Balneari: “Ecco le spiagge che chiedono i bagnanti”

 Da Danilo Bruno, Europa verde Liguria, riceviamo e pubblichiamo

E ora la destra di governo ligure ricomincia il suo stanco e trito “ritornello” con cui chiede nuovamente al Governo un rinvio sine die o meglio per altri quindici anni delle attuali concessioni marittime demaniali ovvero delle nostre spiagge.
Cosa chiedono le persone?
Di poter frequentare le spiagge liberamente e di ridurre la continua occupazione do ogni spazio possibile del litorale da parte dei concessionari privati,che , detto fra noi, pagano anche canoni,che dovrebbero essere finalmente adeguati alla realtà nel momento in cui si uscirà dall’attuale grave situazione di pandemia.
Cosa chiedono alcuni operatori e persone ,che vorrebbero cimentarsi in attività balneari?
Di poter partecipare a gare con tempi di conclusione certi e defniti in modo che cessi l’occupazione perenne delle spiagge e che vengano ristabiliti normali principi di rotazione ma anche di libera disponibilità degli arenili, tornando ad un riequilibrio fra spiagge libere e in concessione,che in alcune zone costiere liguri è sempre piu’ indispensabile oltre alla necessità del funzionamento  di depuratori idonei.
Cosa chiede l’Unione Europea?
Ha aperto un procedimento di infrazione per l’applicazione della cosiddetta Direttiva Bolkenstein affinche’ le spiagge vengano restituite all’uso libero e collettivo delle comunità e ai concessionari a fronte di un prezzo equo da pagare finalmente vengano stabilite lunghezze certe delle concessioni e il ristabilimento di un normale principio di concorrenza,che “i liberisti de noantri” paiono non conoscere.
Possibile che una soluzione come quella per il commercio ambulante (sette anni + altri sette di rinnovo automatico) non possa essere proposta ad un settore da sempre blandito con proposte prive di qualunque senso del rispetto delle disposizioni nazionali ed internazionali?