Lettere/ Entella: “La Diga Perfigli e la politica del voltafaccia”

A firma Federico Cardelli, riceviamo e pubblichiamo una lettera che, come recita in un passaggio, dà per cosa fatta l’approvazione del decreto d’esproprio. Si attendono conferme ufficiali che, purtroppo, al momento non ci sono. Abbiamo tagliato i nomi dei politici che avevano promesso di evitare la diga, ma qui tutti li conoscono”

Rieccoli, belli pasciuti e sorridenti, appesi a tutte le cantonate.
Come ogni cinque anni, i nostri aspiranti consiglieri regionali hanno disperatamente bisogno di te: solo il tuo voto di preferenza potrà garantirgli un altro quinquennio a novemila euro al mese.

Ed ecco quindi i comizi e le roboanti promesse. E tu, che hai la memoria corta, ci cascherai di nuovo!

Prima di scegliere il tuo pasciuto preferito, ti sei chiesto che fine han fatto le promesse di cinque anni fa?

Hai provato ad informarti su un fatto qualunque, che possa farti capire cosa si nasconde dietro quel sorriso finto e quello slogan commerciale?

Com’è finita, ad esempio, la storia della diga Perfigli?
Il progetto di giganteschi nuovi argini sull’Entella coinvolge Chiavari, Lavagna, Caperana, San Salvatore e Rivarola. Era stato partorito dal PD con dichiarati scopi di edificazione massiccia.
Il ricorso per fermarlo, firmato da circa trecento persone, era stato presentato giusto cinque anni fa.

E otto giorni prima della sua elezione nel 2015, Toti prontamente solidarizzava con le <<centinaia di cittadini>> che <<sono dovuti ricorrere all’Autorità giudiziaria per impedire lo scempio di un territorio meraviglioso provocato dalle scelte politiche della sinistra PD>>, scelte che <<privilegiano interessi di parte e non il bene comune>>, e garantiva: <<No alla cosiddetta Diga Perfigli>> .

Giusto il tempo d’essere eletto, e la Regione s’è costituita in Tribunale contro quelle stesse <<centinaia di cittadini>>. Sic transit gloria mundi! 

Tutti e cinque i Comuni dell’Entella hanno chiesto a gran voce alla Regione di dragar la foce del fiume, come peraltro previsto da una legge regionale del 2012.

Nel 2017, a caccia di voti per il sindaco uscente di Chiavari (che poi ha perso), Toti e Giampedrone promettono il dragaggio e si dicon pure “perplessi” sulla diga Perfigli.

C’era da credergli? Pare di no visto che son passati tre anni e di dragaggio non se ne parla, e visto che appena due mesi prima di queste ciarle elettorali la Regione, in Tribunale contro il famoso ricorso, bollava come <<pretestuosa>> la nostra proposta di finanziare il dragaggio coi soldi dell’inutile diga Perfigli.

Poco dopo le elezioni di Chiavari Giampedrone, braccio destro di Toti, completa il voltafaccia sulla diga Perfigli: adesso <<andare avanti è una priorità assoluta>> ; tant’è vero che la Regione di Toti s’è opposta con forza al Ministero dell’Ambiente che voleva ritirarle il finanziamento di 8 milioni di euro, ed anzi lo scorso autunno ha chiesto altri 23 milioni per proseguire col secondo lotto! 

Ebbene, com’è finita?
E’ finita che hanno vinto loro: il ricorso è stato respinto.
Giampedrone aveva promesso ai suoi colleghi del PD <<la pubblicazione del bando di gara subito dopo la sentenza del Tribunale delle Acque>>.
Per combinazione, oggi 18 settembre era l’ultimo giorno utile per approvare il decreto d’esproprio.

Dalle pochissime informazioni trapelate dagli uffici è praticamente certo che proprio oggi hanno approvato il decreto e spedito le lettere d’esproprio: lettere che arriveranno quindi settimana prossima, ad urne chiuse!
E’ quindi praticamente certo che, dopo le elezioni, partiranno i lavori sull’Entella. 

Il Tribunale ha valutato soltanto le procedure, tutte regolari, senza poter esprimere giudizi sulla validità tecnica del progetto, e tantomeno sulle scelte puramente politiche.

Come quella di costruire i nuovi argini non il più distante possibile dal fiume, garantendo minimi costi, minimo danno ambientale e massima sicurezza, ma ad una manciata di metri, garantendo l’esatto contrario ma liberando più aree edificabili possibile .