Le luminarie sotterrano i lutti; parola d’ordine vendere

Purtroppo le luminarie che i Comuni allestiscono, non sconfiggono il covid né sono un toccasana per l’economia che fino a Natale si nutre solo dell’apporto dei residenti. Gli acquisti sono contenuti per almeno tre motivi. Sono centinaia le persone che hanno perso il lavoro specie nel settore turistico e che penano per sopravvivere; chi ha un reddito cerca di risparmiare il più possibile perché teme il futuro; la situazione covid ligure ha frenato l’arrivo di foresti che avrebbero potuto potenziare il commercio.

Se la situazione evolverà positivamente, e si apriranno le “frontiere”, la Riviera potrà avere come sempre una boccata di ossigeno con l’arrivo di turisti tra Santo Stefano e l’Epifania; flusso determinato anche dalla situazione nelle stazioni sciistiche.

Va anche detto che le bellissime luminarie di Chiavari e quelle che via via “riscalderanno” l’atmosfera nelle strade delle altre località, feriscono chi ha avuto lutti; chi non ha potuto essere vicino ai propri cari nel momento estremo. In tanti si chiedono se non era meglio, con i fondi per conferire alle città un’atmosfera irreale, aiutare le famiglie in difficoltà.

Levante News ha sempre sostenuto la necessità di combattere con forza il virus e allo stesso tempo difendere a spada tratta l’economia; il che era possibile responsabilizzando le persone e sanzionando con fermezza i trasgressori.

Ora siamo a un bivio. Tutti aspiriamo ad un Natale il più normale possibile. Occorre però evitare gli errori fatti la scorsa estate che non sono stati l’apertura delle spiagge e delle frontiere; sono state, ad esempio, il via libera alle discoteche e le iniziative che osservavano le regole all’interno di zone transennate, ma consentivano gli assembramenti di chi, dall’esterno, si accalcava alle transenne per vedere o se in seconda e terza fila intravedere gli spettacoli. (m.m.)