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Appello allo Stato: "Salviamo il Santuario dei cetacei"

del 20-04-2011

Dalla Regione Liguria riceviamo e pubblichiamo una notizia che riguarda il "Santuario dei cetacei" e quindi il nostro mare.

Nuovo "Sos" per il Santuario dei Cetacei. A lanciarlo stavolta sono gli assessori all'ambiente di Regione Toscana e Regione Liguria, Anna Rita Bramerini e Renata Briano dopo che sono circolate notizie su un possibile trasferimento del Segretariato Esecutivo del Santuario da Genova in terra monegasca.

L'appello di Toscana e Liguria viene rivolto direttamente "al Ministero dell'Ambiente italiano perché finalmente batta un colpo a favore della più grande area marina protetta del Mediterraneo - affermano i due assessori - fondamentale per la gestione sostenibile dell'ambiente marino e delle sue risorse e agisca per evitare trasmigrazioni oltre confine di cui non vediamo l'utilità".

Le due Regioni, spiegano la Bramerini e la Briano, hanno da sempre manifestato attenzione e sensibilità nei confronti del Santuario. La Liguria, ospitando la sede del Segretariato a Genova fintanto che questa non è stata praticamente chiusa , la fece riaprire simbolicamente l'anno scorso per organizzarvi una conferenza stampa sui gravi rischi che correva quell’area marina e sulle iniziative urgenti da avviare per rilanciare il Santuario dei Cetacei. La Toscana istituendo l'Osservatorio dei cetacei, unico esempio in Italia, punto di coordinamento degli studi e delle attività presenti sul territorio sul tema della biodiversità marina e delle iniziative per la tutela dei grandi mammiferi e cuore pulsante del Santuario.

"Il silenzio del ministro Prestigiacomo - dichiara Renata Briano - alla lettera in cui il presidente Claudio Burlando chiedeva di istituire un Tavolo istituzionale dove Stato e Regioni potessero individuare linee immediate mirate a tutelare i cetacei, è stato eloquente. Nonostante questo e le precedenti manifestazioni di disinteresse, noi adesso ci riproviamo. Di fronte alla minaccia del trasferimento del segretariato oltre confine, chiamiamo dunque in causa il nostro governo perché si ricordi finalmente di un suo patrimonio".

"Chiediamo che il governo ripristini le attività del Segretariato Permanente del Santuario - aggiunge la Bramerini -, attivando con la massima urgenza il supporto giuridico-amministrativo assente da anni e dando efficacia e autorevolezza al Comitato di Pilotaggio anche con l'auspicato contributo delle Regioni. Ma prima di ogni altra cosa chiediamo che mantenga questa realtà nei confini italiani".