Rapallo: Toti e il coraggio di immaginare il futuro

Giovanni Toti, nei giorni scorsi al Bristol di Rapallo, ha concentrato in poche parole e in un breve intervento un concetto importante: avere il coraggio di immaginare il futuro del territorio e agire in quel senso, assumendosene le responsabilità.

La redazione dei Piani urbanistici comunali (Puc) dovrebbe partire proprio dall’identità che un Comune vuole assumere in futuro; quali caratteristiche economiche culturali vuole esaltare, quali sono i programmi, le tappe e i tempi per raggiungere il traguardo. Futuro che dovrebbe essere condiviso dalla città nel suo insieme per garantirne la realizzazione anche in caso cambiasse maggioranza.

Il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco (all’elenco potremmo senz’altro aggiungere Matteo Viacava primo cittadino di Portofino e la sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio) hanno obiettivi largamente condivisi che cercano di raggiungere con coerenza; ossia percorrendo una strada lineare che porti ai traguardi previsti.

Spesso, amministratori, cittadini e giornalisti, anziché guardare al mosaico, guardano alle singole tessere.

A Rapallo la gestione di Carlo Bagnasco e della sua maggioranza bulgara, tendono a riportare la città ad un livello vivibile per i cittadini e ad attrarre un turismo di buon livello che offra occasioni di lavoro. L’amministrazione ha subito le gravi conseguenze della mareggiata dell’ottobre del 2018, con l’abbattimento della diga foranea del porto Carlo Riva. Come tutti i colleghi, le conseguenze interminabili della pandemia. Ciò nonostante e nonostante la vecchia rapallizzazione, la città è cresciuta e sta crescendo. Lasciando pochi spazi di critica alle opposizioni esterne che spesso con i loro interventi sembrano diminuire il già modesto consenso; serrati controlli e valutazioni dell’opposizione consigliare.

La città è decisamente migliorata, anche grazie a progetti precedenti a questa amministrazione, oltre alla “cinta ferroviaria”. In centro il restauro degli ex alberghetti di via Gramsci e del Savoia sono indicativi e l’augurio è che il nuovo porto Carlo Riva possa essere un altra tappa verso una Rapallo che, finita la pandemia, sia in grado di riappropriarsi, anche, di un turismo medio-alto.

Rapallo vista dalla funivia