Dall’Associazione “L’Ochin” (Camogli) riceviamo e pubblichiamo
Domenica 15 gennaio, alle 17.3o, presso il Cenobio dei Dogi di Camogli: ”Dove cresce l’ulivo”, spettacolo culturale suggerito dal libro “Mediterraneo – Un nuovo breviario” di Predrag Matvejevic. Canzoni originali interpretate da Buby Senarega; letture di Silvio Ferrari; immagini di Giorgio Bergami; musiche e regia di Bruno Costa. Ingresso libero.
Nel 1989 a cura di Silvio Ferrari venne tradotto e pubblicato in Italia il libro di Predrag Matvejevic’: “Mediterraneo – Un nuovo breviario”, un libro destinato a incontrare uno straordinario successo editoriale e un riscontro “di massa” inusuale.
Sulla base delle suggestioni di contenuto di quel testo, Buby Senarega compose alcune canzoni in lingua genovese e ne nacque un repertorio musicale assai ben corrispondente al valore dello scritto di Matvejevic.
Utilizzando lo straordinario archivio di immagini costituito dall’esperienza fotografica di Giorgio Bergami, viaggiatore e conoscitore del Mediterraneo e la capacità di Bruno Costa di costruire i motivi musicali di integrazione fra un tema e l’altro della narrazione, venne a delinearsi la dimensione di un vero spettacolo dai linguaggi intrecciati.
E così nel corso degli ultimi venti anni “Dove cresce l’ulivo” è stato presentato e replicato a Genova e in Liguria ma anche a Lisbona e a Fiume nonché, recentemente, a Malta.
Si tratta dunque di una occasione per tornare a godere del connotato estetico e culturale della mediterraneità, senza rimpianti e retorica ma con la coscienza del presente su tutte le rive del “grande mare fra le terre”.
La presentazione è costruita sulla peculiarità di tre forme di comunicazione che si realizzano simultaneamente: la lettura di un testo letterario, l’esecuzione di un repertorio di motivi musicali su testi in lingua genovese e la proiezione di un vasto panorama di fotogrammi desunti da un itinerario mediterraneo di dimensione generale e di tematica mista, simbolica e descrittiva.
Così è per il tramonto, e per il porto, per l’olio e per la varietà degli oggetti, per la figura dell’arabo errante dei nostri giorni e per i nomi poetici delle donne, come si può cogliere nella sequenza dei temi su cui si misura la originale creatività delle canzoni composte per l’occasione dello spettacolo. Al dialogo fra parole e musica fa da controcanto permanente l’innumerevole successione delle fotografie scattate nei vari luoghi del Mediterraneo in una logica della rappresentazione pensata più come autonoma variante di linguaggio che come rappresentazione concreta delle frasi e delle note.
Dal Comune di Deiva Marina riceviamo e pubblichiamo
Deiva Marina si accinge a mettere in scena venerdì 6 gennaio il tradizionale Presepe Vivente: una emozionante rappresentazione che negli anni si è guadagnata notorietà e vasta partecipazione di pubblico. Una giusta ricompensa all’impegno di quanti, bambini e adulti riuniti nel Comitato Amici del Presepe, si prodigano nell’allestimento di precise ricostruzioni con arredi, utensili e costumi, delle attività agresti legate alle varie fasi del giorno, con figuranti impegnati nei mestieri rappresentati secondo la tradizione genovese e alla narrazione della Natività di Gesù Bambino.
Le varie ambientazioni regalano il fascino genuino, la spiritualità e la magia sacra della Notte di Betlemme. Forte della fattiva partecipazione degli abitanti, questo Presepe Vivente deve la sua suggestione alla perfetta rievocazione di momenti di vita quotidiana dell’epoca, con l’atmosfera particolarmente affascinante che si presenta al visitatore che percorre gli stretti vicoli del centro storico: i tipici “carruggi” illuminati dalle fioche luci dell’imbrunire con il contadino che vende il prodotto del lavoro dei campi al ricco mercante, il vasaio, il falegname con il cestaio o il rilegatore di libri, che lavorano usando ancora antichi strumenti e il fabbro che percuote senza sosta l’incudine con il suo martello, cercando di materializzare una forma dal metallo incandescente.
E così, continuando a passeggiare tra le antiche viuzze sulle quali affacciano variopinte case torri, si incontrano pastori, popolane, soldati a cavallo e semplici artigiani, ma soprattutto si riscoprono vecchie lavorazioni e si degustano con piacere antiche preparazioni culinarie della Liguria, cucinate secondo antiche ricette custodite gelosamente di madre in figlia.
Le botteghe, le locande, le stalle, case di poveri e di notabili si animano di vita:vi si sforna il pane e si offre al viandante in arcaiche mescite il vino locale accompagnato da formaggi e salumi, si cucina la polenta e si batte il profumato basilico nel mortaio. Le tipiche “besagnine” di antica memoria offrono i prodotti della terra e tra il fervore popolano del borgo e i giochi dei bambini, come nella tradizione, tra l’indifferenza inospitale di quella notte da parte della gente di Betlemme, giunge lentamente una coppia di solitari viandanti: sono la Madonna e San Giuseppe, vagano stanchi per le vie del paese con lei a cavallo di un mulo cercando un rifugio per la notte, che troveranno in una mangiatoia riscaldati da un bue e un asinello, dove nascerà un bambino destinato ad una grande missione nel mondo: Gesù Cristo.
L’appuntamento è fissato per venerdì 6 Gennaio 2012 nel centro storico di Deiva, a partire dalle ore 15,00. In caso di pioggia l’iniziativa sarà rinviata al Domenica 8 Gennaio con lo stesso orario.
L’iniziativa ha una finalità benefica, i fondi raccolti saranno devoluti al Comune di Brugnato per la realizzazione del parco giochi dell’asilo nido e scuola elementare.

