Recco: i giovani scrivono al sindaco, “ecco le nostre proposte”

Dal gruppo ‘Giovani Recchelini’ riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Sindaco di Recco

Egregio Sig. Sindaco,

   Le scriviamo nuovamente per chiederLe se ci fossero novità riguardo le proposte su cui ci eravamo confrontati nell’incontro di dicembre. Nella lettera che segue, vorremmo mettere in evidenza tre punti che integrano quanto era stato considerato già precedentemente:

– La realizzazione temporanea di un’aula studio nella Sala Polivalente come obiettivo a breve termine;
– La messa in sicurezza del Parco delle Maestre Pie e la sua apertura a medio termine;
– L’apertura dello stabile a lungo termine.

Siamo a conoscenza del fatto che la Biblioteca comunale abbia riaperto la scorsa settimana e abbiamo piacevolmente osservato che al lunedì l’orario è stato in parte esteso. Ci farebbe piacere sapere se la possibilità di utilizzare anche la sala inferiore, come da Lei proposto, sia in realizzazione.

Tale esigenza è stata mostrata anche in altre Città e iniziative simili sono state fatte, ad esempio, a Sestri Levante (in questo caso lo spazio studio è autogestito da chi lo usa) ed in altri Comuni limitrofi.

In questi ultimi giorni abbiamo letto sulla stampa alcuni aggiornamenti riguardanti l’Istituto Tecnico Superiore Liguria Turismo con sede a Villa Durazzo. Non ci è chiaro se e come il complesso delle Maestre Pie rientri nel progetto e, nel caso, come possa essere integrato con alcune proposte che Le avevamo portato all’attenzione nell’incontro di dicembre.

Tenendo presente la centralità di questo immobile, a pochi minuti a piedi dalla stazione o dal centro cittadino, il complesso era stato infatti individuato dal sondaggio di novembre come sede ideale per il trasferimento della biblioteca e dello spazio studio ad essa associato (adeguato a tale scopo per dimensioni e orari) nonché per la creazione di alcune realtà mancanti nella nostra Città, tra le quali un parco cittadino e un’area callistenica-sportiva, similmente a quanto fatto a Camogli e Chiavari.

In questi ultimi mesi ci sono stati aggiornamenti riguardo le nostre proposte? Crediamo che qualsiasi progetto riguardante la struttura possa convivere con alcune delle nostre richieste, essendo l’area molto ampia. In quest’ottica, una quota parte della struttura potrebbe essere lasciata a disposizione della collettività con spazi studio, esattamente come avviene con le biblioteche universitarie.

Ugualmente, se nel progetto vi fosse la realizzazione di una Aula Magna, questa potrebbe essere utilizzata anche per eventi o convegni cittadini a seguito di un’adeguata convenzione tra il Comune, Città Metropolitana (proprietaria del bene) e lo stesso istituto scolastico.

Questi interventi possono essere concordati e finalizzati solo adesso, quando un progetto dettagliato non esiste ancora (o è in fase di esecuzione), mediante un adeguato dialogo tra tutti gli enti e la cittadinanza stessa; per questo motivo ci auguriamo che tutte le parti, amministrazione comunale in primis, maturino un’idea collettiva.

Difficilmente in caso di realizzazione di un progetto finanziato con NextGenerationEU che non prevede questi interventi si potrà modificare e integrare a posteriori.

Un altro tema a noi caro è la fruibilità del Parco della Villa, che offrirebbe uno spazio verde attualmente non presente a Recco. Basti pensare alla sola varietà di piante presenti: come è tipico per le Ville storiche mediterranee, vi sono cipressi, cedri, rododendri, bouganville, agrumi, piante spontanee (come sambuchi, allori, ligustri), ma anche zone a terrazze con muri a secco con ulivi e alberi da frutta. Abbiamo appreso tali informazioni grazie al dialogo con altri cittadini interessati al tema che ci hanno fornito la perizia del verde eseguita dall’Architetto Burroni nel 2009.

L’assetto attuale del parco rispecchia il pluridecennale abbandono della struttura. Siamo a conoscenza del fatto che il Comitato delle Maestre Pie aveva realizzato diversi anni fa un progetto di riutilizzo e bonifica del Parco, proponendo un cronoprogramma di interventi e una stima dei costi per queste opere. Riteniamo che si potrebbe ripartire da questo progetto già disponibile presso Città Metropolitana, o semplicemente da alcune di quelle idee, e operare nella direzione di recupero ed uso di questo spazio.

La nostra proposta è di non aspettare l’avvio del progetto riguardante l’intero complesso, ma di intervenire già sul parco così da offrire questo spazio alla Città in breve tempo. A nostro avviso, basterebbe mettere in sicurezza l’area verde esistente e valutare se vi sia la necessità di alcune sistemazioni delle percorrenze. A questo andrebbe aggiunta la chiusura dell’area del fabbricato e quindi la separazione con una semplice recinzione tra l’area verde riqualificata e aperta alla cittadinanza e la struttura edilizia, che andrebbe solo successivamente recuperata nell’ottica precedentemente descritta. Gli interventi potrebbero essere in parte svolti dagli iscritti al volontariato civico, o ad altri comitati, come anche in convenzione con scuole o enti presenti nei comuni limitrofi.

Parallelamente, proponiamo di creare due aree attrezzate all’interno del parco, una per l’attività sportiva e una per il gioco dei bambini. Questi interventi non solo fornirebbero servizi utili alla cittadinanza e ai turisti, ma valorizzerebbero anche il progetto edilizio dello stabile stesso, che andrebbe ad inserirsi in una visione più ampia. L’eventuale Istituto Tecnico Superiore, la biblioteca con spazio studio e le altre proposte si troverebbero così immersi in un parco riqualificato e già vissuto dal tessuto cittadino.

In conclusione, riteniamo quindi che sia molto importante ed utile effettuare nel breve-medio termine un primo intervento volto alla messa in sicurezza e all’apertura del Parco. Ulteriori interventi destinati a migliorare la fruibilità (e la versatilità) dello spazio verde potrebbero essere inseriti in un progetto più ampio, comprendente la ristrutturazione degli immobili, che contribuirebbero anche a valorizzare il progetto stesso. Ci auguriamo pertanto di avere nuovamente l’opportunità di incontrarLa per dialogare sulle questioni emerse.