Chiavari: Il Bandolo e Luca Pollini, da venerdì alle 8

Da Marco Branchetti riceviamo e pubblichiamo

Questa settimana vi proponiamo un originalissimo contributo dell’ amico Luca Pollini, già stato nostro ospite in una coinvolgente conferenza.

Appuntamento dunque su il bandolo social da venerdì alle ore 8,00.

Luca Pollini è cresciuto nella Milano degli anni Settanta, ha iniziato l’attività giornalistica collaborando alla cronaca di Milano del quotidiano La Notte. Da allora ho scritto dappertutto, anche sui muri. Ha pubblicato, tra gli altri,I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia; Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione; Hippie, la rivoluzione mancata; Amore e rivolta a tempo di rock; Immortali; Ordine compagni!  Restare in Vietnam libro-intervista a un marine che dopo la fine della guerra ha preferito restare ad aiutare a ricostruire un Paese che ha contribuito a distruggere. 

Per il teatro ha scritto Ci hanno rubato la parola amore. Collabora con diversi giornali, cura retrovisore.net, sito dedicato alla storia del costume, ed è tra i fondatori di mollybrown.it, blog di cultura pop. Musicalmente onnivoro, crede nel rock e rimpiange il Festival del Parco Lambro.

Ci ha affascinato in una splendida serata accompagnato dalla cantante Giua il suo racconto su Woodstock, il festival-che-non-finisce-mai, tra storie, documenti, leggende e aneddoti tratti dal suo libro “Woodstock non è mai finito, agosto 1969: quando l’utopia divenne realtà”. Il libro racconta l’impatto che il Festival ha avuto nella storia del rock e non solo.

Oggi in questo suo contributo ci accompagna negli anni ’70, epoca di grandi cambiamenti gridati con fierezza, che a distanza di 50 anni hanno ancora tanto da dirci. Gli anni della maggiore età, della tv a colori, del divorzio, dell’aborto, dello statuto dei lavoratori, dei collettivi, del femminismo, delle elezioni europee, ma anche delle stragi, degli scandali e delle tangenti, durante tutto questo l’Italia vinse tre Oscar e due premi Nobel.

Un decennio di domande che spesso non anno avuto risposte, le domande fatte da quella generazione che oggi ha i capelli grigi che ha capito di essere stata presa in giro nell’età più bella.

Ma non importa se la nostra fantasia non è andata al potere, perché a noi quegli anni non ce li può togliere nessuno…beh ci voleva questa conclusione, perché è vero, come lui sostiene, che la nostalgia ha un effetto terapeutico sulla salute mentale ed è fonte di positività per affrontare i fantasmi di ieri e vivere con positività il presente. Grazie di cuore!