Lettere/ “Chiavari, il covid, i protocolli, la dignità dei bambini”

Da Cristina De Crescenzo riceviamo e pubblichiamo

In questo momento di attenzione sui testi rapidi e sulla situazione scuola sarebbe interessante anche dar luce ai problemi che la scuola sta incontrando per assecondare i protocolli imposti dal Cts e dai dirigenti che di volta in volta li applicano secondo modalità di loro piacimento; protocolli che però la scuola fatica a mettere in pratica a causa della carenza del personale Ata, in particolar modo oltre che delle figure di sostegno per i bambini con disabilità.

All’asilo di mio figlio a Chiavari per 90 bambini ci sono solo 2 collaboratori, 1 a turno si sono già verificati casi in cui i bambini non sono riusciti a trattenere la pipi, nell’attesa che il collaboratore eseguisse tutte le procedure e lo portasse in bagno. Trovo episodi del genere lesivi della dignità di un bambino a cui viene detto che non può andare in bagno e che deve aspettare con conseguente “incidente” di enuresi.

Per non parlare della confusione all’uscita e della difficoltà di recuperare gli oggetti personali dei bambini come le giacche che chiuse nei sacchetti vengono scambiate, con la conseguenza che i bimbi tornano a casa senza giacca. Il Dirigente scarica la colpa al provveditorato, a noi genitori l’impossibilita di tutelare i nostri bambini. Per la primaria purtroppo la situazione non è meglio, il raduno con l’insegnante fatto all’esterno si trasforma in tragedia alla prima pioggia, perché non è stata prevista alcuna copertura nell’area dedicata dove i bimbi possano trovare riparo.

Come genitori siamo consapevoli che non è facile trovare tutte le soluzioni, ma l’obbligo di tutelare i nostri figli e i loro diritti lascia poco spazio alla comprensione