Chiavari: dai vaccini alla situazione della San Giorgio

Da Luca Garibaldi, consigliere e capogruppo regionale del Partito Democratico riceviamo e pubblichiamo

 Ciao,
 
il 21 gennario di un anno fa si verificava in Italia il primo caso di COVID 19, a Codogno. Una giornata che avrebbe cambiato rapidamente il mondo come lo conoscevamo: l’esplodere dell’epidemia, il lockdown, il collasso del sistema sanitario, la rivoluzione nella vita di tutti che ancora oggi stiamo vivendo, un anno dopo, con quasi 111 milioni di casia accertati e 26 milioni di morti nel mondo – 3 milioni di contagi accertati e oltre 95mila vittime solo nel nostro Paese. 
 
E’ passato un anno, e la strada che ci potrà portare fuori dalla pandemia è rappresentata dai vaccini, arrivati a disposizione a fine 2020, con una risposta mondiale senza precedenti.
 
In Italia da questa settimana sta entrando nel vivo la campagna di vaccinazione destinata agli over 80. Una campagna difficile, dove alcune regioni sono più avanti e altre indietro, ma che ha l’obiettivo di proteggere più persone possibili, nel tempo più rapido possibile, per contenere l’epidemia COVID 19.
 
L’immagine che ho scelto questa settimana è semplice nella sua forza: la Senatrice a Vita Liliana Segre che ha dato l’esempio, con parole chiare e semplici nella loro forza: “Ho sempre creduto nei vaccini. Quindi da nonna novantenne dico ai miei ‘fratelli’ e alle mie ‘sorelle’, che arrivano a questa età, di non avere paura e di fare il vaccino. Ho paura della malattia, non del vaccino”. 
 
Ed è proprio il tema della massima adesione a questa campagna una delle sfide a cui si dovrà rispondere nelle prossime settimane, a livello nazionale e locale.
 
Il piano vaccini
 
Parto da alcune considerazioni sulla strategia nazionale, che sarà la priorità del nuovo Governo Draghi: gran parte della velocità di vaccinazione è legata all’approvigionamento dei vaccini e nelle consegne da parte delle case farmaceutiche. Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Un tema che andrà affrontato anche a livello europeo, per esercitare una richiesta coordinata alle case farmaceutiche, sia nell’aumento della produzione, sia nello studio di nuove procedure – conversione di stabilimenti che producono su licenza, nuove opzioni sui vaccini – che consentano di superare le criticità che vediamo e la “guerra dei vaccini” che si sta palesando a livello internazionale. Ed è inaccettabile che in questa partita le case farmaceutiche – come sta facendo AstraZeneca in queste ore – riducano le quote di vaccini a disposizione dei singoli Paesi.
Si tratta di una partita che cambia ogni giorno, e che si aggiorna a seconda dell’ingresso di nuovi vaccini autorizzati: si attende la risposta delle autorità regolatorie per il nuovo vaccino Johnson & Johnson, che ha procedure semplificate e potrebbe accelerare di molto la copertura durante la primavera.
 
Come è la situazione in Liguria?
La prima settimana è stata di luci e (tante ombre). Da inizio settimana è iniziata ad entrare nel vivo la campagna di prenotazione, su un piano approvato da ALISA in data 15 febbraio (lo stesso giorno) e che abbiamo potuto discutere in Commissione Sanità solo nel pomeriggio stesso.
Nei giorni successivi abbiamo potuto riscontrare una serie di problematiche e di ritardi che rendono questa partenza un passo falso, nonostante le solite dichiarazioni minimizzanti della Giunta Regionale. 
 
Per fare alcuni esempi delle criticità che abbiamo individuato(se ne hai altre, scrivimi qui):
 
La lista d’attesa delle vaccinazioni – che originariamente doveva completarsi entro metà maggio – è andata lunga fino a giugno, con rallentamenti inaccettabili e che non sono legati alle carenze di vaccino, ma a problemi organizzativi nella gestione delle agende e dei punti di vaccinazione.
Mentre si aprivano le liste di prenotazione non erano ancora chiari e definiti i punti di vaccinazione – anche quelli Comunali – che stanno componendosi ancora in questi giorni: un aspetto che ha intasato alcuni centri a scapito di altri e ha portato numerosi disagi e spostamenti.
Si aprono una serie di centri nei vari Comuni e nei municipi ma non è chiaro come Regione intenda supportarli e tenerli aperti – senza dispersioni di energie – dal punto di vista del personale messo a disposizione. Il rischio di aperture a spot e di poche giornate rischia di non far accelerare la campagna.
Il piano distingue tra chi – impossibilitato a muoversi – può fare il vaccino a casa e chi deve prenotare. Chi si trova nella prima situazione ad oggi in gran parte non sa quando potrà farlo. 
I medici di medicina generale e i farmacisti sono stati coinvolti solo dopo l’inizio delle prenotazioni, con una perdita del ruolo e della possibilità di attivazione che potevano avere in questa fase. Stessa cosa le organizzazioni di  volontariato e le Pubbliche Assistenze.
 
Su questo aspetto martedì scorso abbiamo avanzato una proposta che speriamo venga presa in considerazione: visto che molte persone non si muovono con facilità, nonostante possano andare a ricevere il vaccino nei punti dedicati, perchè non prevedere – invece che i mezzi pubblici – che al momento della prenotazione ci sia anche la possibilità di usufruire di trasporti dedicati – come per le visite mediche – direttamente in convenzione con le pubbliche assistente, il cui personale è già stato vaccinato? E’ una proposta semplice, ma importante.
Come si vede, la prima settimana del piano della Regione – sito di prenotazione a parte – non ha brillato, per usare un eufemismo. Anzi. 
 
La situazione è complessa, non si deve affrontare con il ditino puntato, ma il sistema si è dimostrato fragile, per via dei ritardi nell’impostazione. E il confronto anche rispetto ad altre regioni è evidente. I dati attuali ci dicono che la Liguria è tra le regioni d’Italia per percentuali di vaccinazioni è la penultima d’Italia.
 
E – di fronte a queste situazioni – invece della solita polemica contro il ritardo nelle consegne dei vaccini  – andava costruita una risposta organica che parta da: riprogrammazione e anticipo delle prenotazioni, per rispettare i tempi, migliore organizzazione territoriale, garanzia del personale dedicato ai centri vaccini e iniziative a supporto che coinvolgano tutti gli attori possibili. Sono solo alcune delle nostre proposte per accelerare il piano vaccinale che formalizzeremo nei prossimi giorni.
 
La zona arancione
 
E non si tratta dell’unico errore di queste settimane nella gestione sanitaria.  Il caos della zona arancione è evidente.
Da tre settimane – anche senza raffinati modelli statistici – è evidente che sul confine con la Francia, e nella provincia di Imperia c’è una situazione fuori scala rispetto al resto della Regione. Negli ultimi giorni i nuovi casi nella provincia di Imperia superano quelli nella città  di Genova, e un quarto dei nuovi casi da febbraio ad oggi di tutta la Liguria sono concentrati lì, in particolare attorno a Ventimiglia e Sanremo.
 
Mentre tutti i Presidenti di Regione – destra e sinistra – in presenza di focolai e situazioni complicati intervengono con ordinanze regionali, Toti da inizio febbbraio ha deciso di non fare niente, sperando che “passi la nottata”. E invece il risultato è che ancora in questi giorni i casi aumentano e condizionano la crescita dell’epidemia in tutta la regione, trascinata la scorsa settimana in zona arancione: dal report di venerdì il nostro Rt è ancora in aumento. E nonostante sia nota una delle cause, non si interviene.
 
La gestione della pandemia continua a non essere affrontata con decisione e con scelte politiche, ma con il pilota automatico della burocrazia e degli uffici, mentre chi dovrebbe occuparsene da Assessore alla Sanità passa più tempo a Roma a presentare i nuovi gruppi parlamentari del suo partito che a firmare ordinanze contro la pandemia nella sua regione.
 
L’emergenza femminicidio
 
Clara Ceccarelli, venerdì scorso è stata uccisa dal suo ex compagno, nel pieno centro di Genova, mentre era al lavoro. Solo nell’ultima settimana sono state uccise dai propri compagni, ex compagni, tre donne Nel 2020 sono state 114 le donne vittime di femminicio, e 13 nei primi due mesi dell’anno. Una ogni quattro giorni. 

È una tragedia immane sempre più diffusa, una emergenza nazionale che obbliga ancora una volta ad una riflessione e ad una assunzione collettiva di responsabilità da parte della società, a partire dagli uomini in particolare, rispetto a codici patriarcali ancora molto presenti, di una concezione delle relazioni tra i generi basata sulla negazione dell’autodeterminazione femminile. E la politica deve reagire, una volta per tutte, con azioni concrete per invertire la tendenza, dal rafforzamento degli strumenti repressivi e di tutela necessari, e un investimento sulla prevenzione e sul concreto rispetto della parità di genere, a partire dall’educazione all’affettività.
 

Il nuovo governo, il discorso di Draghi

Mercoledì scorso il nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto il suo primo discorso al Senato. Possiamo a mio parere attendere per qualsiasi tipo di giudizio: i tempi sono incerti e la compagine di Governo così vasta che difficilmente qualcuno potrebbe darne adesso una valutazione oggettiva.
 
Ci sono una serie di punti che però ha toccato e che, anche sottolineati dagli applausi, credo che siano assolutamente condivisibili, oltre che il minimo indispensabile da cui ripartire.
“La nostra prima sfida sono i vaccini, non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di rendere possibili in tutte le strutture disponibili” parlando dei vaccini, la prima e più grande sfida del Governo;
 “Il Governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche” e ancora “Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta” parlando della ripresa economica e dell’ambiente. Parole politiche, che dette da chi è stato conosciuto come l’ex Presidente della BCE indirizzano bene le priorità. Prima di tutto le persone.
“Oggi l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere” come frase ferma, punto di riferimento a cui tutte le forze di Governo dovranno mirare, anche chi si è svegliato europeista qualche ora fa.
“Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni”, parlando dei giovani come fine ultimo a cui dobbiamo tendere tutti per il nostro operato.
“Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rose richieste dalla legge”, parlando delle donne. Partiamo da qui, dopo giorni di discussione in merito alla colpevole poca presenza di donne all’interno del Governo. Lavoriamo seriamente perché le donne, e i loro ruoli in politica, non rimangano solo un emendamento o una concessione di una nuova legge elettorale.
 
Passando poi per la scuola, per la riforma del fisco per arrivare al Recovery Plan con la digitalizzazione la cultura, la transizione ecologica, la formazione e la ricerca specificandone la durata e di chi questa importante partita la gestirà, ossia il ministero dell’economia in stretta collaborazione con i ministeri competenti.
 
Vi lascio qui il discorso completo. Ci sono molti passaggi oltre a quelli che vi ho citato che mi sono piaciuti molto. Fatemi sapere anche voi cosa ne pensate.
 
 La settimana in Regione

Martedì scorso durante il Consiglio regionale erano alcune le pratiche su cui sarei dovuto intervenire, alcune anche più locali (Linguistico a Chiavari) che però per l’assenza dell’Assessore competente per impegni istituzionali non siamo riusciti ad affrontare.

Vorrei però porre l’attenzione sulle due risposte che il Presidente Toti, in quanto Assessore alla sanità, mi ha dato riguardo le mie interrogazioni circa l’utilizzo dei testi antigenici rapidi, quali vengono usati e come vengono indicati nel bollettino.

Una risposta troppo vaga, e poco seria, che sta a dimostrare per l’ennesima volta quando un Assessorato così importante e delicato, sempre, ma in un periodo come questo ancora di più, non possa essere nelle mani di chi già ricopre altri assessorati, oltre alla carica di Presidente, e che nel frattempo sta più a Roma in cerca di nuovi adepti che in aula o negli uffici di Via Fieschi.
 
Il prossimo consiglio
 
Nel prossimo Consiglio, quello di domani, i temi centrali del dibattito saranno come sempre quelli incardinati al tema sanitario e alle vaccinazioni, con la richiesta di alcune priorità e con la richiesta di alcuni dettagli circa il funzionamento della campagna vaccinale regionale.

Ci sono poi altri argomenti che spero riusciranno ad essere trattati:
Un tavolo permanente per l’emergenza viabilità, che ancora adesso sta creando troppi disagi a chi percorre quotidianamente le nostre strade, da Levante a Ponente;
Un chiarimento circa la proroga per l’apertura di nuovi ipermercati, segno assolutamente negativo nei confronti del piccolo commercio che in realtà avrebbe bisogno, specie in un momento del genere, del massimo sostegno
L’accesso gratuito alle donne residenti in Liguria al Nipt Test, un test sicuro per la donna e per il bambino
La mozione firmata fa tutti i capigruppo, eccetto Stefano Mai della Lega, sulla richiesta di liberazione di Patrick Zaki.
 
Incontri della settimana
 
In settimana c’è stata la manifestazione antifascista sotto Palazzo Tursi a Genova di risposta all’ordine del giorno approvato in Comune a Genova che equiparava il fascismo al comunismo, istituendo inoltre un’anagrafe anticomunista.

Sono stato contento di essere riuscito a presenziare in questa importante occasione, e completamente in sicurezza, insieme ad Associazioni, colleghi Consiglieri e cittadini per ribadire, ancora una volta, la nostra storia, da dove veniamo e le nostre Radici, per sottolineare che la storia del nostro Paese è profondamente antifascista.
  
Prossimi appuntamenti
 
Giovedì alle ore 18 interverrò all’incontro organizzato dal Partito Democratico de La Spezia e dal Forum Sanità Provinciale dal Titolo “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, occasione di rinnovamento del Sistema Sanitario Nazionale”  una occasione utile per affrontare la necessità di riforma del Sistema Sanitario alla luce della pandemia COVID 19. Tra i relatori, i responsabili del Forum Sanità, esperti, i colleghi Davide Natale e Roberto Arboscello. Le conclusioni saranno affidate all’On. Paolo Siani e a Beatrice Lorenzin.
 
 Nel Tigullio

 Ci sono stati dei piccoli sviluppi circa la pessima storia delle lavoratrici e dei lavoratori della Lavanderia San Giorgio.

La scorsa settimana come promesso sono stati auditi in Regione e sembra che un piccolo passo avanti sia stato fatto per tutelare quelle donne e quegli uomini che si sono trovati senza lavoro dal giorno alla notte, e per riuscire a far tornare in Fontanabuona una realtà occupazionale ed economica così importante.

 Diretta

Vi lascio qui la diretta della scorsa settimana, in cui ho affrontato il tema della campagna vaccinale regionale, riscendo a raccogliere un po’ delle vostre testimonianze che sicuramente facilitano il nostro lavoro da Consiglio ispettivo per riuscire a proporre soluzioni ai problemi riscontrati in questo periodo.

Come sempre poi, vi do appuntamento a sabato 27 febbraio alle ore 14.30 sulla mia pagina Facebook per la diretta settimanale di aggiornamento sulla politica locale, regionale e nazionale.