Lettere/ “Il covid non è un’invenzione e siamo agli inizi”

Da Gianni Pellegrini, infermiere del 118 riceviamo e pubblichiamo

Condivido un pensiero del presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta,una riflessione a mio parere molto giusta:”il covid è in vantaggio, noi siamo in ritardo “. A preoccupare è la velocità con cui il virus si sta muovendo e, quindi, la crescita giorno dopo giorno. Oggi abbiamo sfiorato quasi 11 mila contagi. Per coloro che pensano che tutto questo sia un’invenzione di qualche politico per creare allarmismo o di qualche essere proveniente che so da Vega o Marte , rinnovo l invito a recarsi in una qualunque realtà ospedaliera e magari ,esporre le proprie idee a parenti o amici che hanno un loro caro ricoverato per questa patologia .

Per noi la realtà della gestione dell’emergenza ospedaliera è quotidiana ,ma non con questi numeri e ritmi. Si tratta di un problema eccezionale anche per noi, nonostante siamo abituati più di altri a vivere situazioni complicate. Stamane durante il turno in P.S. si condividono pensieri, emozioni ,stati d’animo e risulta una variabile comune: ci troviamo nella stessa condizione di marzo , con un personale sanitario fortemente provato psicologicamente, stanco , e sopratutto consapevole che questo è solo l’inizio di un percorso che nessuno di noi sa quanto durerà.

Ecco il covid deve essere affrontato con rispetto e con una certa dose di ” buona paura”, ma sappiate che proprio coloro che devono prestare opera di assistenza, in queste ore e giorni , in tutto il comparto , lavorativamente tutti sono sottoposti ad un carico di lavoro “eccezionale “. Sotto i camici e le mascherine ci sono degli esseri umani, preoccupati per i loro pazienti, per i loro cari e , se resta loro il tempo, anche per se stessi. Un abbraccio a tutti.