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Porto di 'Santa': risposta al sindaco e Bandera

del 24-04-2011

Dal Comitato "Difendi Santa" riceviamo e pubblichiamo

Leggiamo sui media le “precisazioni” del Sindaco di S. Margherita Ligure e del Signor Gianantonio Bandera (amministratore delegato della società a responsabilità limitata “Santa Benessere & Social”), per cui intendiamo ribadire alcuni concetti.

Non abbiamo mai chiamato in causa trame o malevoli intenzioni dell’Amministrazione e/o degli uffici comunali riguardo alla “secretazione” del “progetto” di ampliamento del Porto. Non si pongano, quindi, in bocca nostra frasi mai profferite.

Resta invece acclarato (e confermato) che del sedicente “progetto” nessuno (eccetto il Sindaco e i tecnici comunali) ha visto traccia e che, pertanto, a due mesi dalla presentazione, tale “progetto” resta “secretato”. Non piace la parola? Si dica, allora, “nascosto” alla popolazione (anche se abbiamo avuto la promessa che, a breve, tutto sarà portato alla luce del sole… dopo che i nostri lecitissimi dubbi sul possibile, per non dire certo, inquinamento delle acque della zona-Pagana e sull’erosione della spiaggia di Ghiaia sono stati fatti propri dagli uffici tecnici comunali che hanno chiesto chiarimento allo stesso Signor Bandera).

A maggior ragione, quindi, assume un profondo significato la nostra domanda: di cosa abbiamo “discusso” (si fa per dire) la sera del 14 marzo scorso all’Auditorium “S. Margherita”? La risposta è scontata: soltanto del contenuto di un dépliant di nessuna valenza tecnica. Dunque: una serata assolutamente inutile.

Ma se, come scrive il Sindaco, il “progetto” non è esauriente e quindi ancora “incompleto”, per quale motivo lo stesso Sindaco, anche attraverso un manifesto di “supporto” alla “civile e democratica” serata, aveva chiesto ai sammargheritesi di “esprimere un giudizio”? La contraddizione appare evidente, ma non è la sola.

Ora, di fronte alle difficoltà di una Società privata che presenta un “progetto” che non è un progetto in una serata che non è stata affatto “civile e democratica”, si vorrebbe “rigiocare” la partita affidando allo stesso primo cittadino il ruolo di “arbitro”?

Il Sindaco dimostra di avere la memoria corta e dimentica, ad esempio, che nella mattina di domenica 30 gennaio scorso era “moderatamente favorevole” alla soluzione dei privati, mentre nel primo pomeriggio di venerdì 4 febbraio (in Comune, di fronte a una decina di persone pronte a testimoniare in merito) “assolutamente contrario”, salvo poi tornare ad essere “favorevole” nella mattina di martedì 8 febbraio, senza dimenticare l’articolo del 1° marzo 2011 diffuso alle ore 19.45 dal sito “Genova24” e ripreso da altre fonti (tra cui il sito “Gente per Santa” che fa riferimento al gruppo consiliare di maggioranza), con un titolo molto eloquente: “Porto Santa Margherita, De Marchi: Referendum? Lo faremo e perderanno”, laddove l’“arbitro imparziale” dimostrava di tifare per una delle due squadre in campo, auspicando addirittura una sconfitta di chi si opponeva allo scempio del paesaggio sammargheritese e alla distruzione delle sue radici… E qui ci fermiamo per non confondere troppo le idee…

Riguardo al clima “avvelenato”, non siamo stati noi ad inquinarlo, ma altri. Addirittura (stranamente…) mesi fa, all’epoca della vicenda dei box di Paraggi…

Sindaco e Gianantonio Bandera auspicano ora un “dialogo” sereno. Magari con la stessa “convivenza pacifica” che ha animato la serata del 14 marzo scorso, nel corso della quale una parte di pubblico ha impedito, mediante un’azione di “squadrismo verbale” senza precedenti nella storia di Santa, a un cittadino di porre domande giudicate evidentementi “scomode”.

A Gianantonio Bandera chiediamo: ci dia, come in un mondo civile sarebbe già stato fatto da mesi (nonostante alcuni nostri associati lo abbiano ripetutamente chiesto anche al punto-incontro allestito al “Santa Boats Show”), tutto il progetto comprensivo di elaborati grafici, di relazioni meteomarine e di calcolo e un’analisi seria della valutazione degli aspetti socio-economici del progetto stesso. Una volta in possesso di quanto sopra, i nostri tecnici e i nostri studi di ingegneria marittima di riferimento si prenderanno un mese di tempo per esaminare ed eventualmente controdedurre le relazioni e gli elaboratori presentati. Dopo di che sarà possibile avviare un dibattito assolutamente tecnico, non populistico. In pratica senza “claques” e senza “censure”.