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"Santa nel cuore" e l'assessore Bernardin

del 10-04-2011

Da Insieme "Santa nel cuore" riceviamo e pubblichiamo

Che l'Assessore esterno con delega alla Protezione Civile ed al Territorio, Andrea Bernardin, fosse un burlone ce ne eravamo già accorti nell'aprile dell'anno scorso quando pubblicizzò un “falso torneo di nascondino” utilizzando in maniera inopportuna sia il logo del Comune che quello della Rai. Il risultato fu quello di ingannare centinaia di bambini che presero alla lettera volantini che facevano riferimento ad un evento che, in realtà, non esisteva.

Il tutto finì con un semplice richiamo del Sindaco Roberto De Marchi. Del resto anche quando ha fatto lo “sceriffo” non se l'è cavata male. Non è passato molto tempo da quando Bernardin ed il Sindaco De Marchi, facendo un giro per Santa Margherita Ligure alle 6 del mattino, trovarono il “carretto” di un netturbino abbandonato in una via della città.

Anziché interpellare il dirigente responsabile (e datore di lavoro dell'operatore ecologico) per i dovuti chiarimenti, pare che prese la sua moto e, noncurante della sua incolumità e di quella degli altri, lo trascinò fino al Comune. Anche se si impegna molto siamo costretti, comunque, a constatare che non possiede le competenze necessarie allo svolgimento dei suoi attuali incarichi. Infatti nell'articolo dal titolo “mentre la minoranza critica, l'amministrazione lavora sul territorio in modo incessante”, pubblicato nel novembre 2010 dalla lista civica “Gente per Santa” (la lista che appoggia il Sindaco) si dice: “sotto la direzione dell'Assessore Andrea Bernardin, gli operai del Comune hanno fatto un bel lavoro di recupero dei tronchi di legno arenati a causa delle mareggiate sul litorale sammargheritese”.

Iniziativa lodevole, anche se gli operai lavoravano senza i dovuti mezzi personali di sicurezza come: le scarpe antinfortunistiche, i caschi ed i guanti. A questo punto ci sorge spontanea la seguente domanda: l'Assessore Andrea Bernardin se ne è accorto? Oggi l'Assessore Andrea Bernardin torna nuovamente alla ribalta con una frase pronunciata durante il Consiglio Comunale di sabato 9/4 u.s.. Alla fine del suo intervento in fatti gli è scappato un bel “Boia chi molla”. Tanto per avere una idea di quello che questa frase richiama, essa è di solito usata per indicare che “chi abbandona la lotta è un vile assassino”, e si tratta di un motto fascista.

Basteranno le scuse dell'Assessore per rimanere ancorato alla poltrona?