Lettere/ “La diga Perfgli e il sindaco di Lavagna”

Da Federico Cardelli riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera inviata al sindaco di Lavagna Gian Alberto Mangiante

Caro Signor Sindaco,

nell’intervista che ha rilasciato a commento della manifestazione dello scorso 19 dicembre, organizzata dal nostro Comitato “Giù le mani dal fiume Entella”, lei così ci rimprovera: “La lacuna è stata che hanno concesso a qualche consigliere di minoranza di ululare una serie di idiozie”.

Il che mi suscita una serie d’interrogativi, che non posso fare a meno di porle.

Aver organizzato una manifestazione che consentisse alle persone, tutte, di esprimersi e di ascoltare, corrisponde esattamente al nostro concetto di democrazia.

Quello che lei definisce una “lacuna”, e cioè l’aver “concesso” di parlare a chi lo desiderasse, è per noi la base della democrazia, e di decisioni corrette e condivise.

Per quanto nemmeno io abbia sta gran stima della sua minoranza, secondo lei avremmo forse dovuto censurarli? E’ forse questo il suo concetto di democrazia e partecipazione?

Alle nostre manifestazioni parla chi vuole! Ed anzi, dopo gli interventi di Corsi e Di Martino, siete stati più volte esplicitamente invitati ad intervenire al microfono per replicare – e c’eran diversi consiglieri dei vostri in piazza! Perché nessuno s’è presentato? Era forse più semplice rilasciare un’intervista privatamente, per evitare un immediato contraddittorio e – magari – qualche contestazione dalla piazza?

Lei apre l’intervista precisando che il Comune non è tra i destinatari della protesta: e invece, caro Sindaco, lo è eccome!

Perché contrariamente a quanto dice lei, le delibere comunali del PD non son servite “solo a replicare alle osservazioni”: le n°11 e 36 del 2013 esprimono chiaramente l’assenso ai due lotti del progetto!

Cosa aspettate a ritirarle? Dirci che “il ritiro in autotutela è impossibile, se lo facciano spiegare”, oltre che arrogante, è un po’ troppo comodo! Perché non prova a spiegarcelo lei? Neanche don Abbondio era stato così vago!

“Non è possibile impedire questo intervento”, dice poi. E perché allora, nel famoso filmatino girato ai piedi del “segiun” in campagna elettorale (l’ho conservato, sa?) lei prometteva che “nel caso di nostra elezione noi c’impegneremo assolutamente affinché quest’opera non venga realizzata … e quindi noi provvederemo ad ‘abbattere’ questa mostruosità”? Promessa avventata? Oppure ha cambiato idea?… Certo è che tutti coloro che hanno espresso il loro voto sulla base di tale punto programmatico si sentono traditi, ed in fondo lo sono stati.

Dice, infine, che lo scorso ottobre la sua amministrazione avrebbe già “inserito la destinazione agricola dei terreni sull’attuale piano regolatore”. A me la piana oggetto dei lavori risulta sempre interamente edificabile, e pure con indici consistenti. L’unico atto che ho trovato nel senso che dice lei, è una delibera di giunta intitolata “Piana del Fiume Entella – Formulazione obiettivi di mandato ed indirizzo agli uffici comunali”. Che non è esattamente una variante urbanistica!

Insomma, fermo il principio di libertà di tutti di esprimere il proprio pensiero – principio che per noi è sempre stato irrinunciabile – va benissimo se l’amministrazione di Lavagna non vuol prestarsi ad “ululati di strada” e preferisce “fare azioni mirate, concrete e ragionate”: però fatele! La prima cosa che dovete fare, è ritirar le delibere di assenso al progetto. La seconda è la variante urbanistica.

Se non lo farete, potete star certi che l’elettorato, che già oggi si sente tradito, se ne ricorderà!

 

La zona da difendere con la “diga Perfigli” sarebbe questa già attrezzata, come dimostrano le scalette, a subire esondazioni