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Ospedale Recco: ora serve la "banca del tempo"

del 03-04-2011

La vicenda dell'ex ospedale di Recco (ma vi sono 16 dipendenti e funzionano radiologia e ambulatori) sembra avviarsi su un binario morto. All'accordo Comune-Regione (casa della salute, centro riabilitativo privato, dieci posti letto gestiti dai medici di famiglia) si sono accavallate quelle del "Comitato contro la chiusura" che vuole l'apertura del posto di primo intervento e un reparto di medicina; due richieste di buon senso e di grande necessità ma, a questo punto, di difficilissima attuazione. E a nulla è valsa la mediazine del consigliere regionale Armando Ezio Capurro perchè i il reparto di Medicina continuasse a funzionare fino all'apertura dei posti letto gestiti dai medici di famiglia.

Le richieste del Comitato non sono campate in aria poiché Recco e il Golfo Paradiso fanno parte della Asl 3 e in caso di necessità, chi ha necessità,  viene trasportato dapprima al pronto soccorso di San Martino dove i memo gravi attendono ore prima di essetre assistiti e poi ricoverato a Sampierdarena o Voltri che per un anziano (visti anche i trasporti esistenti) sono distanti anni luce: non tanto per il ricoverato, quanto per i familiari che lo assistono.

Domani dovrebbe cominciare lo sciopero della fame di almeno due membri del Comitato, lo scopo è quello di ottenere quanto richiesto, ma anche desta l'attenzione perché la Regione affretti i tempi e mantenga fede all'accordo stipulato con il Comune.

La necessità maggiore per venire incontro alle esigenze degli anziani, è tuttavia quella di trovare volontari che si mettano a disposizione con i loro mezzi (una volta alla settimana, due volte al mese, quanto più è possibile) per accompagnare chi ne ha necessità ma non la possibilità, nei nosocomi genovesi. Un servizio tipo "banca del tempo" che potrebbe essere gestito in ogni Comune (Recco, Camogli, Uscio, Sori) dalle pubbliche assistenze e dall'Avo il cui compito sarebbe quello di mettere a disposizione un centralino e far incontrare i volontari con chi intende fruire del servizio. Sarebbe un'evoluzione del volontariato adattato alle tristi necessità di una sanità che penalizza in particolare gli anziani.