Lettere/ “‘Santa’: Pasqua nelle Rsa, riflettiamoci”

Da Alessandro Schiasselloni riceviamo e pubblichiamo

Seduti davanti a un piatto farcito di mille colori brindiamo alla resurrezione del “Salvatore”.

Il Santo giorno dove il rito del sedersi insieme a tavola, fermando la frenesia quotidiana del panino veloce a pranzo di un Mondo che ha perso il suo freno, mangiamo e beviamo per saziare l’infinita golosità di un piacere che in questa ricorrenza deve appagare il palato di un ospite inatteso, Sig. Covid 19.

Vecchi riti dell’antica Roma che ci portiamo appresso e che segnano le nostre usanze di festa guardando il telegiornale mentre le gente muore ma è solo un film….., sono fatti che non ci toccano per cui continuiamo pure a mangiare.

Riempiamo i nostri calici di vino….

Le frasi scorrono tra un boccone e l’altro quelle di chi vive quest’anno di pandemia tra colori di un arcobaleno dopo la tempesta, ma per ora piove ancora sulle teste di chi non ha ancora capito che le tre regole semplici per ridurre la pandemia sono: distanziamento, mascherina nei luoghi chiusi o dove non si può mantenere la distanza di almeno 1 metro e lavarsi le mani senza toccarsi gli occhi, il naso e la bocca, il resto a cosa serve?

Come il nostro amato sport del calcio ricordiamo i festeggiamenti dell’Estate 2020, pensavamo che il vantaggio dei goal avesse messo al sicuro il secondo tempo di una partita contro la Natura, ma dopo questi festeggiamenti abbiamo scoperto che la partita continua, ora siamo al secondo tempo.

Speriamo la vittoria senza andare ai supplementari o ai rigori, si vive questa Primavera con la speranza che il sole spenga la furia dell’epidemia come Natura ha fatto l’anno scorso. Cosa accadrà al 90° minuto del secondo tempo?

Le previsioni sono tante, la palla è rotonda e solo il fischietto di Dio darà la vittoria a chi?

Speriamo di non giocarsela ai supplementari o ai rigori.

Cosi è la vita, così è …….

In questa ricorrenza si sommano tante emozioni, oramai siamo sfiniti nei sentimenti e nei pensieri positivi.

L’eco delle sirene nel colore “rosso lockdown” necessario per pulire l’ignoranza e l’ego umano, riecheggiano nella nostra città come un anno fa, ma ora sono meno dolorosi per molti, ma fanno paura lo stesso.

Per noi che abbiamo in nostri cari chiusi nelle RSA invece il tempo si è fermato al 2020.

Nella mente ho fisso le immagini di nonni e nonnine, di quei bambini senza età pronti in fila seduti sulle loro carrozzine, mutilati di arti e di parola ad aspettare un “ciao come stai”, una caramella, un “abbraccio” uno dei tanti pensieri “felici” di chi come il sottoscritto ogni giorno dedicava quei pochi minuti, di quei maledetti 1440 che scandisce la nostre vere e false necessità.

Andare a trovare la sua famiglia, quella vera, quella non di Facebook o Instagram, quella fatta di rughe e capelli bianchi senza trucco e software senza età, quella dove i “mi piace” sono veri e nascono dal cuore di chi ama la vita e merita di vivere senza morire soli in un letto mentre nessuno è lì a tenergli la mano.

Questi anziani sono la nostra Santa Margherita Ligure in questo Mondo così perfetto che nasconde la crudeltà dell’abbandono per necessità “sanitarie” e “eccessivo zelo” di regole dove i contagi e le morti regolano le casse delle seconde case per fare vacanza al mare o in montagna mentre la gente muore.

Rinchiusi in una stanza, alettati per forza e per necessità igieniche a guardare un muro bianco e questo da mesi, questa sarà la loro Santa Pasqua.

Così oggi, mentre voi state gustando la privazione della libertà, fermatevi un minuto in silenzio, un minuto a respirare profondamente con quel muscolo chiamato diaframma che amico è del cuore.

Pensate che ogni giorno la storia se ne sta andando dietro a quel numero senza fine dove morti, vivi e contagiati giocano a tennis ogni giorno e intanto la vera storia della nostra città e del nostro benessere (se benessere è) se ne sta andando abbandonata da tutti e legata a leggi fatte per chi vive per produrre soldi e dare soldi allo Stato e non per chi prende soldi dallo Stato e risulta solo un segno meno nel bilancio di un’Azienda che non vuole mai e non può permettersi di perdere troppo benessere, così ogni guerra è stata e anche oggi questa è guerra, dove le armi non sparano proiettili ma parole che rimbalzano sui muri e colpiscono il bersaglio ma bensì chi era lì tranquillo a vivere la sua vita rispettando le regole della convivenza sociale e morale.

Cari politici, cari cittadini della nostra città della “rose”, scusate della Madonna delle Rose, a oggi avete abbandonato la storia della nostra città, dedicate ogni giorno lodi al futuro dopo il covid, sorridete davanti ad uno scatto di uno smartphone e all’ennesimo trofeo di “andiamo avanti a tutta” perché sapete che i voti dei vivi e sani contano tanto, che i nonni e le nonne che i trovano nella nostra RSA non conteranno sicuramente alle prossime elezioni, visto che saranno a vita migliore.

In questa Domenica e Lunedì dell’Angelo, fermate il vostro Ego dove è necessario per fare politica vincere ogni giorno sull’opposizione, pensate che in questo minuto di silenzio e respiro profondo voi potete poi respirare, ridere, amare e riempirvi lo stomaco di dolci pietanze fino a saziare quello che serve solo alla mente, ma non al vostro corpo.

La gente nelle RSA sta morendo per carenza di supporto tecnico, sarebbe normale non solo vaccinare chi ha l’età ma fornire aiuti per far rialzare chi nel letto non ci deve stare.

La dentro si potrebbero fare tante cose per portare un po’ di sorriso e di aiuto, ma per farlo bisogna guardare “indietro” verso il passato che non è un libro di storia istituzione delle guerre vinte da chi ha combattuto per la pace uccidendo per ottenerla non per necessità ma per ingordigia di righe su un mappamondo senza righe dove tutti siamo uguali.

Così se il Covid arriva e guarisce anche a 90 anni e oltre, la solitudine arriva e non passa, tutti nelle stanze, tutti nei letti, tutti ad aspettare di morire senza un sorriso senza l’abbraccio di chi fa parte del suo sangue.

Dedico questa lettera (portavoce di altri figli di Dio e di chi si trova la dentro per necessità e per tutela non potendo farlo con le proprie cure a casa) a tutte le persone che in silenzio quest’anno se ne sono andate, il “silenzio degli innocenti” vince ancora e a oggi il “pianto delle famiglie” nate nella nostra Santa Margherita Ligure del dopo guerra, quelle che cucivano la rete a mano per pescare il cibo, il tombolo per trasformare arte un pezzo di stoffa bianco, quelle che fasciavano il pane in un pezzo di carta senza batteri e virus, quelli che sono la nostra vera origine, loro stanno morendo soli in un letto dove il pannolone segna il tempo delle necessità fisiologiche di un corpo messo a letto per paura della legge e di sbagliare, perché ad oggi siamo messi così.

Buona Pasqua, festa di chi crede in Dio, chi crede nella Famiglia.

Non lamentatevi se un giorno i vostri figli non avranno i valori dei nostri anziani datati 1920-30-40…., perché anche se la vita scorre su un display oltre la velocità della luce, quello che accade oggi sarà il vostro “silenzio degli innocenti”.