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'Santa': "Il secolo dell'indifferenza e altri sogni"

del 18-04-2011

Riceviamo e pubblichiamo

A Santa Margherita Ligure, giovedì 21 aprile, alle 21.30, per l'uscita del libro di Suavecito Verderio "Il secolo dell'indifferenza e altri  sogni" (Liberodoscrivere Edizioni € 13,00), grande spettacolo di cabaret di Daniele Raco e Stefano Lasagna ("Area Zelig Circus") in Largo Amendola, di fronte al ristobar Angolo 48; interverranno l'autore e l'editore Antonello Cassan.

Il libro: ‘‘Il secolo dell’indifferenza e altri sogni’’

Perché leggere questo libro? Beh, la motivazione è molto semplice: è una raccolta di racconti brevi che non hanno alcuna pretesa se non quella di far sorridere e qualche volta anche riflettere. Lo si potrebbe chiamare libro da compagnia, perché è piccolo, leggero e lo puoi portare ovunque (tuo compagno sulla tazza del gabinetto, sul vagone di un treno oppure mentre sei seduto al bar a sorseggiare un cappuccino con tanta schiuma...) e soprattutto lo puoi abbandonare in qualsiasi momento che tanto il filo della narrazione mica lo perdi! Anzi, lo riprendi in mano il giorno dopo (alla spiaggia, mentre aspetti l'autobus, mentre cammini, sempre davanti al solito cappuccino fumante con tanta schiuma...) e sei sicuro che c'è sempre un racconto un po’ più pazzo ad aspettarti! La differenza sostanziale fra il libro d’esordio ‘‘Pennellate di vita’’ e questo, ‘‘Il secolo dell’indifferenza’’, è che il primo è più surreale mentre il secondo risulta più realistico e un po' meno giovanile.

L’autore: Suavecito Verderio nasce ad Albenga il 3 marzo del 1976, in seguito a parto podalico (primo colpo di culo della sua vita…). Seguendo il lavoro dei genitori, gira tutta la Liguria, seguendone la passione: a dieci anni ha già visitato gran parte delle terre emerse. Vive una fantastica adolescenza e poi prova a dedicarsi allo studio, si iscrive a Scienze Politiche, poi a storia. Entrambi i tentavi naufragano a causa di storie d´amore. Decide di dedicarsi ai cocktail e al vino con successo (finalmente: con le donne, non era proprio cosi…), prima che il padre lo diseredi. Nel 2002 sposa Barbara (l’unico successo amoroso della sua vita…), con la clausola che prima o poi si sarebbe laureato. Beh, oggi vive a Santa Margherita, dorme a Rapallo e continua a versare barbaresco e moijti, nell´attesa di laurearsi. Intanto, oltre a scrivere libri --- dopo l’esordio con ‘‘Pennellate di vita’’, ecco ‘‘Il secolo dell’indifferenza e altri sogni’’ --- fa anche il consigliere comunale, a Santa Margherita Ligure, tra l’altro di maggioranza e con una delega di responsabilità come quella alle politiche giovanili.



Intervista all’autore: Suavecito Verderio

Raccontaci un po' del tuo approccio al mondo della scrittura.

Il mio approccio alla scrittura è stato molto scherzoso. Non ho mai avuto un bel rapporto con la punteggiatura, a scuola scrivevo temi pregni di fantasia e avari di virgole. Le mie professoresse dicevano che un fumatore non avrebbe potuto leggere i miei periodi perché gli sarebbe mancato il fiato. Crescendo ho optato per frasi brevissime che eliminassero il problema, quindi ho potuto cominciare a fumare... Comunque ho sempre scritto per gioco salvo poi sentirmi dire che il mio gioco poteva interessare a qualcuno.

Quando e perché hai iniziato a scrivere?

Ho sempre scritto, inizialmente poesie molto brevi , poi con amici mi buttai in un libro a più mani che non ha mai visto la luce ma che prima o poi nascerà. Il libro dell'anno scorso, ‘‘Pennellate di vita’’, è nato per caso, venni a sapere di un concorso per racconti, provai a scriverne uno, diventarono ventisette...

Quali sono i libri che ti hanno dato la spinta necessaria per affrontare il mondo della letteratura dalla parte dell'autore?

L'ombra del vento di Zafon, Fango di Ammaniti, L'ultimo Catone della Asensi e Survivor di Palahniuk. Come si vede sono un lettore onnivoro, mi piace variare molto le letture in base all'umore del momento. Ora sono uno scrivente onnivoro che varia le scritture in base all'umore del momento.

Ti senti più un poeta o un narratore?

Mi sento uno "scrivente", mi piace scrivere, lo faccio perché mi da emozione e mi fa stare bene. Apprezzo di più la narrazione perché mi permette di scrivere di getto, io di solito conosco l'inizio e il finale di una storia, la "polpa" nasce mentre scrivo. La poesia è l'arte per eccellenza e io non mi sento all'altezza, ogni tanto scrivo poesie ma le tengo per me.

Credi che scrivere possa diventare il tuo mestiere?

È il mio sogno, ma penso che resterà tale. Se dovesse succedere sarei felice come un bambino. Comunque sono già entusiasta di avere la fortuna di essere pubblicato. I sogni sono sudore più colpi di fortuna, nella vita non si sa mai...