Lettere/ “I ciclisti, il parco di Portofino e l’educazione”

Da Mario Parodi riceviamo e pubblichiamo (in teoria ci sono sentieri riservati ai ciclisti ed altri no; alcuni di accesso supponiamo comuni. Ha tuttavia ragione il signor Parodi, sul Monte o sulle strade la convivenza è possibile quando c’è l’educazione).

Che su Monte di Portofino ci siano troppi ciclisti è evidente. Da tempo a tutte le ore uno che passeggia si può trovare di colpo davanti o dietro senza, alcun preavviso,  qualche pedalatore troppo veloce. Alle Pietre Strette come alle Bocche e anche sul crinale che va al Semaforo Nuovo. In giro ho sentito più di un frequentatore protestare per questo fenomeno in rapida crescita. Devo anche dire che alcuni sono gentili e si fermano e lasciano passare chi è a piedi. Se fossero tutti così forse non ci sarebbero problemi. Ma ci sono anche  molti maleducati. Qualcuno dice che è autorizzato. Vorrei sapere da chi e per quale motivo percorre sentieri che sono riservati solo a chi va a piedi. Dicono che loro controllano. Che cosa controllano? E con quale autorità? A me e ad altri sembra che questi ciclisti si stiano facendo solo un giro in bici.