulla base di espressa volontà del defunto”. Abbandonate le motivazioni ideologiche, un documento dell’Arcidiocesi di Monreale ben osserva che “Al giorno d’oggi la cremazione non suscita più tanta meravi¬glia, né scandalizza, pur nella diversità di opinione e di scelta. In alcune grandi città del nord Italia la scelta della cremazione sta raggiungendo il 30%, in altre è quasi obbligata dalla difficoltà a trovare sepolture al cimitero”. La dott.a Patrizia Lupino, funzionario del Comune di Santa Margherita Ligure affronterà il tema partendo dall’analisi storica della pratica, per poi arrivare a chiarire il significato moderno e le modalità pratiche di attuazione.
A Recco, oggi e domani, due appuntamenti organizzati dall’Associazione Culturale “Le Arcate” che si terranno presso la Sala dei Cavalieri del ristorante “da ö Vittoriö” (via Roma, 160). Ingresso libero. Oggi, alle 16.00 Elena Serrati, esperta di tradizioni del territorio, tratterà il tema “I vetrai di Altare”; domani alle 17.30 incontro-dibattito su “Fede e scienza”. Interverranno: dott. Marino Clavio (Università degli Studi di Genova – specialista ematologo); ing. Mario Marangelli (Istituto Liceti Rapallo – docente); moderatore: prof. Michele Marsonet (Università degli Studi di Genova, ordinario di Filosofia della Scienza e prorettore alle Relazioni Internazionali).
Dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso riceviamo e pubblichiamo
Programma di “grande classica” domani alle 21 all’Oratorio S. Erasmo di Sori, per il quarto appuntamento di Classica in Paradiso, il festival organizzato dal Gruppo Promozione Musicale su sei Comuni del territorio, con il sostegno delle varie amministrazioni. “Grande classica” perché in programma ci sono composizioni che costituiscono delle vere e proprie pietre miliari nella letteratura pianistica: la Sonata n. 23 op. 57, di Ludwig van Beethoven, comunemente chiamata “Appassionata”, e la raccolta di Studi op. 10 di Fryderyk Chopin. L’Appassionata, composta con lungo travaglio tra il 1804 e il 1806 appartiene al periodo centrale della vita compositiva di Beethoven, il cosiddetto periodo eroico, e rappresenta il culmine drammatico di un trittico aperto dalle Sonate Patetica e Al chiaro di luna; Beethoven stesso la riteneva la sua più bella sonata, almeno fino all’op. 106. Il titolo Appassionata, che non compariva nella prima pubblicazione, apparve per la prima volta soltanto dopo la morte di Beethoven: c’è da dubitare che esso si potesse riferire a una passione amorosa contingente o a quella utopica per l”‘immortale amata”, e non fosse piuttosto, semmai, una traccia per evidenziare quel violento contrasto di principi che ne contraddistingue il carattere. La Sonata è in tre movimenti: il primo e il terzo di grande drammaticità, con soluzioni armoniche tese proprio ad aumentarne il pathos, interrotti dall’oasi lirica del secondo movimento, composto da un tema variato per tre volte, pagina tra le più alte e intimamente espressive elaborate da Beethoven.
Nella seconda parte del programma gli Studi op. 10 di Chopin: primi studi per strumenti a tastiera erano stati composti da Muzio Clementi tra il 1817 e il 1826 (i 100 esercizi nominati Gradus ad Parnassum) e altri furono composti da Carl Czerny, ma fu Chopin che li trasformò in una vera e propria composizione “da concerto”, attualmente presente in quasi tutti i curriculum di pianisti di alto livello: da genere essenzialmente didattico (di cui conserva le caratteristiche, in quanto ognuno è dedicato ad una particolare difficoltà tecnica), lo “studio” diventa con Chopin vera e propria composizione artistica; egli ne scrisse due raccolte, l’op. 10 e l’op. 25, ciscuna di 12 Studi.
A interpretare questi grandi capolavori sarà un giovane pianista, Simone Sammicheli, che, grazie all’entusiasmo della sua età e alla non comune preparazione artistica già più volte dimostrata, ha le caratteristiche necessarie per suonare questi pezzi.
Simone Sammicheli, nato a Genova diciotto anni fa, si è avvicinato alla musica, quasi per gioco, all’età di tre anni, seguendo corsi di tastiera e canto ed è in seguito indirizzato allo studio del pianoforte; a dieci anni supera l’esame di ammissione al Conservatorio di Genova ed entra a far parte della classe del M° Massimo Paderni, sotto la guida del quale sta ora per diplomarsi. Ha vinto importanti concorsi nazionali ed internazionali e nel 2007 il primo premio e borsa di studio alla Masterclass “L’interpretazione pianistica” tenuta, presso il Conservatorio Niccolò Paganini, dalla concertista magiara Livia Rev; ha seguito Masterclass pianistiche tenute da Bruno Canino, Sergio Perticaroli, Pietro De Maria e Lidia Baldecchi Arcuri. Si è esibito più volte a Genova, a La Spezia, ad Ormea, a Lurisia, ad Arenzano, a Cogoleto, a San Remo e a Montefiore Conca (Rm); nel 2010 e nel 2011 ha tenuto concerti a Palazzo Cattaneo a Sestri Levante e recentemente nell’ambito della rassegna “Giovani talenti “ ha tenuto un concerto a Chiavari presso l’Auditorium della Filarmonica.
Si ricorda che il concerto, ad ingresso gratuito, è realizzato dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso, con la collaborazione della Confraternita di Sant’Erasmo ed il sostegno del Comune di Sori. Dopo il concerto sarà possibile cenare con il musicista e gli organizzatori da Ö Vittorio, a Recco, a prezzo promozionale.
Il festival proseguirà sabato 26 maggio, a Pieve Ligure (Chiesa di S. Michele Arcangelo) con il Wolf Quintet, formato da Antonio Capolupo, clarinetto, Gabriele Schiavi e Chiara Carrer, violini, Virginia Luca, viola, e Giulio Sanna violoncello, con i bellissimi Quintetti di Mozart e Weber.
Info: tel. 018 5771159 – 018 5770703 – 338 6026821 – www.gpmusica.info
I colori intensi del mare; il promontorio di Portofino con la sua vegetazione mediterranea; le barche, strumento indispensabile per chi pratica la pesca. Sono questi alcuni soggetti della pittrice Nadine Calefato, che espone le sue opere in una sede tanto inusuale quanto suggestiva: il monastero di San Prospero, luogo di preghiera e meditazione, ma con una vista mozzafiato proiettata proprio sul mare, sulle barche del porto di Camogli e sul promontorio di Portofino.
La mostra resterà aperta fino al 31 luglio dalle 15.30 alle 19.00.
Domani al Teatro Cantero di Chiavari va in scena “Jesus Christ Superstar” (ore 21.00), spettacolo con musica da vivo prodotto da Daniele Mignemi, Davide Merletto e Susanna Tagliapietra, che cura anche la regia. Biglietti: € 17,oo/27,00 (+ diritti di prevendita). Prevendite: Chiavari – Teatro Cantero: tutti i giorni (escluso martedì) dalle 17,00 alle 21,00; solo il giorno dello spettacolo; dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 14,30 alle 21,00 – Rapallo – Libreria La Primula; Recco – Proloco; on-line – www.happyticket.it
Direzione musicale: Massimo Modesti; direzione cori: Andrea Leoncini; coreografia: Morena Campus. Cast. Jesus: Davide Merletto – Judas: Gianmarco Farnè – Mary Magdalene: Simona Angioloni – Simon: Luca Callegari – Peter: Edoardo Pallanca – Pilato: Fausto Sidri – Caiaphas: Luca Lucetti – Anna: Alessandro Graziano/Claudio Boero – Herod: Daniele Mignemi. Ensemble. Agostino Marafioti, Alessandro Corso, Alessandro Manzi, Alfredo Gianoglio, Angela Morelli, Carlo Gilardi, Carlotta Ferrara, Carola Biasetti, Claudio Boero, Gabriele Stillitano, Gianmarco Farnè, Marco Valerio Pesce, Martina Bozzano, Matteo Orione, Morena Campus, Naomi Piga, Noemi Porretto Donadeo, Priscilla Bellino, Simone Pastorino. Orchestra. Alessandro Pelle (batteria-percussioni), Antonio Esposito (basso), Gabriele Marenco (chitarre), Andrea Leoncini-Massimo Modesti (tastiere) e con le bimbe di Hosanna: Aurora Boaretto, Giulia Soriano e Lucrezia Corellino. In alcune rappresentazioni il personaggio di Annas potrà essere interpretato da Claudio Boero – King Herod da Carlo Gilardi – Mary Magdalene da Priscilla Bellino.
Jesus Christ Superstar è uno dei musical più rappresentati da sempre. Si tratta di un’opera rock ispirata alle vicende dell’ultima settimana della vita di Gesù: l’ingresso a Gerusalemme, il processo, la condanna a morte e la crocifissione. L’idea originale alla base della rappresentazione è quella di narrare gli ultimi giorni di Gesù dal punto di vista di Giuda Iscariota rappresentando il conflitto umano ed ideologico tra i due personaggi. Una storia vecchia di duemila anni ma ancora molto attuale che sintetizza una vicenda che tocca tutti i grandi temi dell’uomo: la guerra, l’oppressione, il potere, l’amore, la morte, l’amicizia, la fede, il tradimento. L’opera, composta da Andrew Lloyd Webber con i testi di Tim Rice, fu rappresentata la prima volta il 12 ottobre 1971 a Broadway dove rimase in scena per 18 mesi. Al tempo della sua uscita l’opera destò numerose polemiche, soprattutto per l’impostazione non convenzionale con cui viene sviluppata la storia e sono presentati i personaggi. Successivamente continuò ad essere rappresentata per tutti gli anni settanta fino al 1980. Venne poi ripresa nel 1992 con Ted Neeley e Carl Anderson nei ruoli rispettivamente di Gesù e Giuda, gli stessi che li avevano interpretati anni prima nella versione cinematografica dell’opera. Lo spettacolo, originariamente pensato per durare qualche mese, si protrasse per cinque anni.
A Bogliasco, sabato 12 e domenica 13 maggio, “Bimbicolore”: laboratorio di espressione pittorica per bambine e bambini da 5 a 8 anni (dall’ultimo anno della scuola infanzia alla 3ª scuola primaria). Sabato 12 l’appuntamento è alle 15.30 al gazebo presso il cinema Paradiso; domenica alle 15.30 presso la sla d’attesa della stazione ferroviaria. Iscrizioni: fino all’11 maggio presso il Comune (tel. 010 3747222 – 010 3747266). Ai partecipanti sarà fornito gratuitamente tutto il materiale necessario per dipingere. Si raccomanda un abbigliamento adeguato. Info: 010-3747222/3481386932
Da Acol riceviamo e pubblichiamo
Folksingers di Genova, il Coro Monti Liguri di Genova, il Gruppo Folk O Castello de Ciavai di Favale di Malvaro e soprattutto Le Note Colorate e il Coro In Canto, due cori di voci bianche entrambi da Vinovo (To), daranno vita al secondo fine settimana corale nell’ambito del 39° Festival della Polifonia e del Folklore-Convegno Ligure delle Corale organizzato dalla Schola Cantorum Trofello di Camogli, al Teatro delle Clarisse in Rapallo alle 21.00.
Sarà interessante ascoltare i canti gospel e spiritual dei Folksingers, così come i canti della nostra Liguria dal gruppo di Favale, ma soprattutto le canzoncine dei due cori composti da bambini che frequentano la scuola materna e la scuola primaria, senza dimenticare le cante di montagna del Coro Monti Liguri. Questo programma così vario ci dimostra come la musica corale sia amata, seguita ed eseguita da persone di ogni età e come il “far coro” possa non solo insegnare ai bambini a stare insieme e a non prevaricare gli uni sugli altri , ma possa anche aiutare gli anziani a non sentirsi soli e a dimostrare a se stessi di essere in grado di costruire qualcosa di utile anche per gli altri. Questo è sicuramente il motivo che ha “guidato” anche le prime due giornate del Festival che si sono svolte nell’Auditorium e nella Chiesa degli Emiliani di Nervi. Momenti particolarmente commoventi sono stati l’esecuzione dei canti di montagna da parte del Coro Rocce Nere di Rossiglione (tra l’altro alla sua 23ª partecipazione!), oppure gli arrangiamenti di canzoni di musica leggera a voci miste del Coro Canto Libero di Genova, la partecipazione del Coro dei Volontari Avo di Genova , del coro gospel dell’Associazione Elicona e del Coro K 2 di Costigliole d’Asti; oppure, nella giornata della domenica, la Messa (non dimentichiamo che il primo Convegno delle Corali si svolse in una Messa) e successivamente nella rassegna serale, le delicate e raffinate polifonie del Canticum Novum di Vado Ligure (4 elementi!), o i brani dal Gloria di Vivaldi del gruppo Mnemosyne di Genova e del Coro Segesta di Sestri Lev. o ancora i canti di montagna della Corale di S.Stefano Roero (Cn).
Nelle foto il Gruppo Folk O Castello de Ciavai di Favale di Malvaro e Le Note Colorate e il Coro In Canto Vinovo (To)
RUTA SAN GIUSEPPE
Turno di riposo in occasione della Sagra del pesce
SANTA MARGHERITA LIGURE CENTRALE (mercoledì e giovedì chiuso)
dal 11 al 15/05
Dark Shadow ore 16,00-18,05-20,10-22,20 (da venerdì a domenica) / lunedì e martedì ore 16,00-18,00-21,30
RAPALLO AUGUSTUS (giovedì chiuso)
dal 11 al 16/05
The Hunger game ore 16,30
The Avengers 3D ore 21,40
100 mt dal paradiso ore 16,10-18,10-20,15-22,15
American pie – Ancora insieme ore 16,00-18,05-20,10-22,20
CHIAVARI
CANTERO
13, 14, 16, 17/05 Dark shadows domenica ore 16,00-18,10-20,20-22,30 / feriali 17,30-20,20-22,30
MIGNON (giovedì chiuso)
dall’11 al 14/05 Diaz ore 16,30-21,30
15 e 16/05 Rassegna “Il grande cinema angloamericano” J. Edgar ore 16,00-21,15
SESTRI LEVANTE ARISTON (mercoledì e giovedì chiuso)
Dal 11 al 15/05
American pie – di nuovo insieme venerdì ore 20,10-22,20 / sabato e domenica ore 16,10-18,10-20,10 -22,20 / lunedì e martedi ore 20,10-22,20
Chronicle venerdì ore 20,20-22,10 / sabato e domenica ore 16,30-18,20-20,20-22,10 / lunedì e martedì ore 20,20-22,10
Dall’ufficio stampa della Pro Recco Nuoto riceviamo e pubblichiamo
Partenza domani mattina da Recco per la squadra della Ferla Pro Recco alle 7.30 con arrivo all’aeroporto Colombo di Genova da dove un charter partirà alle 10 per Debrecen. Da qui un pullman condurrà la comitiva ad Oradea, sede della Final Four. Il ritorno è previsto in serata con partenza Oradea subito dopo la partita ed arrivo a Genova intorno alle 01.30 di domenica mattina.
Tamas Kasas, tre volte consecutive oro olimpico con l’Ungheria e giudicato dalla Fina il miglior giocatore al mondo nel corso dell’ultimo decennio, gioca anche contro il suo passato, quel Vasas di cui indossò la calottina nel 2003-04 ( dopo quella delle altre due squadra di Budapest, Ferencvaros e Ujpest), arrivatovi da Napoli. E’ la persona maggiormente idonea a presentare la squadra di Lazlo Fodl:
“Il Vasas ha vinto il campionato, partecipando alla Final4 dopo sei anni, quindi in casa loro c’è molto entusiasmo. Questo ci deve ammonire e ci deve conferire molta più carica. Ho amici a Budapest, conosco il loro polso, sono convinti che potranno fare il colpaccio ai danni del Recco. Dobbiamo stare molto attenti. Anche se siamo lontani dalla ‘Komjadi’ di Budapest loro praticamente giocheranno in casa. Ho sentito che verranno moltissimi dall’Ungheria e vedere la partita , sperando di batterci. Personalmente non ce la faccio più ad aspettare, non vedo l’ora di scendere in acqua.
Tatticamente si difendono in maniera strana, a volte anti spettacolare, con sei uomini a ridosso dentro i due metri, ma non è più una sorpresa per noi. Non facciamo altro che guardare i video delle loro partite e li conosciamo assai bene. Non ci faremo più sorprendere, specialmente dopo l’esperienza dello scorso anno; ora siamo molto più svegli e sicuramente siamo pronti.
Noi ci sentiamo forti, più forti dell’anno scorso, ma comunque teniamo i piedi ben piantati per terra. Sicuramente non ripeteremo l’errore dall’anno scorso, quello di sottovalutare gli avversari e di pensare che la vittoria sarebbe arrivata per magìa, solo che noi avessimo bagnato il costume con l’acqua”.
di Giuseppe Valle
Il 16 maggio 1952 veniva inaugurata a Caperana la Scuola Telecomunicazioni interforze, un’istituzione che ha formato, in questi 60 anni, circa 100.000 allievi esperti nelle tecniche militari di comunicazione. Oggi naturalmente i programmi sono altamente informatizzati e si aggiornano sopratutto per quanto riguarda la sicurezza e la protezione delle comunicazioni. Un protocollo d’intesa con il Miurdella Liguria prevede corsi di formazione anche per dirigenti, docenti e discenti dei vari ordini di scuole.
Il programma dei festeggiamenti continua con tante iniziative:
Venerdì 11 maggio: presso la caserma G. Leone cerimonia militare e inaugurazione dell’anno accademico in collaborazione con l’Università di Genova.
Sabato 12 maggio: ore 9 annullo postale (cartoline gratuite, timbro 1 euro) in occasione del 60° delle Scuole Tlc (piazza Matteotti). Ore 9,30 regata velica a cura dello Yc “Chiavari” e Trofeo “Scuola Tlc delle FF.AA.” Ore 10 apertura al pubblico dei simulatori di cambio gomme Ferrari e guida del solitario delle Frecce Tricolri (piazza Matteotti). 14,30 sfilata delle autovetture Ferrari per le vie cittadine ed esposizione in piazza Gagliardo. 21,30 concerto della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare (Teatro Cantero) con la partecipazione del soprano Katia Ricciarelli; ingresso libero.
Domenica 13 maggio: ore 9,30 regata velica.
Mercoledì 16 maggio: ore 9,00 “Cyber Defence Symposium” sul contrasto delle minacce nel campo cibernetico (nell’Auditorium S. Francesco).
Giovedì 17 maggio: marcia “Città di Chiavari”.
Domenica 20 maggio: ore 9,30 gara podistica “1° Trofeo Scuola Telecomunicazioni delle FF.AA.” nell’ambito della Marcia “Città di Chiavari”.
Dall’ufficio stampa del Fai (Fondo Ambiente Italiano) riceviamo e pubblichiamo
Fino al mese di settembre ci sarà un motivo in più per visitare la celebre Abbazia di San Fruttuoso, splendido complesso monastico situato tra Camogli e Portofino e dal 1983 di proprietà del Fai – Fondo Ambiente Italiano. Ogni domenica, alle ore 13, sarà infatti possibile effettuare uno speciale tour accompagnati da una guida d’eccezione: l’Architetto Alessandro Capretti, Property Manager dell’Abbazia, che non solo ne descriverà la storia e l’architettura, ma approfondirà anche tematiche legate al degrado naturale del monumento, agli strumenti per prevenirlo e alle risorse da mettere in campo per combatterlo, in un’ottica di conservazione programmata e preventiva.
Educare e sensibilizzare la collettività alla conoscenza, al rispetto e alla tutela dell’arte e della natura sono attività alla base della mission del Fai. Ed è proprio con tale fine che sono state pensate queste particolari visite guidate, che daranno al pubblico la possibilità di conoscere da vicino il lavoro della Fondazione in uno dei suoi Beni più affascinanti e di incontrare chi in prima persona se ne prende cura, fedele al principio di tramandare alle future generazioni un patrimonio unico al mondo, che appartiene a tutti noi.
La gita a San Fruttuoso sarà anche l’occasione per visitare la mostra “I Gioielli del Mare” – organizzata dall’Associazione Culturale Echi di Liguria in collaborazione con Assocoral di Torre del Greco, Comune di Camogli e Omnia Service di Rapallo – che sarà ospitata fino al 14 ottobre 2012 negli spazi del millenario complesso e che vedrà esposte alcune splendide creazioni artistiche in corallo, madreperla, perle e conchiglie. Il pubblico avrà così l’opportunità unica di ammirare una selezione di manufatti di altissima qualità artigianale, esemplari antichi e moderni della migliore produzione italiana, in particolare quella di Torre del Greco la cui tradizione artistica è conosciuta in tutto il mondo.
Orario: La speciale visita guidata sarà effettuata tutte le domeniche da aprile a settembre 2012, alle ore 13. Orari di apertura mostra: aprile, maggio* e seconda metà di settembre tutti i giorni ore 10.00-16.45 (*sabato e domenica ore 10.00-17.45), da giugno a metà settembre tutti i giorni 10.00–17.45 ottobre tutti i giorni 10.00-15.45. Ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura.
Costo del biglietto: La visita guidata è gratuita e non è prevista nessuna maggiorazione rispetto al normale biglietto di ingresso all’Abbazia di San Fruttuoso, che comprende anche l’ingresso alla mostra:
Adulti: € 7,50; Bambini (4-12 anni): € 4,50; Iscritti FAI, Soci National Trust e residenti del Comune di Camogli: € 2,00 Famiglia (due adulti + due bambini 4-12 anni): € 22,00.
Per informazioni: Fai - Abbazia di San Fruttuoso di Camogli tel. 0185/772703; fai.sanfruttuoso@fondoambiente.it
Da Dimensione Riviera promozioni riceviamo e pubblichiamo
Sarà una settimana speciale quella dal 21 al 25 a Recco, in attesa della Festa della Focaccia domenica 27 maggio: ogni sera dalle 19,30 alle 20,30 uno dei ristoranti si trasformerà in “Laboratorio gastronomico” per dare vita ad un vero e proprio corso professionale di cucina: punto fermo la focaccia di Recco Igp col formaggio. Gli chef direttamente a contatto col pubblico sveleranno i loro segreti, dimostrando le varie fasi della preparazione anche di uno dei piatti più richiesti dai propri clienti. La serata gastronomica si sposterà poi a tavola dove verrà servita la cena che si aprirà ovviamente con la Focaccia di Recco IGP, poi il piatto appena illustrato nel laboratorio e in chiusura il Dessert Golosissima 2012. Una lunga serata gastronomica quindi, ad un prezzo eccezionale tutto compreso, con vini in abbinamento, di 25 euro a persona. Una formula innovativa, che i ristoratori recchesi hanno pensato per trasmettere quella cultura gastronomica che sempre li ha caratterizzati, continuando così a far scuola… A tutti i partecipanti in omaggio “Il piccolo ricettario” dei ristoratori recchesi per portarsi a casa i segreti degli chef recchesi.
Lunedì 21 maggio, dalle ore 19,30: ristorante Da Vittorio “Laboratorio Gastronomico”. Focaccia di Recco Igp, “Trionfo d’orata e noci di St. Jacques con patate in salsa olandese”, dessert Golosissima 2012
Martedì 22 maggio, dalle ore 19,30: ristorante Vitturin. “Laboratorio Gastronomico”. Focaccia di Recco Igp, filetto di pescato in crosta di patate e lamelle di funghi su julienne di carote Vichy, dessert Golosissima 2012
Mercoledì 23 maggio, dalle ore 19,30: ristorante Da Lino. “Laboratorio Gastronomico”. Focaccia di Recco Igp, taglierini di madia all’erba persa con asparagi e gamberi rossi, dessert Golosissima 2012
Giovedì 24 maggio, dalle ore 19,30: ristorante Manuelina. “Laboratorio Gastronomico”. Focaccia di Recco Igp, hamburgher mediterraneo di ricciola con melanzane e finto ketchup, dessert Golosissima 2012
Venerdì 25 maggio, dalle 19,30: ristorante da Alfredo. “Laboratorio Gastronomico”. Focaccia di Recco Igp, gnocchi di patata con i ceci e ciuffetti di calamaretti, dessert Golosissima 2012
La Baracchetta di Biagio sarà aperta tutti I giorni escluso il lunedì dalle 12 in poi.
Il programma ufficiale della manifestazione è scaricabile da www.consorzioreccogastronomica.it
A Sestri Levante, nell’ambito del X° Campionato italiano di calcio a 5 Vigili del fuoco Memorial “Giorgio Lorefice”, oggi in piazza Matteotti mostra mezzi storici VV.F e in viale Rimembranza (presso i Bagni Liguria) mostra modellini mezzi VV.F. Alle 17.00 percorso itinerante musicale per le vie cittadine della Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco; alle 21.00 concerto al Teatro Ariston. Domani, in piazza Matteotti mostra mezzi storici VV.F e in viale Rimembranza (presso i Bagni Liguria) mostra modellini mezzi VV.F. Dalle 9.00 alle 12.00 “Pompieropoli” in zona “Balin”: percorso dimostrativo per scolaresche elementari della città.
Dalla redazione di Blue Liguria riceviamo e pubblichiamo
Due compleanni da festeggiare (i 20 anni della nuova Genova e i 3 della rivista) con uno speciale vini e birre di Liguria e tanti personaggi: da Pamuk a Camilleri, da Ricci alla Signoris e Lella Costa.
I vini e le storie dei loro nomi, le aziende più prestigiose, i personaggi e le cantine che custodiscono tesori inimmaginabili. Blue Liguria dedica il numero di maggio-giugno in edicola da oggi al business dell’enologia (5 milioni di bottiglie prodotte l’anno in Liguria) che schiera una nuova generazione di appassionati imprenditori e che ha nel Vermentino e nel Rossese di Dolceacqua le punte di diamante.
Salvatore Marchese, giornalista enogastronomico allievo e amico di Luigi Veronelli, spiega il successo dei vini liguri: lo si deve alla qualità dei vigneti, all’entusiasmo dei produttori e al rigore dei controlli. Altri due articoli completano il lungo inserto: uno è dedicato alle “Signore del vino”, che gestiscono aziende rinomate a Gavi e Albenga, l’altro ha per protagonista un architetto genovese trasferitosi in Val d’Orcia a produrre il famoso Brunello.
Ma anche le birre artigianali di Liguria – ormai una ventina – hanno successo: ce ne parla Lorenzo Dabove in arte Kuaska, genovese, il più autorevole fra i degustatori di birra, docente dei Master of Food ideati da Slow Food e giudice nelle competizioni internazionali di birrai e homebrewer.
Boccali e bicchieri sono l´occasione anche per brindare ai tre anni di Blue, che festeggia con opinioni, firme (e auguri) di amici e personaggi legati alla nostra terra: Antonio Ricci, Carla Signoris, Tullio Solenghi, Lella Costa, Andrea Camilleri, Beppe Gambetta, Carlo Rognoni, Gianna Schelotto, Silvi Salis, Dario Vergassola, Bruno Morchio, Giorgio Faletti e diversi altri. Auguri divertenti, pensosi, stimolanti, scanzonati.
In tema di compleanni, Alberto Leiss ricorda in uno speciale “20 anni di Genova” la rifioritura della città del 1992: quando la rinascita di Palazzo Ducale e del Porto Antico (con l’idea dell´acquario) cambiò il volto del capoluogo. Vent´anni di storia che saranno festeggiati il 20 maggio in tutta la città.
In vista delle Olimpiadi, una grande firma avvicina gli sportivi liguri dei Giochi estivi di Londra: Giorgio Cimbrico racconta con uno speciale “Verso i Giochi” tutti i cambiamenti realizzati nella città per ospitare, per la terza volta nella sua storia, l´evento sportivo per eccellenza.
Un viaggiatore d’eccezione come Pietro Tarallo conduce i lettori nei caruggi di Orhan Pamuk, i vicoli di Istanbul che ricordano quelli di Genova: il Premio Nobel per la letteratura spiega i legami che uniscono le due città.
Ci sono poi i nuovi libri di Alberto Cavanna e Silvia Di Natale, interviste alla filosofa Nicla Vassallo e al giovane attore del film Diaz Davide Iacopini e un ricordo di Giorgio Labò, protagonista del libro di Pietro Boragina.
In allegato la guida tascabile a tutti i migliori eventi in programma in Liguria tra maggio e giugno.
Dal Centro Educazione Ambientale (Cea) Parco dell’Aveto riceviamo e pubblichiamo
Il Parco dell’Aveto da alcuni anni affianca al ruolo tradizionale di un Parco naturale, votato principalmente alla conservazione e gestione del patrimonio ambientale e della biodiversità, un ruolo nuovo di promotore di sviluppo sostenibile, attuato lungo filiere ecosostenibili e durevoli, come quella legata alle produzioni tipiche della montagna, di grande rilievo per l’economia rurale e per il turismo che riscopre il nostro entroterra. Uno degli obiettivi di questa “filiera” è la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la messa in rete dei produttori con le rivendite locali e gli operatori dell’accoglienza, “filiera corta” di grandi potenzialità.
Con questo obiettivo è iniziata fin dal 2009 una collaborazione con l’associazione Slow Food che, dopo aver conosciuto e apprezzato il nostro territorio e i suoi prodotti, ha continuato a collaborare con il Parco in vari progetti e manifestazioni (riconoscimento della mucca cabannina come “presidio”, partecipazione alle fiere internazionali del gusto: Salone del Gusto e Slow Fish, realizzazione di corsi per insegnanti per la creazione di orti scolastici con il progetto “Orto in Condotta” ecc.).
Grazie a questa cooperazione, il Parco dell’Aveto diventerà nei prossimi giorni, 10 e 11 maggio, meta di un viaggio didattico della prestigiosa Università di Scienze Gastronomiche di Bra (Cn). I viaggi didattici di questa Università si svolgono in Italia ed in tutto il mondo, e sono un mezzo per far conoscere non solo le tradizioni gastronomiche ma anche le diverse culture e gli usi che contraddistinguono le realtà oggetto della visita.
Questo viaggio è relativo alle Produzioni Animali e Vegetali e coinvolge un gruppo di studenti del secondo anno del Corso di Laurea Triennale in Scienze Gastronomiche, che visiteranno diverse aziende delle tre valli del Parco, produttrici di: U Cabanin, formaggio di latte di mucca cabannina, razza autoctona oggi presidio Slow Food; patate, fagiolane e mais quarantini; farine di produzione locale macinate in un antico mulino ad acqua; salumi da suini allevati allo stato semibrado; antico formaggio di S. Stefano d’Aveto; cipolla rossa di Zerli e altre colture da antichi semi; farina di castagne essiccate nel secchereccio tradizionale (gräe) e antico metodo di cottura nel testo. Si coglierà l’occasione per dar loro un “assaggio” anche delle bellezze paesaggistiche del territorio, con una traversata panoramica dalla Val d’Aveto alla Val Graveglia, passando per le strade forestali del Parco e attraverso gli alpeggi della Valle Sturla, dove si trova una delle ultime malghe ancora attive in Liguria (Malga Perlezzi, oggi anche agriturismo).
Il gruppo avrà con sé una telecamera per raccogliere le testimonianze dei produttori e soprattutto le memorie delle antiche pratiche di produzione, memorie che diversamente andrebbero perdute. Questa attività rientra all’interno di un progetto più ampio dell’Università di Bra, che va sotto il nome di “Granai della Memoria” (trovate qui il link alla pagina dedicata:http://www.unisg.it/homepage/granai-della-memoria/).











