Covid: contatti con positivi, come comportarsi

Il sindaco di Moconesi Giovanni Dondero ha pubblicato in maniera semplice ma incisiva sulla pagina facebook del Comune, una serie di spiegazioni sui test covid che riteniamo utile  pubblicare a favore anche dei nostri lettori.

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Provo a fornire alcuni chiarimenti (mi perdonerete se un po’ prolisso ) perché parlando con molte persone registro un po’ di confusione.
Persona risultata positiva al tampone antigenico (rapido):
il medico di famiglia raccomanda l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa dell’esito del tampone molecolare di conferma da parte del Dipartimento di prevenzione dell’ASL che é il test che attesta ufficialmente la positività e avvia l’analisi epidemiologica per definire i cosiddetti “contatti stretti” ovvero coloro che sono soggetti a quarantena.
Mi soffermo su questo punto, ovvero nel caso di positivitá al tampone rapido ove si raccomanda (non obbliga) l’isolamento fiduciario, su questo, a mio avviso, le autoritá sanitarie devono fare maggiore chiarezza, e su questo punto si sta giocando molto della partita del contagio (in particolare per positivi asintomatici).
Chi é eticamente corretto una volta accertata la positività al tampone rapido si deve mettere in isolamento volontario e avvisare immediatamente i suoi contatti che a sua volta devono assumere comportamenti prudenti e se hanno avuto contatti stretti devono mettersi in quarantena volontaria senza aspettare che arrivino gli accertamenti ASL (che spesso causa i numerosi casi di queste settimane arrivano con giorni di ritardo).
Ricordiamoci che se, nel tempo che intercorre tra il tampone rapido e il tampone molecolare ASL, non abbiamo questo rispetto per noi stessi e gli altri, possiamo contagiare diverse persone.
contatto stretto:
coloro che hanno avuto un contatto con persona positiva nelle 48 ore precedenti all’insorgenza dei sintomi.

Per contatto si intende:

1 – vivere nella stessa casa di un caso COVID-19

2 – aver avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)

3 – aver avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)

4 – aver avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti

5 – trovarsi in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, ambiente di lavoro, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei o per un periodo molto prolungato

6 – viaggiare seduti in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19;

Tutte le persone positive o contatti stretti NON POSSONO USCIRE DI CASA. Possono rivolgersi al Comune per spese a domicilio e, nel caso di positivi, per attivare (é obbligatorio) il servizio di gestione speciale dei rifiuti.
In questa situazione dobbiamo avere rispetto di noi stessi e degli altri, rispettando le regole (non creandone di personali).

Questa forma autonoma e volontaria di autocontrollo, in un’epidemia come quella che stiamo vivendo, é la frontiera più efficace e più forte, per limitare il contagio.
Laddove vi é certezza e prova che le regole non vengono rispettate occorre denunciare i fatti alle forze dell’ordine, per poter agire nei confronti di chi non rispetta le regole (capiamo tutti che le forze dell’ordine non possono controllare tutti questi casi, vorrebbe dire piantonare migliaia di abitazioni h24).

Nella foto il sindaco di Moconesi Giovanni Dondero