Lavagna: “Nuove antenne 5G, il Sindaco si faccia parte in causa”

Dal gruppo consigliare Officina Lavagnese riceviamo e pubblichiamo

Abbiamo ricevuto da molti abitanti delle case economiche popolari gestite da A.R.T.E. di via del Caminello e di via Eckengren segnalazioni della possibile installazione di una nuova antenna, parrebbe da parte di Fastweb, sul tetto dell’edificio del civico n. 4 di via del Caminello.

Gli abitanti sono molto preoccupati sia perché la nuova antenna riguarda il progetto di implementazione della rete 5G, ancora in una fase sperimentale, sia perché nella stessa area, a pochissimi metri di distanza, sono presenti altre antenne di telefonia mobile delle reti 3G e 4G.

Ad oggi non risultano studi scientifici in grado di garantire che l’emissione di onde elettromagnetiche della nuova tecnologia 5G non abbia influenza sull’aumento di casi di malattie quali il cancro, malattie neurovegetative, danni al DNA, elettro-sensibilità, alterazione del sistema riproduttivo ed ereditario. Al contrario molti dubbi sono sollevati sulla correlazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali e l’insorgere di queste patologie.

Non vogliamo entrare nel merito di una disquisizione tecnico-scientifica molto controversa e non vogliamo nemmeno sembrare nemici del progresso, in questo caso rappresentato dalla nuova tecnologia 5G, ma riteniamo che, in ogni caso, il progresso deve sempre, o meglio dovrebbe sempre, andare di pari passo con il miglioramento delle condizioni di vita, e quindi anche della salute, delle persone.

Nella nostra città esistono moltissime antenne che emettono radiazioni elettromagnetiche, generando campi elettromagnetici. L’ultima mappa comunale che individua la posizione e la tipologia di queste antenne risale al 2011. Da allora non è stata più aggiornata e manca un piano complessivo delle antenne dove dovrebbero essere indicati i livelli massimi di emissioni elettromagnetiche complessivi. Recentemente gli uffici comunali hanno elaborato un elenco delle antenne presenti sul territorio, ma manca un piano delle emissioni elettromagnetiche del Comune.

Nel caso specifico segnaliamo che la sovrapposizione della nuova antenna con quelle già presenti potrebbe portare, se non controllata, al superamento dei limiti stabiliti dalle norme per l’esposizione delle persone ai campi magnetici.

Osserviamo inoltre che le decisioni, in questi casi, spesso vengono prese sulla pelle dei più deboli e di coloro che, pur essendo i più diretti interessati, non hanno la possibilità di esprimere il proprio parere. Infatti si è scelto il tetto di un palazzo delle case popolari, dove i condomini non hanno il potere di esprimere la propria opinione, e l’istituto proprietario accetta di installare l’antenna in cambio di un cospicuo affitto per l’occupazione del tetto, affitto che peraltro non avrà nemmeno ricadute economiche sugli inquilini perché andrà a ripianare i debiti di A.R.T.E.

Non crediamo che in un altro condominio i proprietari degli appartamenti sarebbero stati così desiderosi di accogliere queste antenne.

In nome del progresso si sacrificano sempre quelli senza voce.

Siamo consapevoli che il Comune ha limitati poteri per quanto riguarda l’installazione delle antenne per la telefonia mobile, e che è compito di ARPAL il controllo delle emissioni elettromagnetiche ed del rispetto dei limiti di legge, sia in fase di installazione dei nuovi impianti, sia del monitoraggio di quelli esistenti.

Riteniamo però che spetti al Sindaco, nella sua veste di Ufficiale di Governo, in ossequio all’art.32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario (art. 191 TUEL), al fine di fronteggiare la minaccia di gravi danni irreversibili ai cittadini e nel rispetto della L. 36/01 che ha come obiettivo la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettro-magnetici derivanti da radio frequenze, assumere ogni misura idonea a ridurre e, ove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico, nonché attenuare i rischi per la salute pubblica.

Per tali motivazioni proponiamo all’Amministrazione Comunale quanto segue:

  • Di richiedere ai gestori della telefonia, all’atto della presentazione delle domande per l’installazione di nuove antenne o per la modifica di impianti già esistenti, il dettaglio delle tecnologie e delle potenze che si intendono utilizzare, nonché una relazione tecnica volta a dimostrare il non superamento dei limiti stabiliti dalla legge per le emissioni elettromagnetiche, tenendo anche conto della possibile sovrapposizione degli effetti dovuti alla presenza delle altre sorgenti presenti.
  • Di richiedere ad ARPAL un’ attenta valutazione delle emissioni elettromagnetiche previste, sia per i nuovi impianti sia per le modifiche di quelli già esistenti e una regolare e costante campagna di controlli, volta ad assicurare il non superamento dei limiti di legge tenendo conto anche degli effetti combinati dei vari impianti.
  • Di redigere una mappatura aggiornata e completa delle sorgenti di onde elettromagnetiche sul territorio comunale al fine di monitorare i possibili rischi sulla salute pubblica e di evitare la concentrazione di queste sorgenti solo in alcune aree della città per motivi meramente tecnici o interessi economici di parte.

Come Officina Lavagnese ci dichiariamo fin da ora disponibili a collaborare con tutti coloro che hanno a cuore la tutela della salute dei cittadini e intendiamo proporre una mozione a riguardo nel prossimo consiglio comunale congiuntamente alle altre forze di opposizione che vorranno aderire.