Portofino: nasce il “Comitato per il Parco Nazionale”

Dal  Comitato per il Parco Nazionale di Portofino – Tutti per il Parco”, coordinatore Alberto Girani, riceviamo e pubblichiamo
 
 Il 24 febbraio 2021 si è costituito nel Golfo Paradiso il “Comitato per il Parco Nazionale di Portofino – Tutti per il Parco”, composto da Associazioni, Cittadini e Cittadine, Circoli Pd territoriali,  dal “Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino”, Friday For Future, Linea Condivisa, Lista Sansa, Liste civiche, aperto a tutti gli interessati e in fase di strutturazione, per sostenere la concreta istituzione del Parco Nazionale, già previsto dalla Legge.

Si tratta di un insieme di persone che si sono riunite spontaneamente, insoddisfatte dell’andamento dell’attuale gestione del Parco di Portofino, commissariato da oltre un anno, e dall’impossibilità di sviluppare una riflessione seria e approfondita su come si possa concretizzare in una maniera ampiamente condivisa l’opportunità del Parco Nazionale  per il territorio.

Sono passati tre anni, e la scelta della Regione Liguria e di alcuni amministratori locali, combinata al commissariamento dell’Ente e alla nuova Legge Regionale sui parchi, nuovamente impugnata e che sarà nuovamente cancellata per incostituzionalità, ha portato a danni profondi.

L’esperienza del vicino Parco Nazionale delle Cinque Terre, pur con le sue contraddizioni legate a un turismo troppo sviluppato, ci parla invece di una rinascita economica e occupazionale che beneficia di trasferimenti da parte dello Stato e dell’Europa di oltre 10.000.000 (dieci milioni) di euro l’anno, (anche oggi in tempo di crisi).

– Non ci hanno convinto le rassicurazioni del commissario Donadoni, sicuro com’è che tutto vada bene in un Ente che non ha ancora il bilancio e che da tempo opera pagando le sole spese ordinarie obbligatorie di sopravvivenza di sede e personale, e contento di ricevere solo 660.000 euro l’anno per il Parco regionale di Portofino al posto del milione al mese del quale potrebbe disporre con il Parco Nazionale.

– Non ci piace perdere le occasioni di utilizzo dei fondi regionali, nazionali ed europei disponibili (a chi piacerebbe??). In questo modo si sono già persi due anni di lavoro, un periodo nel quale si sarebbero potuti effettuare gli interventi ipotizzati adesso per il 2021.  Regione Liguria ha immobilizzato e reso innocuo il Parco con una paralisi amministrativa e tecnica, per dimostrare che “se non funziona regionale, figuriamoci nazionale”. Un’argomentazione sostenuta dalla diffusione di informazioni confuse su bilanci e confini.

– Noi pensiamo che la Regione Liguria e alcuni amministratori locali non siano in grado di tutelare e sviluppare questo territorio ricco di pregi e di potenzialità. Viviamo un periodo molto difficile, e per disporre dei fondi previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, (che l’Italia dovrà presentare per ottenere i finanziamenti del Next Generation Ue, dall’Europa), servono capacità progettuali anche a livello locale.

– Noi crediamo fermamente che la costruzione di un Parco Nazionale sia la soluzione migliore per evitare scelte dall’alto. Nell’elenco delle opere che Regione Liguria ritiene debbano essere finanziate, questo territorio risulta totalmente  assente. Chi glielo racconta ai giovani?

 Il “Comitato per il Parco Nazionale di Portofino – Tutti per il Parco”
intende:
 – discutere non solo di confini, ma anche del progetto che il Parco e i territori vogliono attuare;
– intraprendere un percorso informale e aperto a chi intenda ragionare sul presente e il futuro di questo territorio;
– sviluppare proposte realizzabili, che consentano di realizzare un Parco condiviso, partecipato e fondato sulle esigenze dei cittadini superando sterili dispute ideologiche, partitiche e strumentali;
– crescere di numero per ampliare il complesso del territorio interessato dal Parco di Portofino, condividendo i bisogni della Fontanabuona e del Tigullio;
– confrontarsi, elaborare, condividere e proporre soluzioni attuabili e concrete;
– fornire dati corretti ai cittadini per eliminare la mole di informazioni poco attendibili su cosa si possa o non si possa fare in un Parco Nazionale;
– fornire ipotesi realistiche su bilanci e sulle ricadute occupazionali e ambientali, sul territorio compreso in un Parco Nazionale, non dimenticando l’area marina protetta e il collegamento con il Santuario dei Cetacei.