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Camogli: al Cenobio mostra di Rosolino Multedo

del 11-04-2011

Fino al 1° maggio, a Camogli presso l'Hotel Cenobio dei Dogi (via Niccolò Cuneo, 34), è visitabile la mostra del pittore Rosolino Multedo dal titolo "Le tinte le ho nel pennello", organizzata da L’Archivio Liguria. Pittori tra ’800 e ’900 e l’Hotel Cenobio dei Dogi, con il patrocinio del Comune di Camogli, in collaborazione con l’Accademia Archeologica Italiana e il Circolo culturale “I Buonavoglia”. Ideazione di Franco Dioli e Zaira Multedo Donati. Mostra e catalogo a cura di Franco Dioli. Ingresso libero.

La copertina del catalogo



di Franco Dioli* 

Attraverso oltre 50 opere tra dipinti ad olio, acquarelli, disegni tecnici, ceramiche, foto di mobili e arredi viene presentata per la prima volta una mostra antologica dell’artista Rosolino Multedo, figura di spicco nell’ambito culturale ligure della prima metà del Novecento.

Un uomo che rappresenta la migliore testimonianza di una lunga vita interamente trascorsa al servizio della cultura e dell’arte e che oggi viene ricordato con questo evento, fortemente voluto dalla nuora Zaira Multedo Donati.

Rosolino Multedo è nato a Novi Ligure (AL) il 1895, dal 1916 si è trasferito a Genova dove ha vissuto ed esercitato la sua professione fino alla morte avvenuta nel 1988.

E’ stato allievo del senese Arturo Viligiardi (1869-1936), un artista impegnato a sperimentare diverse tecniche: non solo pittore ma anche scultore, mosaicista, architetto, che lo indirizzò già dal 1912 al disegno e alla pittura, offrendogli anche nozioni di scultura e architettura.

Ha frequentato i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Siena compiendo nella stessa gli studi di architettura ed esercitandovi, successivamente, l’insegnamento.

E’ stato apprezzato dirigente del Comune di Genova, assunto il 25 ottobre 1921 presso l’Ufficio del Censimento, nel 1928 è segretario dell’Ufficio Musei, Belle Arti e Storia e poi dal 1940 al 1950 è Conservatore alle Belle Arti e Storia.

Nel 1961 per raggiunti limiti d’età fu “collocato a riposo” con la qualifica di Ispettore di Prima Classe.

Un settore specifico delle sue mansioni è rivolto al recupero e restauro di edifici monumentali, rilievi di palazzi storici e del sistema viario genovese.

Nella Collezione Topografica del Comune di Genova è conservata un’ampia documentazione tecnico-artistica che mette in evidenza l’abilità di Multedo nel testimoniare, con i suoi disegni precisi e rispettosi del dettaglio, la realtà, sostituendosi, di fatto, all’obiettivo fotografico.

Tra gli interventi più significativi relativi alla città di Genova ricordiamo: il restauro della Chiesa di Sant’Agostino (XIII secolo), il Complesso di Santa Maria di Castello (VII-XI secolo) e la riqualificazione di Corso Italia che è una delle principali arterie di Genova, che si sviluppa interamente sul lato a mare, lungo un percorso di circa due chilometri e mezzo, considerata, oggi, la promenade per eccellenza dei genovesi.

Alla grande inventiva di Multedo si devono, negli anni Sessanta, le decorazioni permanenti delle piscine di Albaro (Genova), l’ampliamento ed il restauro del Grand Hotel Cenobio dei Dogi a Camogli e della Caravella d’Oro a Genova, oltre a ristrutturazioni di importanti ville e casali.

Il suo interesse nella disciplina della pittura ha inizio nei primi anni Venti, a Livorno, dove frequenta il Gruppo Labronico .

A Genova, Multe partecipa, invece, alle riunioni della Famiglia Artistica Genovese incontrando e scambiando opinioni con Angelo Balbi, Dario Bardinero, Giovanni Battista Bassano, Edoardo Calderara, Angelo Costa, Gennaro D’Amato, Edoardo De Albertis, Luigi De Servi, Andrea Figari, Federico Maragliano, Giuseppe Mazzei, Guido Meineri, Domingo Motta, Giuseppe Pennasilico, Giuseppe Sacheri, Cesare Viazzi.

Indipendentemente dall’attività di architetto e di restauratore monumentale è stato anche apprezzato cartellonista, ex librista, ceramista, figurinista, creatore dei noti costumi per la rappresentanza di Genova alle Regate delle Repubbliche Marinare.

Sue sono le decorazioni stradali per il V Centenario della nascita di Cristoforo Colombo e la medaglia celebrativa delle Colombiadi Sportive 1950-1951.

Come cultore di arti applicate ha creato ceramiche d’arte, ferri battuti, fanaliere cittadine, medaglie (Regate Repubbliche Marinare, Genova 1959), distintivi, diplomi, pergamene e cartelloni cinematografici, di quest’ultimi ricordiamo quelli per il film Gli ultimi zar.

Tra il 1927 e il 1928 disegna alcuni eleganti vasi in stile neoclassico prodotti dalla manifattura “Landa” e dalla manifattura di ceramiche artistiche albisolese “M.G.A” di Giuseppe Mazzotti.

Nel 1934 collabora, sempre con Grosso, alla realizzazione della Prima Mostra di Plastica Murale di Edilizia Fascista, organizzata a Genova da Fillia e Prampolini e De Filippis, con la supervisione di Filippo Tommaso Marinetti.

Nel 1930 Rosolio Multedo viene nominato Accademico di merito all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova nella classe Architetti e nel 1973 Accademico Esperto dell’Accademia Archeologica Italiana di Roma.

Rilevante per la sua formazione e progressione artistica è la frequentazione del pittore Orlando Grosso, dal quale mutua la tavolozza, nella sua pur consapevole parzialità, che racchiude tuttavia un suo autonomo linguaggio cromatico, che trova la sua più ampia esaltazione nella tecnica all’acquarello, dove freschezza cromatica, felici passaggi tonali si coniugano con un fedele realismo.

La tecnica dell’acquarello è unanimemente riconosciuta per la sua poesia e la sua versatilità espressiva; Multedo attraverso le sue opere ci porta ad esplorarne gli effetti cromatici, a coglierne il magistrale risultato ottenuto con la fluidità dell’acqua, alla progettazione e realizzazione, in modo consapevole, delle immagini strutturate.

Le sue opere trovano riscontro nei caratteri stilistici di due amici artisti che Multedo frequenta assiduamente: Pietro Dodero (1882-1967) dal quale enuclea certamente le esperienze di transizione tra naturalismo ottocentesco e il movimento di Novecento e Domingo Motta (1872-1962) che lo influenza essenzialmente nella realtà del linguaggio espressivo e nelle caratterizzazioni tonali.

Il critico genovese Giovanni Riva così si espresse sul nostro pittore: “ Rosolino Multedo è paesista sensibile ed eloquente”, è evidente che le parole del critico sono riferibili alla sensibilità del paesista nei confronti della natura, fissata nelle atmosfere più poetiche. Il pittore rigetta l’improvvisazione e il tumulto, l’osservazione è nitida, insubordinata a compromessi, a mente aperta, in un quasi infantile stupore, nel cogliere le bellezze del che lo spettacolo della natura offre al suo acuto sguardo.

La sua è una forma pittorica emozionale, naturalistica, nella quale la definizione volumetrica, plastica, spaziale, vengono espresse attraverso la luce ed il colore ed attraverso le sfumature e le modulazioni visive prodotte da una sapiente e misurata variazione dell’intensità luminosa.

Come pittore ha esposto a Genova alla mostra “Genova che scompare”; a Bologna alla mostra “Arte della Casa”; a Buenos Aires alla Prima mostra “Pittori e scultori liguri contemporanei in Argentina” (1949), a Barcellona, alla Exposición Pintores Italianos Actuales”(1962) organizzata dall’Istituto Italiano de Cultura de Barcelona.

Una sua personale è documentata nel 1938 a Ferrara presso la Galleria Alba e sempre a Ferrara, nel 1974, partecipa alla II Rassegna Miniquadro, ottenendo il premio terzo classificato, medaglia di bronzo.

Nel 1983 il Centro d’Arte e Cultura “Liguria” di Genova ha ordinato la mostra “Tre vite a cavalletto: Rosolino Multedo, Giacomo Picollo, Beppe Tortorelli”, con l’intento di proporre un discorso critico-estetico su artisti che si sono distinti per sperimentazione e interdisciplinarità artistica.

Nel 1984, al nostro, viene dedicata una sala permanente al Wolfsonian Museum a Miami Beach in Florida, fondato da Mitchell Wolfson jr. noto collezionista d’arte statunitense, il centro presenta una collezione sull’evoluzione delle arti decorative, di disegno e di propaganda del periodo 1885-1945.

* Dal catalogo della mostra, per gentile concessione