Zoagli: il Comune e la storia infinita dell’eredità Campodonico

Una determina d’integrazione di poco più di 100 euro per spese legali riporta alla luce una vicenda giudiziaria lunga oltre 30 anni. Una vicenda esemplificativa di come vanno a (non) finire certe faccende in Italia. Una vicenda, soprattutto, che al suo sorgere ammontava a 132 milioni delle vecchie lire: tanto, infatti, nel 1994, la signora Angela Campodonico doveva al Comune a titolo di rimborso spese per la degenza presso l’Infermeria Conte Canevaro di Zoagli alla data del 12 settembre 1989, sia per la propria permanenza che per quella della defunta madre. 

Ma qui, lungi dal concludersi, la vicenda si trasforma in una soap opera scandita dai tempi delle procedure di recupero della somma, dilatati da una comunione dei beni che ha reso necessaria la sospensione del procedimento, dal decesso della stessa signora Campodonico, (che nel frattempo aveva maturato un debito ulteriore nei confronti del Comune per la degenza successiva al settembre del 1989) e dalla rinuncia all’eredità da parte dei chiamati ex lege . Ora, “non risultando l’esistenza certa di altri eredi a cui rivolgersi”, la palla passa nuovamente al Tribunale per la nomina di un curatore dell’eredità giacente. Al quale, poi, il Comune potrà rivolgere le proprie pretese creditorie.