Recco: 50 anni di sacerdozio al servizio della comunità

Nel giorno che coincide con la sua ordinazione sacerdotale, don Antonio Servetto ha celebrato la santa messa nella chiesa di San Rocco, a lui affidata nel 1984 dal cardinale Giuseppe Siri, terminata l’esperienza come curato presso la parrocchia centrale dei Santi Giovanni Battista e Bono.
 
È sincero l’affetto che i parrocchiani, e non solo loro, nutrono nei confronti di don Antonio Servetto.
Lo stesso messaggio augurale fatto pervenire dall’arcivescovo emerito Angelo Bagnasco, letto nel corso della celebrazione, testimonia come don Servetto abbia saputo interpretare la vocazione sacerdotale lasciandosi guidare dalla “Preghiera semplice” di San Francesco d’Assisi (“O Signore, fa che io sia strumento della tua parola”), riportata nell’immaginetta stampata nel 1971 in occasione della sua ordinazione.
 
In tanti hanno voluto essere presenti: per ospitarli tutti è stato necessario disporre le sedie anche nel sagrato della chiesa.
L’amministrazione comunale era rappresenta dal sindaco Carlo Gandolfo, dagli assessori Francesca Aprile, Caterina Peragallo e Davide Manerba.
Tra i fedeli hanno preso posto la sorella e i nipoti di don Servetto, gli ex sindaci Gian Luca Buccilli e Dario Capurro.
 
A nome della Città, il primo cittadino ha omaggiato don Servetto con una rappresentazione artistica della Sacra Famiglia di Nazareth che andrà ad arricchire la collezione di presepi ospitata presso i locali della parrocchia. 
Anche Francesca Aprile e Luisa Capurro, in rappresentanza della Pro Loco, hanno voluto donare a don Antonio una raccolta di fotografie della collezione Razeto che contiene le immagini più significative della presenza di don Antonio in città. 
A testimonianza del legame che unisce il sacerdote e la comunità parrocchiale di San Rocco, quest’ultima gli ha donato una rappresentazione della Natività ambientata a Crevari, località sulle alture di Voltri dalla quale il sacerdote proviene.
 
Dopo il canto dell’Ave Maria zeneise (Stella Maris, scritta da Pietro Bozzo e musicata da Agostino Dodero), un lungo e caloroso applauso ha siglato la conclusione della funzione religiosa.
Don Antonio Servetto