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Consiglio regionale: pesca, frane, amianto, alberghi

del 05-04-2011

Dall'Ufficio stampa del Consiglio regionale, riceviamo e pubblichiamo la cronaca della seduta odierna per quanto riguarda il Levante ligure

Sostegno al settore della pesca

Con un’interrogazione Roberto Bagnasco (Pdl) ha chiesto alla Giunta di inserire a bilancio fondi per l’assistenza tecnica e la ricerca scientifica a favore della pesca. «Torniamo a parlare di un problema balzato agli onori delle cronache mesi fa con le polemiche sulla pesca dei rossetti e dei bianchetti. Si è giunti oggi a una risoluzione, seppur parziale e tardiva. Il settore pesca è in grande difficoltà, mi auguro che la Giunta decida di mettere a bilancio appositi stanziamenti, come ha fatto la Toscana. Mi sembra inoltre che il problema dei rossetti non sia ancora risolto».

Ha risposto l’assessore alla pesca Giovanni Barbagallo: «Abbiamo già finanziato sul bilancio 2010 studi e approfondimenti sulle pesche speciali: bianchetti, rossetti e cicciarelli. L’assistenza tecnica è stata finanziata con 300 mila euro, condividendo l’intervento con le associazioni di categoria, l’osservatorio del mare e l’università al fine di garantire compatibilità tra economia e ambiente. Esiste anche il Fondo europeo della pesca al quale attingere. Concordo nel definire la pesca un settore strategico, e chiedo aiuto alle forze politiche di opposizione per trovare risorse a livello nazionale».

Bagnasco ha replicato: «Le cifre stanziate sono esigue: senza investimenti di rilievo la pesca in Liguria rischia l’estinzione, perché i margini di guadagno stanno diventando troppo bassi e si tratta di un mestiere che richiede grandi sacrifici. Gli uffici regionali sono molto preparati, quello che manca è un intervento economico più deciso».

Blocco pensioni amianto

Il presidente del Consiglio Rosario Monteleone ha sospeso i lavori dell’Assemblea per circa un’ora per consentire un incontro tra l’assessore alle politiche del lavoro Giovanni Enrico Vesco, il presidente della Giunta Claudio Burlando e una delegazione dei capigruppo in Consiglio con sindacati, ex lavoratori e maestranze di Ansaldo Energia, Ilva e altre aziende genovesi per la questione del blocco delle pensioni dell’amianto. Sul tema il comunicato 86/2011.

Frane a Camogli

Con un’interrogazione Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania) ha chiesto alla Giunta di adoperarsi, anche in collaborazione con il Comune di Camogli, la Provincia di Genova e l’Ente Parco del Monte di Portofino, per attuare gli interventi di consolidamento necessari per evitare nuove frane.

«A Camogli – ha detto Rixi - sono avvenute tre gravi frane nel giro di 20 giorni, in zone che necessitano di interventi di recupero e di controlli sul dissesto idrogeologico. Uno dei cedimenti ha riguardato un muro di contenimento dell’Istituto Nautico Colombo parallelo ad una strada carrabile: per fortuna non ci sono stati gravi incidenti. Avevamo chiesto almeno 250 mila euro per monitoraggio dei dissesti e per fare un’azione preventiva. Devo dire che le emergenze riguardano tutta la Liguria».

Ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano: «La difesa del suolo sta diventando una priorità di tutto il Paese, anche perché si è visto che la proporzione tra difesa e prevenzione da un lato e ripristini dall’altro è assolutamente sbilanciata sui secondi. La Liguria ha investito sia per sistemi di monitoraggio, che di difesa suolo. In generale è considerato prioritario il caso che mette a rischio il maggior numero di persone. Riguardo a Camogli non sono pervenute segnalazioni di danni o richieste di rimborsi da parte di enti locali. Rispetto alle frane, negli ultimi mesi sono state colpite soprattutto Savona, il Tigullio, Genova e Spezia».

Non soddisfatto Rixi: «Spiace notare che parlando di assetto idrogeologico sia presente un solo consigliere di maggioranza. Mai come in questo momento bisogna stabilire le priorità: per la Liguria l’assetto idrogeologico dovrebbe essere prioritario».

Trasformazione degli alberghi in residenze

Marco Melgrati (Popolo della Libertà) ha presentato un’interrogazione sull’esclusione dal vincolo alberghiero delle strutture a destinazione d’uso “Residenza turistico-alberghiera”. Melgrati ha chiesto all’assessore all’urbanistica di conoscere se sia intenzionato a portare all’attenzione del Consiglio regionale una proposta di modifica della legge regionale 1/2008 (Misure per la salvaguardia e la valorizzazione degli alberghi e disposizioni relative alla disciplina e alla programmazione dell’offerta turistico-ricettiva negli strumenti urbanistici comunali) che consenta la possibilità di trasformare un albergo tradizionale in Residenza turistico alberghiera, individuando eventualmente vincoli specifici. «Questi obblighi – ha detto Melgrati – come il vincolo di destinazione d’uso per un periodo compreso dai dieci e i venti anni, l’impossibilità di accatastamento diverso da quello unitario e il vincolo alla gestione unitaria delle strutture di tipo Rta così trasformate, sono peraltro già presenti in alcuni Puc in vigore, come quello di Alassio. È grave che venga impedito ad un albergatore di trasformare il suo albergo in struttura turistico ricettiva».

L’assessore all’urbanistica e vicepresidente della Giunta Marylin Fusco ha risposto: «Non è nel programma dei questo assessorato, allo stato degli atti, alcuna modificazione alla disciplina della legge regionale 1/2008 nel senso esposto dall’interrogazione, considerato anche che molti Comuni liguri hanno in corso il procedimento di adeguamento della rispettiva disciplina urbanistica alla medesima legge regionale 1/2008. Per cui non sarebbe opportuna una modifica che creerebbe disparità di trattamento nei confronti dei Comuni che hanno già ottemperato alle disposizioni in materia». Fusco ha quindi puntualizzato: «Peraltro la valutazione dell’ipotesi prospettata dall’interrogazione in discussione non può non essere associata ad una eventuale e più organica revisione in materia di classificazione delle strutture ricettive, di competenza dell’assessorato al turismo. E a questo proposito è stata elaborata una proposta di linee di indirizzo per la modifica della predetta legge che, al fine di valorizzare gli immobili vincolati ad uso albergo, contempla l’ipotesi che per quelli che versano in condizione di forte degrado, possa essere ammessa la trasformazione d’uso, tra l’altro, in una struttura ricettiva tipo residenza turistico alberghiera, subordinatamente a precise condizioni».

Prevenzione frane nell’entroterra di Levante

Gino Garibaldi (Pdl) ha presentato un’interrogazione alla Giunta per sapere quali risorse la Regione abbia stanziato ed impegnato per far fronte alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle zone a rischio e «se esista un piano di allerta in grado di evitare il ripetersi dei soliti e pesanti danni che ciclicamente colpiscono con particolare gravità il territorio del Levante Ligure. «Sono evidenti i ritardi nella prevenzione e controllo sulle zone a rischio – ha affermato -come ad esempio nei Comuni di Uscio, Terrile di Uscio, Lumarzo ed altre località che presentano gravi dissesti».

Ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano: «Si sta lavorando alla prevenzione: pulizia di torrenti e tombini, la cura del nostro territorio, del bosco, stiamo contrastando la cementificazione selvaggia. L’abbandono delle campagne non facilita il lavoro di prevenzione». Ha quindi spiegato: «La programmazione degli interventi avviene in base alle richieste delle Province, che coordinano le segnalazioni pervenute da parte degli Enti locali. Nella definizione delle priorità per il finanziamento degli interventi di difesa del suolo si tiene conto principalmente della presenza e del numero di abitazioni o, in generale, di insediamenti che comportino una presenza umana permanente all’interno dell’area a rischio. Nello specifico non risultano agli atti del competente settore regionale richieste di finanziamento per interventi di difesa del suolo nei territori dei Comuni di Uscio e Lumarzo. Ha quindi specificato: «Le risorse impegnate nel 2010 per la difesa del suolo sono state pari a 6 milioni e .659 mila euro, di cui 5 milioni destinate a garantire il cofinanziamento dell’accordo di programma stipulato con il ministero dell’Ambiente per il finanziamento di un lotto dell’adeguamento idraulico strutturale della copertura del torrente Bisagno e la restante parte per il finanziamento del programma annuale. Detto programma ha previsto interventi e studi e progettazioni per oltre 3,3 milioni di euro». Ha infine precisato che «la Regione stanzia annualmente risorse per fronteggiare gli eventi che colpiscono il territorio ligure, per contribuire alle spese sostenute dagli enti locali, per la rimozione di pericoli incombenti e per il ripristino dei servizi essenziali »

Garibaldi ha sottolineato la necessità di monitorare l’entroterra ed ha preannunciato una proposta di legge per la valorizzazione delle aree interne.