Covid: “Il decreto che decide di uccidere bar e ristoranti”

Da Augusto Sartori, responsabile regionale Liguria ristoranti e locali notturni di “Fratelli d’Italia”, riceviamo e pubblichiamo

Le decisioni odierne del Presidente del Consiglio sono estremamente lesive all’attività d’impresa, ingiustificate e liberticide.
Lo scorso fine maggio i pubblici esercizi hanno potuto riaprire riorganizzando le loro attività, facendo investimenti per garantire locali in sicurezza.
Oggi il nostro lavoro è praticamente impossibile, visto che, senza alcuna giustificazione, il DPCM odierno colpisce palestre, piscine, teatri, ristoranti, bar e altre attività direttamente e indirettamente.
I Governatori delle regioni non sono stati ascoltati e le nostre categorie sono viste come un nemico.
Un Governo che non ha saputo organizzarsi per la prevista seconda ondata di contagi, un Governo che non ha investito sul trasporto pubblico, che non ha dato linee guida ai medici di famiglia, che non ha organizzato una risposta seria alla pandemia, decide arbitrariamente, che i luoghi di contagio principali siano i pubblici esercizi e di fatto ne ordina la chiusura e decreta i tanti fallimenti, senza neppure garantire un vero e serio supporto economico.
Noi non chiediamo aiuti, chiediamo di poter lavorare seguendo le regole, e non accettiamo che senza alcuna giustificazione epidemiologica e scientifica vengano accusati i ristoratori, e in generale le attività commerciali, come causa delll’impennata dei contagi da Covid.
Pretendiamo dal Presidente del Consiglio le scuse e chiediamo di poter da subito lavorare.