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Rapallo: percorsi e incontri del laboratorio "Intrecci"

del 28-04-2011

Dal Comune di Rapallo riceviano e  pubblichiamo

di Corrado Castagneto *

Anche questo anno si sta concludendo l’emozionante esperienza del Laboratorio Intrecci organizzato dal Comune di Rapallo- Assessorato servizi Sociali, Famiglia Immigrazione- che sta svolgendo una silenziosa, ma costante e intensa opera di integrazione nelle nuove generazioni.

Il Laboratorio “Intrecci”, nato a Rapallo nel 1999 con un contributo regionale, e successivamente finanziato dalla Regione Liguria e dal Comune e realizzato in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, è uno spazio d'incontro e conoscenza che ogni anno coinvolge diverse classi (quest'anno più di 500 bambini/ ragazzi) delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con educatori professionali e mediatori culturali.

Da percorsi d'attività svolti all'interno delle classi, si è trasformato nel 2009 in uno spazio d'incontro fuori dalle scuole e più precisamente all'interno del Centro Polifunzionale per l'infanzia e la famiglia di Rapallo, grazie ad un forte investimento dell'Assessorato ai Servizi Sociali che ha anche attivato un servizio di scuola-bus per portare gli alunni e ridurre così i tempi di spostamento.

L'educazione interculturale trova una più completa espressione nel “laboratorio” perché si concretizza l'accoglienza, la libertà d'espressione, l'attenzione al soggetto e la molteplicità dei linguaggi ( la narrazione, la danza, il corpo, la voce, la musica) attraverso il gioco quale strumento privilegiato.

La specificità di “interculturale” deriva dalla caratteristica dello spazio laboratoriale come luogo d'incontro d'individui, adulti, bambini, insegnanti, mediatori, tutti portatori di mondi personali differenti. I diversi percorsi vengono calibrati sul gruppo classe e si rinnovano arricchendosi di varie attività e stimoli.

Ogni percorso comprende quattro incontri di due ore ed è calibrato in base all'età dei partecipanti ed adattato alle caratteristiche dei diversi gruppi classe.

A fine percorso viene lasciato alle maestre e alle insegnanti materiale per approfondire i contenuti emersi con suggeriti libri, film, siti e diverse attività.

I bambini invece portano a casa una “valigetta” contenente le loro osservazioni e produzioni sull'esperienza.

Il prezioso lavoro d'osservazione condivisa fra educatori e insegnanti, con la supervisione della pedagogista B. Serventi del nostro comune ha permesso di far crescere questo spazio di contenuto attraverso lo scambio, la collaborazione ed il lavoro di rete in un'ottica della prevenzione del disagio. Gli obiettivi/risultati del Laboratorio, che hanno permesso, fra l’altro, lo scorso anno di ricevere il premio Qualità dall’ANPI(Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani) sono: · potenziare la cultura della pace e dell'accoglienza;  favorire la conoscenza reciproca fra alunni stranieri e alunni italiani; migliorare l'integrazione degli alunni stranieri

Per concludere il motto del Laboratorio in cui è racchiusa la sensibilità con cui lavorano gli educatori e che speriamo si sviluppi nelle nuove generazioni: “Un giorno ho visto lontano lontano/ Uno straniero, / quando si è avvicinato /ho visto che era un uomo /quando è arrivato davanti casa mia / ho visto che era mio fratello . Rumi”

* Assessore alla Famiglia, Comune di Rapallo