Chiavari: il ‘contributo’ di Giardini alla maggioranza

Da Giovanni Giardini, consigliere comunale capogruppo “Cambia con me! Chiavari da tutelare”, riceviamo e pubblichiamo

In alcuni momenti dell’impegno politico da me assunto, con forte motivazione sociale di operare nell’interesse della Città, vengo indotto a riflettere su quanto si stia facendo e su quello che, invece, si potrebbe fare.

Credo che ciascuno di noi, Consiglieri comunali, debba riflettere sul tema ed iniziare, vista la vicinanza del momento in cui bisognerà confrontarsi con gli  elettori, a redigere un bilancio della propria attività e, contemporaneamente, a pensare su quali prospettive di ulteriore sviluppo  possa continuare a dare il proprio contributo.

Sono note le divergenze che hanno portato alla mia esclusione dall’attuale maggioranza, con motivazioni pretestuose, e non capite da parecchi degli stessi miei vecchi colleghi (il progetto nell’ex area Italgas in via Trieste, di cui mi assumevo la responsabilità nel dichiararne l’inapplicabilità).

A dire la verità, sono lieto che ciò sia accaduto e sono fiero di aver potuto dare il mio contributo alla soluzione di alcuni dei problemi della città e ne voglio citare alcuni:
– Depuratore di Vallata dell’Entella in Colmata
– Lo Scolmatore, in alternativa all’ innalzamento degli argini e dei ponti per la messa in sicurezza del Rupinaro
– Via Case Sparse , Caperana alta, la presa in carico nel patrimonio comunale proposta da me già nel 2015.

Con altrettanta sincerità, però, devo dichiarare la mia insoddisfazione per il livello “troppo piatto” che sta caratterizzando l’azione amministrativa.

Chiavari per crescere ha bisogno di una “visione” sulle linee maestre del suo futuro.

Non sono mai riuscito a poter discutere di una nuova politica a sostegno della scuola, per lo sviluppo del commercio e del turismo, per le realtà culturali, per quelle sociosanitarie e per quelle sportive. Non ho trovato nella “maggioranza della maggioranza” gli interlocutori necessari.

Chiavari deve diventare più attrattiva, richiamare investitori e sviluppare relazioni con quelli in essa esistenti. In particolare con quelli che sappiano comprendere che accanto al lecito profitto, si debbano rispettare le peculiarità ambientali da salvaguardare, si debba investire nella necessità di formazione per i nostri giovani che non sia esclusivamente quella tradizionalmente scolastica, ma che vada oltre, insegnando  loro a diventare anche imprenditori,  dirigenti d’azienda, buoni gestori degli investimenti e del rischio d’impresa.

Nella nostra città e nel suo comprensorio esistono esperienze ed esempi virtuosi sia nella formazione  che nella creazione d’impresa (specie giovanile) che andrebbero implementati ed integrati con esperienze similari di altri territori, trovando nella pubblica amministrazione un utile alleato.

Chiavari, inoltre,  deve riflettere anche sul migliore utilizzo degli spazi di cui dispone, specie ora dopo l’entrata in vigore del Puc.

Mi riferisco all’area di colmata, alle aree di Preli, ad un utilizzo più consono di quella parte non utilizzata delle Caserme di Caperana, all’eventuale spostamento del carcere, alla difesa del litorale e ad ad un suo utilizzo più razionale, alla messa in sicurezza della sponda dell’Entella, alla programmazione di opere pubbliche finalizzate a tali obiettivi.

Sono molteplici Le opportunità che la nostra città può cogliere: il lavoro a distanza, l’alta formazione, l’economia circolare, la residenzialità per una popolazione anziana e attiva,  che vuole qui trasferirsi dalla grande città, purché il luogo sia caratterizzato da un’offerta di servizi e qualità della vita adeguati.

Per affrontare questi temi necessitano molti fattori tra loro componibili: un’amministrazione trasparente, un’azione politica che sappia rivolgersi  e tessere rapporti con territori anche diversi da quelli liguri, con nuovi gruppi imprenditoriali, ecc.

Dopo aver dato il mio contributo, a volte non apprezzato dai mie stessi colleghi della ex maggioranza di mia appartenenza (da alcuni dei quali sono stato trattato come un intruso), credo che ci sia ancora tempo per “un colpo d’ala”,  avviando un confronto su questi e altri temi.

Credo anche che ciò lo si debba fare sempre e ancor di più nei momenti di difficoltà in cui il Paese si sta, scompostamente a volte, dimenando.

Abbiamo la fortuna di avere buoni riferimenti e conseguenti collegamenti con la  maggioranza che governa la nostra Regione, confrontiamoci con essi e con tutti coloro che, con rinnovato impegno, vogliono dare il loro contributo.

Ovviamente io sono disponibile al dialogo purché la trasparenza e la lealtà sia la caratterizzazione dei miei interlocutori e futuri compagni di viaggio .

Giovanni Giardini