Baneari: concessioni, lettera ai Comuni (Levanto, Deiva, Bonassola, Monterosso)

Da Rete Imprese Italia riceviamo e pubblichiamo

Rete Imprese Italia, che  rappresenta unitariamente i balneari di Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti, in merito all’annoso e pesante tema dell’estensione al 2033 delle concessioni demaniali, ha scritto a tutti i comuni interessati (Sarzana, Lerici, Levanto, Monterosso, Bonassola e Deiva) facendo presente che i commi 682 e 683 dell’art. 1 della legge n.145/2018 sono chiari nell’estendere al 2033 la durata delle concessioni c.d. balneari oggi in essere.

Tali disposizioni non richiedono alcun atto di recepimento né da parte delle Amministrazioni dello Stato, né da parte della Regione Liguria. La Regione Liguria ha però attribuito ai Comuni la competenza amministrativa in materia di demanio marittimo con finalità turistico-ricreativo. Pertanto Rete Imprese Italia chiede ai Comuni di applicare senza alcuna esitazione la legge dello Stato. A conferma del fatto che l’estensione dei rapporti in essere è doverosa, urgente e indifferibile ricordiamo che: i decreti rilancio (convertiti in legge) di luglio e di agosto 2020, emanati per sostenere tutte le categorie del turismo contro la pandemia mondiale Covid-19, hanno anche confermato e rafforzato la legge in questione, 145/2018;  tutte queste leggi non sono state contestate né dall’Unione Europea né dalla Corte Costituzionale per cui sono in vigore.

Rete Imprese Italia ritiene che, come già avvenuto in altre realtà liguri, l’estensione delle concessioni demaniali al 31/12/2033 debba essere applicata da tutti i comuni. Il futuro turistico ed economico delle nostre città e del nostro comprensorio va sostenuto da scelte che consentano agli imprenditori di programmare gli investimenti e la promozione turistica delle loro aziende e non da lacci burocratici che lascerebbero al palo aziende sane e fondamentali per la filiera turistica e per il mercato del lavoro del nostro territorio.

L’eventuale ventilata scelta di adottare soluzioni diverse e restrittive rispetto a quanto previsto dalla legge porterebbe a contenziosi improduttivi per tutti e che metterebbero a rischio le economie dei Comuni. Paradossalmente oggi, in Liguria, la realtà è che da una parte abbiamo imprenditori che stanno programmando investimenti e promozione proiettati al 2033 e che possono già proporsi sul mercato per la stagione prossima; dall’altra invece, altri imprenditori, che non sanno neanche se e come potranno affrontare l’estate 2021.