Chiavari: tre amministratori e una ricetta per l’Asl 4

Da che esiste il covid, la Conferenza dei sindaci si è ridotta alla riunione dei soli tre presidenti di distretto: Sestri Levante (Valentina Ghio); Chiavari (Fiammetta Maggio) e Rapallo (Pier Giorgio Brigati). Un vero peccato perché, se fosse stato presente, un sindaco del Levante avrebbe potuto spiegare come sta pagando sulla propria pelle l’incapacità dell’Asl di trattare contemporanemente al covid, anche le altre malattie, almeno quelle gravi.

Stamattina in discussione c’era il piano attuativo della Asl 4. I rappresentanti dei sindaci hanno però detto, anche se i vertici dell’Asl 4 la pensano diversamente, che non tutto funziona nel modo auspicabile. C’è attesa per le prestazioni ambulatoriali e chirurgiche, rinviate da mesi. In particolare Ghio e Brigati hanno chiesto di rivedere la politica sanitaria sul territorio. Il sindaco di Borzonasca Giuseppe Maschio, in una lettera, ha scritto come nell’entroterra, durante la pandemia, gli utenti con altre patologie si sono sentiti trascurati. E’ mancata la fantasia per allestire e potenziare i servizi di vallata, La stessa guardia medica sembra depotenziata e per altro basta pensare al prezioso servizio prestato dagli autisti che si volevano abolire, abbandonando i medici a se stessi. In pratica si chiede un potenziamento dei servizi.

Quanto alle liste di attesa, gli utenti anche a costo di sacrifici, per essere curati si vedono costretti a rivolgersi ai privati. La direttrice Bruna Rabagliati ha spiegato che vi sono le sale operatorie, i chirurghi, ma pur essendovi i fondi, non si trovano infermieri specializzati; il servizio potrebbe essere affidato a cooperative esterne. Ma perché non sono stati fatti i corsi per preparare il personale? (m.m.)