Zoagli: “Il futuro del patrimonio immobiliare”

Da “Zoagli nel cuore” riceviamo e pubblichiamo

Quarto comunicato di approfondimento del programma della lista civica “Zoagli nel cuore” e del candidato sindaco Gian Giacomo Solari. Oggi viene trattato un tema urgente: il rilancio del turismo. Nel confronto tra candidati sindaco è emersa la questione degli immobili di proprietà comunale e intendiamo approfondirla per esprimere il nostro progetto.

Oltre agli immobili utilizzati per le funzioni istituzionali (palazzo comunale,scuola Piaggio, magazzini sulla via Aurelia e su Via Solari e Queirolo, parcheggi interrati), il Comune di Zoagli è proprietario di altri immobili non utilizzati o dati in uso a terzi, che non sono direttamente utili alle attività comunali. Essi sono:–la ex-scuola di Sant’Ambrogio (in parte in uso ad un’associazione locale);–la ex-scuola di San Pietro (inutilizzata);–l’ex-sede della Croce Rossa Italiana tra l’Asilo Merello e l’Aurelia (inagibile);–un immobile commerciale in piazzetta Piaggio (la ex pescheria);–un immobile commerciale in via XX settembre (ex frutta e verdura);–immobili residenziali lasciati al Comune dal benefattore Gian Giacomo Vicini,cioè gli immobili sinteticamente indicati “lascito Vicini”, costituiti dalla Villa Vicini (già utilizzata per eventi e con vincolo testamentario di uso pubblico), cinque appartamenti dei sei presenti in un palazzo in via Garibaldi, sopra la stazione, due appartamenti sulla passeggiata di levante, un appartamento a Rapallo, una villetta sopra via Colombo, nei pressi dell’innesto all’Aurelia.La questione che è emersa nel dibattito pubblico è sull’utilizzo o sulla vendita ditali immobili, in particolare di quelli del “lascito Vicini”.

Al di là delle frasi ad effetto si deve valutare il reale stato degli immobili: fatta salva la Villa, ideale sede di eventi culturali, già utilizzata a tale scopo e comunque gravata da vincolo di uso pubblico dal benefattore, gli altri immobili sono appartamenti per la maggior parte in 
stato di conservazione non buono che costituiscono già oggi una spesa che in futuro aumenterà con la necessità di opere di manutenzione straordinaria.

La vendita appare per molti di essi la soluzione migliore (se non addirittura quella obbligata per non incorrere in denunce per danno erariale) in quanto sono ancora appetibili sul mercato e gran parte di essi hanno un valore assoluto piuttosto alto;inoltre, per questi l’utilizzo a fini pubblici non appare conveniente in relazione all’ubicazione, alle barriere architettoniche per raggiungerli, alla loro configurazion enon adatta a funzioni pubbliche. I proventi della vendita andrebbero a concentrare risorse per altre opere utili ed urgenti, realizzabili a prescindere dal deficit attuale trattandosi di spese in conto capitale e non di spese correnti, che, come tali, non depaupererebbero il patrimonio comunale ma, anzi, lo rivaluterebbero.Per quanto riguarda invece la villetta su via Colombo e la sede della Croce Rossa (quest’ultima non facente parte del lascito, ma ugualmente da tempo non utilizzata) si deve valutare approfonditamente la situazione: l’ubicazione non è appetibile sul mercato immobiliare mentre potrebbe essere vantaggiosa per un utilizzo pubblico, in quanto agevole da raggiungere e nelle vicinanze dell’Asilo Merello, del campo sportivo e del campo da tennis, non lontano dal centro. Essendo necessari ingenti investimenti per rendere agibili questi immobili si dovrà attentamente valutare a cosa destinarli per non spendere soldi inutilmente o, peggio, insediare funzioni che costituiscano ulteriori uscite per le casse comunali. Gli immobili commerciali nei pressi della piazza centrale, oggi non occupati,dovranno invece essere al più presto resi utilizzabili ed assegnati, in modo che producano reddito, permettano l’ampliamento dell’offerta commerciale e costituiscano un elemento di calmiere degli affitti.Legata alla questione degli immobili comunali ve n’è un’altra, importantissima ed urgente, troppo trascurata in questa campagna elettorale. Dopo aver sistematola scuola Piaggio, i lavori di adeguamento antisismico dovranno essere eseguiti sul Palazzo Comunale. Trattandosi di edificio “strategico”, cioè edificio che in caso di evento sismico o altro evento catastrofico dovrà rimanere utilizzabile per le ovvie funzioni di protezione civile dirette al coordinamento dei soccorsi è obbligo di Legge,nonché di normale buon senso, procedere con i lavori. Oltre al notevole costo, per ilquale promuoveremo istanze ad hoc alla Protezione Civile Regionale, vi sarà da gestire il cantiere e il trasloco temporaneo degli uffici comunali, della Stazione dei Carabinieri e dell’ufficio delle Poste: qui entreranno in gioco gli immobili di cui si è parlato finora, nei quali si dovranno trovare le sedi provvisorie, cercando di ottimizzare i lavori di adattamento in modo che siano riutilizzabili per altre destinazioni al termine dello spostamento temporaneo. Per quanto sopra esposto e dettagliatamente motivato, non riteniamo corretto, se non addirittura dannoso, ostinarsi a mantenere un patrimonio immobiliare che se non correttamente gestito ed utilizzato, potrebbe trasformarsi da risorsa a pericoloso onere per il bilancio comunale.