Ritrovamento tartarughe: “Seguite la normativa”

Dall’Associazione Ayusya riceviamo e pubblichiamo le precisazioni del Tenente Colonnello Gordon Cavalloni, Comandante il Nucleo Carabinieri Cites a proposto del ritrovamento delle tartarughe; in basso il  comunicato di Ayusia

Nel ringraziare l’Associazione Ayusya per averci indirizzato il sottostante comunicato, frutto indubbiamente di nobili intenzioni nell’interesse degli animali, mi preme qui effettuare alcune doverose correzioni  e precisazioni.

Innanzitutto non è opportuno trattare unitariamente l’argomento testuggini terrestri e tartarughe d’acqua dolce, in quanto questi due gruppi di rettili soggiacciono a regimi di tutela giuridica molto differenziati.

Per quanto concerne le testuggini di terra, tutelate dalla Convenzione di Washington sulle specie a rischio d’estinzione, è da specificare che in caso di ritrovamento di un individuo non è possibile regolarizzarne il possesso da parte del privato. Non rientra quindi nelle facoltà del cittadino “decidere” se trattenere a sé l’animale, ma ricorre più precisamente l’obbligo di avvisare le autorità preposte, in primo luogo proprio il citato Nucleo Carabinieri CITES competente per territorio. Nella eventualità in cui non si riuscisse ad individuare il legittimo proprietario, magari proprio perché questo non aveva ottemperato alla disposizione di marcare il chelone col microchip, l’animale verrà sottoposto a sequestro e conferito ad un centro specializzato dei Carabinieri Forestali che ne valuterà successivamente l’eventuale ricollocazione in natura, non prima di averne esaminato lo status sanitario e la corretta collocazione geografica. Si ricorda a tal proposito che in Liguria non risultano popolazioni selvatiche di testuggini per cui il ritrovamento di esemplari di queste specie è da considerarsi sempre frutto di abbandono o fuga.

Per quanto riguarda invece le tartarughe d’acqua, in Liguria si possono, sostanzialmente, trovare individui della rara specie autoctona Emys orbicularis o, più facilmente, della alloctona Trachemys scripta, (detta anche tartaruga americana a guance rosse o gialle) recentemente inserita nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive al pari altre specie aliene come la nutria. In questo caso è bene specificare che, salvo la presenza di circostanze di pericolo per l’incolumità pubblica o la sicurezza dell’animale stesso, gli animali vanno lasciati dove si trovano. Infatti nel caso della nostrana Emys orbicularis trattasi di specie selvatica presente nel suo habitat naturale, per quanto riguarda invece le Trachemys la loro manipolazione e gestione, finalizzata all’eradicazione, dovrà essere realizzata solo dalle autorità preposte a seguito di un apposito Piano di gestione adottato dalla Regione.

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“..ho trovato una tartaruga, non so cosa fare!”
Una frase che da anni sentiamo: le tartarughe d’acqua dolce così come quelle di terra (qui non trattiamo di quelle marine) sono soggette ad alcune prescrizioni. Il corpo competente è quello dei Carabinieri Forestali della Cites (su Genova) che andrebbe contattato immediatamente per conoscere i passaggi da eseguire per regolarizzare l’animale. Per le tartarughe, come per qualsiasi altro animale, prima di decidere di tenerla presso di sé considerandola come abbandonata, va valutato che l’animale può essersi perso, può aver eluso la sorveglianza, e non necessariamente per disattenzione del suo umano; un gesto che superficialmente può apparire come generoso e che può tradursi in una forma di un egoismo edonista. Le tartarughe, così come i cani, da alcuni mesi i gatti ed i furetti, possono essere microchippate: rintracciare la famiglia di provenienza risulta semplice ed automatico.
Cmq noi ci rendiamo disponibili per offrire immediate informazioni in caso di ritrovamento (3491594899).