Referendum: “Le numerose ragioni della mia scelta”

Da Luciano Port riceviamo e pubblichiamo

Diverse persone mi hanno chiesto un parere sul referendum costituzionale e quale sarà il voto.
Condividendo le posizione dell’On. Gianni Cuperlo, esprimo una valutazione negativa sulla riforma costituzionale che verrà sottoposta a referendum i giorni 20 e 21 prossimi. Tale giudizio scaturisce dal considerare che – essendo venute meno tutte le altre riforme di sistema che avrebbero dovuto accompagnare la riduzione del numero dei parlamentari in modo da aumentare l’efficienza delle Camere e non penalizzare la rappresentanza – l’unico vantaggio che risulterebbe dall’approvazione del referendum sarebbe un risparmio economico assai contenuto che, seppure non sia da trascurare, certamente non è così rilevante da compensare gli svantaggi che ne deriverebbero: una diminuzione della rappresentanza che sicuramente non rafforzerà le istituzioni repubblicane da cui dipende la tutela delle nostre libertà fondamentali, una minore efficienza delle camere che in assenza di altre riforme dovranno svolgere gli stessi compiti con un minore numero di parlamentari.

Per le piccole regioni poi, i pericoli derivanti dalla riduzione del numero di parlamentari sarebbero ancora più rilevanti: si stima che la soglia per l’accesso al futuro Senato potrebbe divenire anche del 20 per cento, con una compressione forte di quel pluralismo sociale, culturale e politico, fondamentale per un corretto funzionamento della democrazia, rendendo irrilevante la rappresentanza dei territori più piccoli. Per queste ragioni mi impegno e invito a votare no al prossimo Referendum costituzionale.