Parco di Portofino: il letargo e le riflessioni

Da Antonio Leverone, Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino – Osservatorio Ambientale, riceviamo e pubblichiamo (Le opinioni sono sempre motivo di dibattito. La storia però non si può cambiare: le strade sul Monte di Portofino, a partire dalla Castellaro-Punta Chiappa, vennero interrotte per la guerra e perché il Genio civile serviva altrove. m.m.)

11.10.20 – Levante News – Parco di Portofino – “Toti lo svegli dal letargo; Gli obiettivi”.

Riflessioni: l’articolo pubblicato dalla Redazione ci sollecita una inevitabile indignazione, soprattutto per il nostro impegno di ben 3 anni di attività per informare prima le istituzioni territoriali e i cittadini e in ultimo per confrontarci con il Ministero Ambiente su come procedere per rendere concretamente operativa una chiara volontà dello Stato di istituire un nuovo Parco Nazionale.

Il primo capoverso dell’articolo cita: Alla ripresa dei lavori, Toti dovrà provvedere a svegliare dal letargo il Parco regionale di Portofino. E’ evidente che l’attuale situazione politica non consente un ampliamento dei confini nei termini proposti. Ne l’attesa di un eventuale nazionalizzazione può ibernarne la potenzialità e il richiamo internazionale che esercitava fino agli anni Settanta quando iniziarono a prevalere le Cinque Terre.

Dopo 5 anni di governo del Sig. Toti con la presidenza del Parco Regionale del Sig. Donadoni (Sindaco di Santa Margherita) abbiamo un Parco commissariato da quasi un anno, con un funzionario regionale come direttore, in assoluto “letargo”gestionale. Basta parlare con i veri fruitori del Parco per avere conferma. Ancora una volta, come sempre fanno i Presidenti Sindaci di Camogli, Santa Margherita e Portofino quando si alternano alla gestione, si sente parlare di “rilancio” del Parco e delle sue potenzialità per poi lasciare tutto nel solito “letargo”. Forse basta ricordare che il Parco delle Cinque Terre è diventato Nazionale nel 1999 e le nuove gestioni, meno legate ai soli interessi locali e più aperte ai complessivi europei e internazionali hanno rapidamente conseguito buoni risultati, anche se da rivalutare e aggiustare. 

Il secondo e terzo capoverso dell’articolo citano: Ci sono almeno tre filoni su cui andrebbe posta l’attenzione. Il primo è quello della cura, pulizia, percorribilità dei sentieri e delle aree di sosta. Con assunzioni adeguate. Altro tema quello della sicurezza dei sentieri e indicazioni precise sul grado di difficoltà, con una segnaletica semplice e immediata. Quasi non passa giorno che i soccorritori non debbano intervenire: cadute, spossatezza, attacchi di panico o di vertigini. Una consulenza del colonnello Silvia Olivari, comandante dei carabinieri forestali nel Parco delle Cinque Terre e profonda conoscitrice del Parco di Portofino, sarebbe ideale per capire cosa viene fatto nel Parco spezzino per limitare gli incidenti.

Nel Parco non c’è più presenza delle istituzioni. Il Parco ha da tempo una sola guardia, e i Carabinieri forestali sono poco presenti ma soprattutto mancano le strutture di “accoglienza e condivisione” (almeno una levante e una a ponente del parco) dove far passare chi entra nell’area protetta e poter condividere le sue bellezze, la storia, le fragilità e in particolare le modalità di fruizione. Così facendo di dovrebbe considerare la necessità di pretendere un contributo per le eventuali spese di soccorso in caso di inadempienza. In merito alle “assunzioni adeguate”: cosa si può sperare da una regione che si preoccupa solo di ridurre le aree parco e di cancellare aree protette in fase di istituzione?

Il quarto e quinto capoverso dell’articolo citano: Più impegnativo il rilancio, attraverso canali in continua evoluzione e agenzie di comunicazione affermate in campo nazionale, europeo e internazionale. Compito più facile grazie alla vicinanza del Parco delle Cinque Terre (con cui deve esserci spirito di collaborazione) e con alcune eccellenze di Genova.Dopo la presidenza del Parco affidata prima a Camogli (Francesco Olivari) poi a Santa Margherita Ligure (Paolo Donadoni), quando Toti porrà fine al commissariamento, la presidenza (secondo una tradizione che vale anche per l’Area marina che è nazionale) dovrebbe andare al sindaco di Portofino Matteo Viacava; persona piena di iniziative e concreta che sarebbe un presidente ideale. 

Se il Sig. Toti, dopo il “letargo”, uscisse dalla ottusa convinzione dell’inutilità delle aree protette e del fatto che i Parchi debbano essere ridotti ed non ampliati (sul fedele consiglio della Lega) e ponesse un attimo di attenzione alla straordinaria opportunità della legge sul Parco Nazionale di Portofino, potrebbe verificare che saranno le “agenzie di comunicazione affermate in campo nazionale,europeo e internazionale” a cercarlo per interviste. Tutto questo non “grazie alla vicinanza del Parco delle Cinque terre” ma in quanto insieme i due parchi rappresenterebbero un eccezionale patrimonio, certo naturalistico, paesaggistico, ambientale ma soprattutto sociale e economico, proteso verso una politica Verde (Green) , mai come ora necessaria.

Nell’ultimo capoverso dell’articolo è scritto che “l’Ente di Portofino nato nel 1935, sottintendeva una speculazione immobiliare sul Monte previa la costruzione di strade..” .Tale verità storica della strada voluta dallo Stato centrale ha avuto una positiva evoluzione da chi aveva l’incarico di realizzare l’opera e comprendendone la follia ha operato per definire la protezione del promontorio di Portofino con un Parco che in origine era nazionale. Le speculazioni immobiliari sono venute dopo, forse non direttamente dalla “gente del Monte” ma successivamente anche con il contributo di molti della gente del Monte.

In ultimo: che il Sig. Matteo Viacava Sindaco di Portofino a cui dovrebbe andare la Presidenza del parco dopo il commissariamento “sarebbe un presidente ideale”, ci esprimeremo quando si potrà sapere con chiarezza chi ha permesso di finanziare,sia pure come “benefattore” la recente cementificazione di un sentiero nel parco noto come “Gave” e la costruzione di una folle sopraelevazione di tubi innocenti, con una successiva demolizione del tutto; ma questa e un’altra storia. Sempre a disposizione per utili confronti.