Rapallo: nasce l’opposizione al porto, la guida Carannante

Da Andrea Carannante, Libera Rapallo-L’opposizione che non tradisce, riceviamo e pubblichiamo

Nel totale silenzio delle opposizioni, come tradizione rapallese vuole, si sta provando a consumare l’ennesima cementificazione/speculazione in città. Il documento che porta la firma dell’attuale presidente del porto Carlo Castelli e Davide Bizzi, l’amministratore delegato della Bizzi & Partners SPA che guiderà la nuova fase del porto Carlo Riva di Rapallo si prospetta come l’ennesimo tentativo di tenere il Porto come affare privato, scollegato alla città. Una vera e propria azione classica nel concetto della rapalizzazione, fare profitti senza pensare ad un progetto per la città e senza un assoluta visione generale del paese, un paese a vocazione turistica balneare, senza spiagge, senza parcheggi e senza servizi per il turista che dovremmo attirare, e senza indotto lavorativo per i rapallesi.

Il Comune di Rapallo può concordare ed elaborare tutti i progetti che vuole con i privati, ma in un area tutelata, dove oggi è vietato alterare aspetto ed assetto dei luoghi, quale quella dove è situato il porto, l’ultima parola è quella rilasciata dalla Sopraintendenza.

Ricordiamo a lor signori che la legge di tutela del 1954 è tuttora vigente.

Se le indiscrezioni riguardanti questo accordo saranno confermate potremmo trovarci di fronte ad un piano contro il patrimonio paesaggistico.

Chi amministra questa città, ha il ruolo primario di proteggere e tutelare i vincoli che la legge impone.

Chi fa opposizione ha il ruolo primario di denunciare chi non protegge e chi non tutela tali vincoli.

Utilizzare la tragedia della mareggiata, per cementificare ancora la nostra città, facendo finta di non comprendere che proprio il cemento e le speculazioni passate sono la causa dei disastri e delle tragedie è al quanto disgustoso.

Elaborare un progetto popolare, dove tutte le categorie possano essere coinvolte, dove i profitti della “cordata imprenditoriale” non siano l’unico obbiettivo è l’unica via d’uscita, oltre ad essere un dovere sacrosanto di chi amministra la città.

Il Comitato appena nato Difendi Rapallo No Porto, nonostante le difficoltà a riunirsi causa Covid, sta avendo molte adesioni, da associazioni e da singoli cittadini e chiede ancora una volta aiuto per sostenere le battaglie legali e di giusta informazione che saranno necessarie affinché a Rapallo non si consumi l’ennesima speculazione con la conseguenza di nuove perdite di posti di lavoro e nuove perdite per tutto l’indotto.

Il Comitato chiede un segno all’opposizione consigliare.

Il Comitato preparerà decine di osservazioni al progetto, e sarà seguito dai propri legali che non appena conosceranno i contenuti prepareranno i ricorsi alle delibere votate in consiglio comunale.