Punta Mesco: salvate le capre “naufraghe” su uno scoglio (2)

Dall’ufficio stampa del Parco Nazionale delle Cinque Terre riceviamo e pubblichiamo

Sono in salvo gli esemplari di capre domestiche inselvatichite che nei giorni scorsi erano rimaste intrappolate in una scogliera di Punta del Mesco, probabilmente a causa di una frana. Trattandosi di una zona particolarmente impervia e di difficile accesso, l’intervento di recupero è stato coordinato dall’ufficio Biodiversità del Parco, dalla squadra nautica dei Vigili del Fuoco composta da Moreno Marchi, Massimiliano Frascati e Leonardo Rapallini, in collaborazione con Luca Massa e Massimo Picasso, rispettivamente consigliere e volontario l’ENPA Ente Nazionale per la Protezione degli Animali e il Comandante Silvia Olivari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale “Cinque Terre”. Presenti a supporto la protezione civile locale e i tecnici dell’Area Marina Protetta.

Ora le due capre sono in buone condizioni di salute come ha confermato il veterinario Mauro Rollandi e sono state trasferite dagli operatori dell’ENPA in una azienda agricola nel Comune di Rocchetta Vara dove hanno trovato dimora e saranno custodite con cura in un ampio bosco recintato.

«Siamo estremamente felici che questo intervento di salvataggio abbia avuto un lieto fine e ringrazio tutti coloro che hanno fornito il proprio contributo affinché l’operazione di recupero avesse un esito positivo», ha dichiarato la presidente Bianchi che ha ricordato quanto sia importante, se si incontrano animali selvatici in difficoltà «segnalarne alle autorità preposte la presenza senza però fornire loro del cibo». 

La fame e la sete, infatti, possono talvolta spingere questi animali ad avvicinarsi all’uomo, ma non sempre il nostro intervento, seppur con le migliori intenzioni, è positivo. Anzi, può innescare un rapporto di dipendenza e alterare i comportamenti, ad esempio la naturale diffidenza, fino ad interferire sulle dinamiche ecologiche causando l’aumento incontrollato del numero di individui in un’area, a danno di habitat complessi come ad esempio quello di Punta Mesco.

«Ringrazio ancora una volta i volontari e gli enti che hanno preso parte al salvataggio perché sono intervenuti con prontezza e attenzione alla salute degli animali e tutti coloro che con le loro segnalazioni permettono al parco di individuare tempestivamente situazioni di pericolo e criticità», conclude la presidente».