Chiavari: apertura scuole, lettera aperta al sindaco

Da Carlo di Francescantonio riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al sindaco di Chiavari Marco Di Capua

Egregio Sindaco Marco Di Capua,

scrivo alla Sua preziosa attenzione perché, come tanti cittadini, provo una grande preoccupazione per l’imminente riapertura delle scuole. È fuori da ogni dubbio che la riapertura sia un “esperimento” che non ha nessuna garanzia di buona riuscita e che può portare a danni irreparabili sia per il territorio locale che, ad ingrandire la visuale, per quello italiano, entrambi minati e ancora sotto forte pressione del Covid19. Pressione che diventa sempre più grave per diversi motivi: turismo, disattenzione generale della popolazione, rientri dall’estero. A citare solo alcune di quelle “operazioni” che sembrano tenere solo in considerazione l’economia a discapito della salute.

Inoltre, sembra che nessuno tenga ben presente che il Covid19 non è affatto passato. Pensi a tutti coloro, professionisti dell’informazione compresi, che hanno parlato di “post” Covid. Gravissima affermazione, oltre che ingannevole. Non siamo affatto nel “dopo” Covid ma lo abbiamo in mezzo a noi e noi ne siamo il miglior veicolo.

Negli ultimi giorni, in Liguria, penso basti guardare al caso La Spezia, agli inquietanti e progressivi aumenti di contagiati giorno dopo giorno, e, mi spiace dirlo, alla grande sottovalutazione del problema da parte della Regione Liguria, nella persona del Presidente Giovanni Toti. Presidente che sta dimostrando miopia e disinteresse nel prevenire un possibile disastro. I dati sono questi, purtroppo. E lo affermo con amarezza, perché desidererei per la Liguria e per l’intero Paese una ripresa ragionata e intelligente.

Questo sarebbe, più che mai, il momento di dimostrare buon senso e amministrare un Paese, una Regione e un Comune con l’attenzione del buon padre di famiglia. Mi comprenderà, se dico che il problema Covid19 lo si tende a minimizzare, quasi trascurare. È il messaggio che passa da alcuni media e che arriva dalle alte cariche politiche (il Presidente Giuseppe Conte, che ha deciso di riaprire e parla pure di sicurezze che non puo’ affatto garantire) e sanitarie. Questo è triste, perché dentro questo minimizzare leggo la mancanza di rispetto per tutti i morti che sino ad oggi abbiamo avuto e continuiamo ad avere in Italia.

Sembra che Bergamo, Codogno, Alzano Lombardo siano un qualcosa che non esiste più nella mente di nessuno. Eppure, appena pochi mesi fa, i mezzi militari portavano via centinaia e centinaia di bare. A volte mi chiedo che cosa sia accaduto nell’etica dell’essere umano, sempre più disumano e servo dell’economia.

Mi perdoni, Sindaco, ma non sono questi i valori con i quali sono cresciuto ed è normale che provi indignazione. Anzi, lo considero un diritto indignarmi. Le scuole, adesso, sono il problema più imminente e bisogna fare in modo di evitare un feroce contagio. Mi sembra strano che nessuno abbia considerato di proseguire con l’insegnamento a distanza. Ad esempio, oggi le riaperture delle scuole in alcune regioni d’Italia, riportano i primi allarmi. Lei sarà sicuramente informato della notizia apparsa sul sito dell’autorevole Il Sole 24 Ore, dove si titola Scuola: casi positivi in Alto Adige e in Calabria, a Piacenza e Reggio Emilia. Le riporto l’articolo integrale, con il link al sito del quotidiano nazionale (versione digitale):

(omissis)

Atroce leggere che le scuole rimangano aperte. Da cittadino della Liguria, ho il timore fondato che questa situazione accadrà anche nella città di Chiavari, da Lei amministrata, e in tanti altri comuni, perché è fermamente impossibile controllare ogni singolo spostamento e relazione di ogni individuo. E pensi al potenziale “caso Chiavari”: se solo in una scuola risultasse un positivo, significherebbe che quella scuola entrerebbe in quarantena? Così come ogni famiglia che ha un figlio iscritto in quella scuola? Così come ogni altra persona che è entrata in contatto con la famiglia? La quarantena si espanderebbe come una macchia d’olio? E quando inizieranno i positivi? E chi puo’ dare la certezza che un positivo non finisca, prima in terapia intensiva, poi al cimitero? Basterebbe davvero poco, per far diventare Chiavari una zona rossa. Lei se la sente di prendersi una responsabilità simile?
Al di là di Stato e Regione, Lei, dottor Marco Di Capua, marito e padre, primo cittadino di Chiavari, che ha il dovere di proteggere la salute dei Suoi cittadini, adulti o bambini che siano, se la sente davvero di permettere l’apertura delle scuole il 14 settembre o sarebbe più opportuno monitorare la situazione ripartendo con l’insegnamento a distanza?