Lettere: “La pericolosa falesia tra Camogli e Punta Chiappa”

Da Umberto Masucchi riceviamo e pubblichiamo (Dobbiamo però dire che  da anni Comune di Camogli e Regione si occupano concretamente e con  notevoli stanziamenti della zona, come ben sanno gli abitanti di Sam Rocco; anche al cimitero di Camogli sono in corso lavori di consolidamento. Sulla validità degli interventi non sta a noi pronunciarsi)
 
 Salve, ho già scritto un’altra volta sulla pericolosità della costa sul lato di Camogli devastata periodicamente dalle mareggiate. Tutte le volte che vado a farmi un giro sul monte di Portofino e c’è il mare grosso ci penso. Con il livello del mare che si innalza sempre di più a causa del riscaldamento globale, è inevitabile che poi succedano episodi tremendi come quello che è successo lunedì 22 febbraio, quando una parte del Cimitero di Camogli è crollata.

Il mare avanza e continuerà ad avanzare: è nella sua natura. Sta a noi esseri umani senzienti mettere degli argini, prima che sia troppo tardi. Una diga di massi disposta ad hoc sotto la costa potrebbe infrangere il moto ondoso e impedire che le onde arrivino a colpire in pieno la falesia come accade adesso. E’ una costa fragile, tutto il lato da Camogli fino a Punta Chiappa. Spesso durante i miei giri sul monte di Portofino, ho sentito persone di San Rocco lamentarsi della situazione, dato che loro ci vivono lì sopra. Ogni tanto si stacca una frana, ci sono foto e video che girano, un po’ di rumescio come lo chiamiamo a Genova, ma poi tutto finisce lì. Fino alla prossima frana e così via.  Da tempo dura questa situazione e sembra che a nessuno interessi. Ci voleva questo brutto episodio per fare capire che la situazione è grave? Mi fa una tristezza infinita pensare all’abbandono nel quale viviamo o sopravviviamo. Presto prima che sia davvero troppo tardi!