Preghiera dove è morto di freddo il senzatetto Mario

Da Sergio Casali riceviamo e pubblichiamo

Domenica 10 gennaio, alle 20,30, in piazza Piccapietra preghiera in ricordo di Mario la rete dei gruppi e delle associazioni coordinata da don Antonio Lovato che ogni sera assicura un pasto caldo, coperte e compagnia ai senza dimora a Genova si raccoglierà in preghiera per ricordarlo, nel luogo dove Mario dormiva, insieme ai suoi amici, a chi lo conosceva, a chi gli voleva bene.

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Giovedì sera Mario, un senza dimora di origine romena, è stato trovato in condizioni di grave ipotermia nel quartiere di Carignano, nel centro di Genova, ranicchiato dentro un gabbiotto dell’autobus: senza coperte, nel gelo della notte invernale, dopo che si era allontanato da un ricovero ospedaliero.

Mario era molto conosciuto da chi si occupa regolarmente di portare aiuto a chi vive per strada a Genova: da una decina di anni dormiva in zona Piccapietra, nel cuore della città, sotto le sedi delle aziende e degli uffici più prestigiosi. Era stato camionista, ma, dopo aver perso il lavoro aveva iniziato a vagare per l’Italia. Nonostante un serio alcolismo Mario aveva una simpatia istintiva e cordiale e tante, tra le persone che vivono per strada a Genova, cercavano la sua compagnia: non aveva niente, ma conosceva e prendeva sul serio l’arte dell’amicizia. Tanti di noi hanno compreso meglio, accanto a lui, il significato del prendersi cura: tante volte la sera qualcuno di noi lo ha cercato, aiutato, gli ha donato e rimboccato cibo e coperte, conversando e scherzando con lui. Diverse volte i suoi amici di Sant’Egidio lo hanno accompagnato in ospedale. Qualche volta se lo sono anche portato a casa, per aiutarlo a lavarsi e radersi.

Anche giovedì sera i giovani di Sant’Egidio lo hanno cercato, preoccupati della sua assenza anomala.

La notizia della sua morte addolora e ferisce molti. Queste sono le ore del silenzio e del ricordo – lo ricorderemo oggi con una preghiera in piazza Piccapietra insieme a chi lo conosceva, a chi gli vuole bene, a chi si sente colpito dalla durezza della vita dei poveri – ma la morte di Mario chiede anche a ciascuno uno sforzo nuovo di passione e di fantasia per costruire nuovi percorsi di accoglienza e di aiuto, per non lasciare nessuno da solo di fronte al freddo e alla povertà.

Nella foto Mario, parla con un amico della Comunità di Sant’Egidio